bellissimo

28 08 2009

per caso ho aperto questo link, e devo dire che è fenomenale, un vero cabarettista, per non dire altro…

http://notizie.tiscali.it/articoli/politica/09/08_agosto/28/bossi_berlusconi_chiesa_critiche_741.html

la parte più bella, l’apice, credo sia quella sul crocefisso, definito portafortuna. frase che rivela un mare d’ignoranza, sempre che ce ne fosse bisogno, visto che il concetto di “fortuna” è un concetto pagano, legato semmai a mondi politeistici e non monoteistici come il cristianesimo o islam, e relativo anche alla superstizione che non va molto d’accordo con la religione…

speriamo che i vescovi ora si incazzino sul serio, mi piacerebbe vedere cosa ne salta fuori…





scarrrriccca-me-lo

27 08 2009

ieri si era a pranzo tra colleghi, si parlava di film, e una collega raccontava del fatto che suo figlio, di 8-9 anni, stava scaricando un cartone animato, appena uscito, e in mezzo al film i soliti burloni ci hanno piazzato un bello spezzone porno.

della cosa gliene ha parlato il figlio, dicendole che aveva messo in “cestino” il film scaricato perchè a un certo punto c’era un sacco di gente che faceva sesso, ma quanto ne faceva! da come lo ha detto c’era più da ridere, e quindi bon, per il bambino niente problemi.

il commento di uno dei colleghi (anche lui con figli) è stato: “eh, ma quando scaricano i film non bisogna lasciarli da soli, i bambini”

il commento della madre invece: “sì, ma questi sono dei bastardi a mettere un film porno in mezzo ad un cartone animato”

io che non sono pratico, perchè non ho figli, non ho detto nulla, ma nella mia testa sono passati alcuni pensieri.

mi ha stupito il fatto che mentre il figlio stava facendo una cosa che è, ahimè, illegale, la preoccupazione principale era sul fatto che il contenuto non era conforme alle aspettative…

non ho figli, non ne so nulla di come si crescono, per cui ho preferito continuare con la mia pizza e birra… ma i pensieri restano.





pesi morti

26 06 2009

quando ti trovi a dire ad una persona “sei scemo” di pancia, una cosa che risale dallo stomaco e vieni fuori dalla bocca, istintiva, naturale, anche di cuore, ti rendi conto che c’è un distacco reale, una voglia di non aver più davvero voglia di avere un rapporto con quella persona.

perchè… perchè è una cosa inutile, per entrambi, una cosa che non porta nulla di nuovo, non rafforza, non costruisce, e quindi lasci andare come già tanti segnali ti avevano detto di lasciare andare. non è bello, non è piacevole, anche se non ci sono litigi, c’è però una continua sensazione di perdita di tempo, di banalità, di noia. manca una birra di fronte a cui sparare cazzate, ci sono solo le cazzate nei momenti meno opportuni e una serie d’atteggiamenti che sembrano una presa in giro, ma che non è così, almeno speri. perchè ad un certo punto perdi la fiducia e non capisci più se è bene o male, e allora, nel dubbio che sia male reale, lasci stare, perchè di certo bene è qualcosa di diverso.

ho scritto tutte queste cose perchè avevo bisogno di farlo, perchè magari qualcuno leggendo annuisce un po’ con la testa ricordando momenti simili. non ho paura che il soggetto riconosca tutto, e non mi importa di una sua reazione negativa, sono tranquillo, non mi interessa neanche affrontare il discorso perchè qualcosa cambi e torni come in tanti momenti in cui ci si è divertiti, nella vita si fanno delle scelte, e certe scelte fanno star bene qualcuno e male qualcun altro.

io sono stanco di star male per delle cazzate. ci sono già motivi seri di preoccupazione nella mia vita, a cui cerco, come tutti credo, di tenere botta, e di tenere a bada con un sorriso.

voglio ridere con i miei amici, con i miei genitori, stare con tutti loro, vederli sorridere, dargli un abbraccio. se questo per qualcuno diventa complicato, beh, di me non ha capito niente.

a proposito, se a qualcuno interessa una macchina fotografica in ottime condizioni, qui trovate il mio annuncio.





strategie

21 05 2009

un’azienda sta approntando strategie di crescita basate sull’espulsione dei clienti più validi: le tecniche utilizzate sono l’aumento indiscriminato delle condizioni contrattuali e l’imposizione di modalità operative che rendono impossibile lavorare in quanto si pretendono elementi impossibili, come si sa da anni.

