stanno succedendo un po’ di cose

23 02 2010

la più evidente è la minore carta sulla scrivania, e la luce in fondo al tunnel, che è ancora in fondo ma si vede.

poi ci sono due scrivanie vuote, una di fronte a me, una più lontana, due assenze che si fanno sentire, e se non ci pensi non ci fai caso, ma quando ci pensi dici “‘zz non ci sono più…”.

poi mi rendo conto che una casa ti deve piacere. la devi sentire tua. si fottano i brunetti & co. che la menano con i bamboccioni, io i soldi li spendo per qualcosa che mi piace, mica per un ripiego che non mi fa stare bene. e ne ho viste diverse, anche di amici, che però non mi piacciono, non sono mie, alcune scelte, di amici, addirittura un pugno in un occhio per certe cose, bisogna stare bene e io non ci starei.

poi, alla malora chi ne sarà invidioso, ho deciso per comprare l’auto che volevo da anni, usata, ok, ma be tenuta, e l’aspetto.

poi c’è il teatro, tanto teatro ultimamente, un fottìo di teatro, bello, entusiasmante, ricco, locale, intimo.

poi c’è la prima tappa del nuovo diario scritta, e l’intenzione di completarlo e di farlo anche per il 2009, che anche se ci sono cose che finora non ho scritto è venuto il momento di farlo, sarà una mezza tortura, ma lo voglio fare, perchè è giusto non tenersi certe emozioni per se stessi.

c’è una chiavetta usb che pare funzionare, dopo una settimana di problemi, ci sono foto da pubblicare, ritorni da fare, che mi mancano, spartiti da suonare, percorsi da camminare.

ci sono tante cose, in un altro momento mi sarebbero sembrate troppe, ma in questo momento no, forse qualcosa sta cambiando, si sta evolvendo, sta crescendo.





bella gente d’Appennino

12 01 2010

secondo libro di Giovanni Lindo Ferretti, che ho trovato molto più interessante e maturo della prima opera. il respiro è più ampio, anche se le tematiche trattate hanno una localizzazione più ristretta: tutto, o quasi, si svolge sull’Alpe, sui suoi monti, nella sua famiglia, tra le tradizioni di paese e le abitudini quotidiane di casa. ma il respiro rispetto a “reduce” si fa più ampio, forse perchè il travaglio del ritorno è ormai abbastanza superato, o forse perchè nelle proprie radici spesso si trova la serenità e la pace.

gli aspetti della vita montanara sono affrontati da diversi lati, molto toccante la parte intitolata “sepoltura”, dove si affronta il tema della morte e delle tradizioni e dei riti funebri: argomento che nel nostro mondo pulito e asettico puzza di marcio e di macabro, ma che quando anche io ero bambino veniva vissuto con approccio molto più vero e franco, mentre ora anche questo momento subisce le influenze della fretta di tutti i giorni.

il mondo dell’Alpe e di Giovanni è lento, quieto, ma non esente dalle modificazioni moderne che paiono ridonare vita a dei luoghi abbandonati, ma hanno il risultato di crearne soltanto un bel mausoleo.

ancora qualche accenno al suo ritorno a casa, ma stavolta molto limitato, infastidisce un po’ quando lo ricorda, ma passa, piuttosto rapido a dir la verità, si lascia leggere, interessa, finisce presto.





vivere

19 11 2009

sto vivendo in modo diverso da un po’ di tempo. da qualche mese, da un annetto circa.

quando succedono cose grandi, o si ha modo di confrontarsi in maniera differente con alcune persone, e capire meglio quello che si ha dentro, ci si conosce meglio, e se ne rimane colpiti, in qualche modo si cambia.

forse non si cambia nel modo in cui ci si immaginava poteva essere tutto, e questo può far stare male, accettare che si è diversi da come si sognava, oppure che alcuni sogni resteranno tali. poi vedi quello che hai tra le mani, e ti piace, non te la senti di buttarlo via, anzi, ci tieni molto, ci hai lavorato, sudato, sofferto, e anche se agli occhi del mondo è qualcosa di mediocre, beh, per te vale tanto e te lo tieni stretto.

forse tutto questo passerà in fretta, chi può dirlo, ma per ora mi godo il momento fino in fondo, assaporandolo e gustandolo continuamente, e sono felice di avere dentro e attorno a me qualche sorriso in più…

sto leggendo l’ultimo libro di Irvine Welsh “Crime”; mah, le prime 110 pagine sono un po’ una palla, finalmente Ray si è fatto quei tiri di coca che tanto sognava, e ‘sto fatto della fissa della pedofilia che hanno i britannici, beh, alla lunga un po’ stinca… vediamo come evolve.

