pensare

18 12 2010

sto ricominciando a pensare. e a scrivere. se tempo fa pensavo che comunicare con l’esterno fosse facile, mi sono reso conto che non lo è, e che a volte non ha neanche senso.

preferirei dormire, rallentare il tempo o spostare lo spazio, non essere qui e ora. poco zen.

mi sono reso conto che lo zen non ti serve a un cazzo se vivi in Occidente. ogni tanto mi viene voglia di dire una parolaccia. forse prossimamente mi trasformerò in una di quelle persone che infarciscono le frasi di parole inglesi, una cosa che odio.

ho sentito clienti felici che gli ho risolto un problema e che i loro dipendenti riceveranno la tredicesima e lo stipendio regolarmente anche quest’anno. che comprino qualche regalo per i figli e per la moglie o per il marito. ho comprato sei panettoni e due pandori per domani. dovrei fare degli straccetti di pace per avvolgere in un piccolo rotolo le fiabe da lasciare ai bambini: chissà cosa combineremo domattina io e l’Angelina, magari io parlo e lei racconta, chissà se ai bambini interesserà ascoltare delle fiabe che vengono da paesi lontani, da bambini lontani?

“tutti i maiali devono morire” mi dice il Death in June, fra zamponi e cotechini e tanta gente che affolla le strade, che non riesci neanche a goderti la neve che ha coperto con un paio di dita di spessore le strade padane (nel senso di valle padana, non della merda leghista).

sarà un Natale diverso, è difficile esprimere il proprio affetto senza trovare un regalo da fare. perchè? eppure se ci si pensa lo è. fottiti stronzo bastardo di vicino che continui a far casino. a te regalerò un carico di letame gelminiano. ti voglio bene.

dovrei mettermi al lavoro. ancora un po’. questo è il periodo peggiore dell’anno. si corre al lavoro, si corre a cercare regali, si corre per il volontariato, si corre per vedere gli amici, e in tutto questo non c’è tempo e voglia per andare a correre. buttassero almeno del sale sulle strade. non ho voglia di rompermi il collo che già è messo male oggi.

c’è un bel sole, ma non fa caldo, ma il sole è bello. oggi sono felice ci sia. sulla neve bianca e l’asfalto che brilla della neve che si scioglie. domani ancora dai, che siamo a casa.

voletevi bene.

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mechitali

3 02 2010

forse sono uno dei pochi a non essere ancora andato a gustare una delle ultime prelibatezze della famosa catena di cibo veloce, novità che pare essere ambrosia da tante lodi sta ricevendo ogni sera sui telegiornali italiani, con tanto di ministro delle politiche agricole che gioiosamente sbandiera l’accordo preso dalla famosa catena con i produttori di materie prime  alimentari, italiane, evviva l’italianità!

io non posso esserne che felice se dei produttori italiani, che producono magari anche bene, facciano affari con un accordo così importante, loro acquisiscono un buon canale, si crea una nuova domanda che fa guadagnare, i lavoratori lavorano e non stanno in CIG, insomma è un bel giro, e anche la catena magari riesce a vendere qualcosa che ha dentro degli ingredienti più controllati e certi nell’origine, una volta tanto.

ma perchè questo accordo deve diventare uno spot a favore della catena? ho capito che ci guadagnano in tanti, ma alla fine il marchio che appare in quei servizi è solo quello della catena, il cui nome non viene citato, ma che con modici investimenti pubblicitari, ottiene con i tg una cassa di risonanza notevole. a mio modo di vedere non può bastare non citare un nome per non fare pubblicità, perchè se tanto parlare è stato fatto per dei gioielli indossati da giornaliste in tv, oggetti che non hanno questo grande mercato e quindi grande diffusione in termini di informazione, non capisco perchè di questa azienda che è leader di mercato, che tutti nel bene o nel male conoscono, passi invece come grande notizia. di più, i gioielli erano indossati e non veniva fatto un servizio, qui il servizio è stato fatto, trasmesso, e con toni trionfalistici che manco una società di marketing avrebbe potuto fare.

in questi giorni sto leggendo un libro di Daniele Luttazzi, mi piace, mi piace, mi piace. non condivido molte sue battute, ma mi piace lui e il suo modo di porsi, di non avere peli sulla lingua e di fare osservazioni, puntuali, in uno stile che definirei giornalistico. ma d’altri tempi. e leggendo il buon Daniele, mi chiedo come mai un Ordine dei Giornalisti non riprenda chi ha fatto e trasmesso un servizio del genere, trasmesso in prima serata, dove il messaggio che passa è “‘sto panino è buono, vallo a mangiare, se non lo vai a mangiare potresti essere considerato un traditore della patria!”? perchè devo vedere una decina di persone dire che quel panino gli è piaciuto, uno addirittura sono tre giorni di fila che lo va a mangiare!!! mangiatelo, e non scassare, rifiutati di rilasciare un’intervista in quel senso, a meno che vieni pagato, perchè non è un’intervista quella, è pubblicità fatta a gratis, sulla prima rete nazionale.