l’università di Harvard ha ottenuto un’esclusiva di studio del caso aziendale nel caso lo stesso abbia successo. inutile dire che le probabilità che esso si realizzi sono molto remote.





una delle cose che non sopporto

15 05 2009

è vedere la gente che ti chiede come risolvere un problema al pc, continuando ad incaponirsi con lo stesso tipo di tentativo.

i pc, si sa, sono stupidi, a volte per motivi ignoti ai comuni mortali decidono di farti credere che faranno una cosa e poi in stampa ne fanno un’altra. what you see is NOT what you get…

e me li vedo lì che ah, ma come faccio, aiutami, dammi una mano, ma perchè fa così questo cattivone di pc (pc… partito comunista… sempre colpa dei comunisti ecchecc…), perchè ce l’ha con me, lo tratto bene, tutti i giorni lo spolvero pure e altre cose di ‘sto tono.

la mia reazione di solito è sempre la stessa: li zittisco, gli dico di alzare il culo dalla sedia, di darmi topo e tastiera e di lasciarmi vedere. dopo mezz’ora che uno utilizza un metodo inefficace credo che un minimo di ragione lo possa spingere a valutare una via alternativa, un po’ di creatività per gabbare (gabba gabba hey, gabba hey, gabba hey!!!) l’infame macchina… io non aspetto mezz’ora di solito, mezzo minuto mi basta: provo un’alternativa, stampa. quasi sempre lascio al primo colpo il tapino a bocca aperta a guardarsi la sua stampa finalmente come la voleva, in attesa della prossima volta. tanto certa gente è così dentro a schemi fissi, che spiegargli come tentare di slegarsi dagli schemi è totalmente inutile.





uora vo cunto

1 04 2009

spettacolo teatrale davvero divertente, parte in dialetto siciliano, parte Fattoria degli animali di Orwell, parte vecchie filastrocche, parte ammiccante, parte con doppi sensi.

per me il Teatro della Cooperativa è un po’ una garanzia, nessuno spettacolo mi ha deluso, forse questo un tantino per la durata, un’oretta o poco più ed era già finito, ma era talmente rilassante e divertente che volentieri ci si sarebbe stati ancora un po’.

e dopo questo la novità di un trench comprato oltre frontiera, che minchia se mi piace, me lo terrei anche per andare a dormire, e poi un lunedì piuttosto piacevole, beh, ok, diciamo passabile, per cadere in un rotolamente spaventoso tra martedì e mercoledì, con scene da baraccone e cadute di stile (non mie, ovvio) in ufficio.

urla, insulti, battute alle spalle delle persone, prese di posizione, tutte completamente inutili, che fanno capire che la mancanza di stile è il vero motivo del perchè questo nostro paese è lassativo… e in più è passato un anno dall’assegnazione dell’Expo: a Milano stanno ancora litigando per le poltrone, a Smirne hanno realizzato un sacco di opere anche se nel 2015 l’Expo non l’avranno… ma stanno pensando di candidarsi per quello del 2020, con tutto a quel punto, già bello e pronto.

stasera kebab. in onore alla Turchia.





i don’t love shopping

2 03 2009

iloveshopping-210x3001ogni tanto un film leggero fa bene, per rilassarsi un po’, ridere o sorridere. non è il caso di “i love shopping”: noioso, inutile, fa il verso a “il Diavolo veste Prada” senza riuscirci, la regia è pessima, gli attori sono spenti, le battute ripetitive e banali.

le speranze per un film carino c’erano visto che il libro da cui è tratto ha fatto un bel successo: non so paragonarlo al libro in quanto non l’ho letto, però il film preso da solo non dà proprio nulla. non mi capita spesso di avere il desiderio che una scena si concluda per vedere se in quella successiva succede qualcosa di più interessante, ma con questo film è successo.

la storia poi a tratti fa pure un po’ incazzare: in breve è la storia di una che definire cretina è dir poco, che gode nello spendere i soldi che non ha e non è che poi alla fine gliene freghi più di tanto; il problema però non è nella sua cretineria, il problema è il fatto che non diventa neanche minimamente simpatica come personaggio, e quindi il film, di conseguenza, ne perde.

ci sono sicuramente valide alternative a passare due ore al cinema a vedere questo affare…