mi sono goduto fino in fondo invece “gli abbracci spezzati” di Almodovar, mi ricordava “donne sull’orlo di una crisi di nervi” come atmosfera, e infatti sul finale c’è una bella sorpresa. mi piace come parla in maniera esplicita e porca del sesso, ma anche con tanta ironia e gioia: la parte della sceneggiatura del film sui vampiri è molto divertente, si riflette e si ride, e un po’ si trova nostalgia. secondo me è da vedere con il proprio partner a fianco, su un divano, con una bella coperta calda. e poi finire a letto a fare l’amore…

stay alive.





finalmente il venerdì

23 10 2009

bruciano gli occhi. stanchezza, sì certo. ieri bella sera, che si aspettava da tempo. poi ti svegli e le cose che ti aspettano non sono altrettanto piacevoli. iniziare il venerdì mattina con un’arrabbiatura non è bello, rischia di rovinarti il fine settimana.

e allora bisogna anticipare i tempi, drillare, scartare, muoversi come Garrincha o un Rui Barros e lasciare l’avversario al palo. perchè la meta propone buone cose, già ben organizzate nei tempi e nei modi.

spegnere la tv o vedere soltanto blog. passare al teatro della cooperativa a comprare l’abbonamento alla stagione. tappare le orecchie, sconnettere il cervello, non utilizzarlo per ragionamenti intelligenti rivolte a persone inutili. sperare, sperare sempre. ma anche lottare, resistere, andare avanti, tenere la testa alta e il petto in fuori.

una Guinness. media. ma anche due. perchè si rivedono degli amici e perchè ci sono dei compleanni da festeggiare nelle date sbagliate. poi tornerà Marco il mese prossimo. cresciuti insieme a 25 mt di distanza e ora lontani diverse centianaia di km, da due, tre anni non ci si vede? come passa il tempo. come si cambia. domani tutto sarà finito. ne sarà valsa la pena? resterà qualcosa?

sì, se qualcuno conserverà il ricordo. le cose brutte scivolano via, il tempo le annienta.





ottobre

19 10 2009

io non lo so perchè, ma questo mese, il mio mese, quello che amo di più, quello in cui sono nato, passa sempre troppo in fretta.

tipo che ieri mi sono accorto che sono già passate tre settimane dall’inizio di ottobre e quasi manco me ne sono accorto.

vorrei fare una petizione per l’annullamento di novembre, affinchè ottobre duri due mesi e me lo possa godere bene e senza distrazioni.





libertà

5 10 2009

confesso. ho trovato la manifestazione della fnsi un po’ ridicola. perché? è presto detto: un giornalista per me è una persona che in modo molto onesto deve riportare tutte le informazioni relative ad una notizia, impegnandosi a non modificarle, occultarle o adattarle per dare una visione diversa dalla realtà, guidando così colui che della notizia usufruisce verso un’opinione preconfezionata. chi fruisce della notizia si farà da sè la sua opinione.

la libertà di informazione non è a mio modo di vedere in pericolo. piuttosto lo sono i mezzi attraverso cui si fa informazione, ma questo è diverso. se il tuo capo ti taglia un articolo perchè ha pressioni esterne, tu bravo giornalista, prendi, ti metti su un blog e mentre sul giornale va l’articolo falsato, sul blog dici la “verità”. ad esempio. oppure raccogli le informazioni e denunci il fatto a quella cosa, come si chiama… ordine dei giornalisti? perchè credo un Ordine abbia un codice etico a cui gli aderenti devono rispondere…

mi è sembrata un po’ ridicola per questo: come fa chi è parte del sistema, che contribuisce a che i bavagli vengano messi, a domandare più libertà?

sarà che sono uno che continua a pensare che gente come Biagi o Zavoli siano grandi giornalisti, ma sono anche persone che il giornalismo lo vedevano come cronaca, asettica da giudizi, ma ricca di spunti di riflessione, domande impertinenti, che nascono non dalla volontà di essere contro qualcosa o qualcuno, ma dal genio, dall’onestà e capacità intellettuale di leggere fra le righe, scavare e non avere paura di ciò che si può trovare. e poi raccontarlo, senza esprimere opinioni personali. ecco, questo per me è il giornalismo, tutto il resto è noia.





miglioramenti?

16 09 2009

da ieri posso dire di conoscere il primo flauto dell’orchestra filarmonica di Minsk.

visto che è un bellissimo risultato per lui, lo considero anche il punto di partenza per uscire da questo periodo schifoso…

noi intanto si punta sui giovani e si assume una persona che ha 62 anni…