è vero, siamo messi male, sempre peggio. vai di badile.





piedi per terra

25 01 2010

se sei fuori forma, sovrappeso, che non hai fiato per colpa delle sigarette, dovresti evitare di fare attività fisica pesante…

cmq certe cose possono far capire che sei normale, o meglio un essere umano quasi come tutti gli altri…

non sono io. nel caso preferirei oziare e continuare ad ingrassare beatamente.





il vero problema

14 12 2009

non è l’aggressione in se stessa.

il vero problema è che ho sentito parole che non sono state dette dai politici nei confronti di altre situazioni analoghe, relative a comuni cittadini, e nemmeno di fronte allo schifo compiuto nell’asilo di Pistoia. perchè?

perchè nella fattoria degli animali qualche maiale è più uguale degli altri animali.

e se di fronte a centinaia di migliaia di altri casi simili la maggior parte della gente ignora o volta le spalle, beh, non si venga tanto a fare la morale proprio adesso.

andate a dirlo ai genitori di Cucchi, o al ragazzo pestato a Parma qualche anno fa, alla madre di Aldovrandi, andate a dirlo ai familiari delle vittime del terrorismo di Stato, andate a dirlo a tutti loro.

ieri pomeriggio, qualche ora prima ero in zona, fosse successo a me, non sarebbe capitato tutto questo can-can. perchè? forse perchè non sono un maiale, e pertanto meno uguale.





viva l’itaglia?

20 11 2009

reduce da una serata slow, molto take it easy e con mezza giornata ad un convegno che mi interessa, oltre ad una birra con i miei migliori amici stasera, si affronta la giornata in un molto certamente migliore dei giorni passati.

ascolto la radio, canto i Radiodervish, ascolto notizie provenienti da Paesi lontani, belle notizie, notizie nuove, fresche, positive, che danno buonumore e perchè no, un po’ di speranza.

ti arrivano tanti messaggi, e-mail, catene che ti incitano a vivere bene la vita, in modo pieno, e non è che hai sempre voglia di farlo, a volte, spesso, i motivi che ti invogliano ad alzarti la mattina dal letto se ne sono andati in vacanza e non hanno voglia di tornare per tanto tempo, e così si finisce per imbruttirsi un po’.

forse è la volontà di ostinarsi a restare attaccati a ciò che di più piacevole si ha, e sapere che con un po’ di coraggio si hanno anche delle valide alternative per sfuggire a quanto di brutto sta invadendo questo paese. perchè la forza di cambiarlo sembra non l’abbia più nessuno, a meno di cambiarlo in peggio, scavando come in una interminabile cava per rifiuti.





vivere

19 11 2009

sto vivendo in modo diverso da un po’ di tempo. da qualche mese, da un annetto circa.

quando succedono cose grandi, o si ha modo di confrontarsi in maniera differente con alcune persone, e capire meglio quello che si ha dentro, ci si conosce meglio, e se ne rimane colpiti, in qualche modo si cambia.

forse non si cambia nel modo in cui ci si immaginava poteva essere tutto, e questo può far stare male, accettare che si è diversi da come si sognava, oppure che alcuni sogni resteranno tali. poi vedi quello che hai tra le mani, e ti piace, non te la senti di buttarlo via, anzi, ci tieni molto, ci hai lavorato, sudato, sofferto, e anche se agli occhi del mondo è qualcosa di mediocre, beh, per te vale tanto e te lo tieni stretto.

forse tutto questo passerà in fretta, chi può dirlo, ma per ora mi godo il momento fino in fondo, assaporandolo e gustandolo continuamente, e sono felice di avere dentro e attorno a me qualche sorriso in più…

sto leggendo l’ultimo libro di Irvine Welsh “Crime”; mah, le prime 110 pagine sono un po’ una palla, finalmente Ray si è fatto quei tiri di coca che tanto sognava, e ‘sto fatto della fissa della pedofilia che hanno i britannici, beh, alla lunga un po’ stinca… vediamo come evolve.

mi sono goduto fino in fondo invece “gli abbracci spezzati” di Almodovar, mi ricordava “donne sull’orlo di una crisi di nervi” come atmosfera, e infatti sul finale c’è una bella sorpresa. mi piace come parla in maniera esplicita e porca del sesso, ma anche con tanta ironia e gioia: la parte della sceneggiatura del film sui vampiri è molto divertente, si riflette e si ride, e un po’ si trova nostalgia. secondo me è da vedere con il proprio partner a fianco, su un divano, con una bella coperta calda. e poi finire a letto a fare l’amore…

stay alive.





papanero

6 10 2009

secondo me una strizzatina ai maroni Ratzinger in questi giorni se l’è data…