fiesta

1 09 2009

senza troppi moralismi, ma festeggiare uno che ha ammazzato un sacco di gente la considero sempre una gran cagata.





password

31 08 2009

sì, in effetti ha ragione, e ho cambiato la password.

certo, pur malizioso che sono, mai avrei pensato che qualcuno avrebbe potuto utilizzare la nostra password standard, che abbiamo tutti uguale sui vari accont.

ma visto che certi soggetti fanno i furbi per molto meno, potrebbe anche darsi l’eventualità, che un giorno messi con le spalle al muro possano arrivare a manipolazioni del genere. vero è che non li ritengo informaticamente preparati per pensare una cosa del genere, ma perchè rischiare?





la classe operaia va in paradiso

18 08 2009

e per farlo sale sopra carri ponte e sul terzo anello del colosseo, per avvicinarsi e toccare con un dito il cielo, per gridare ad alta voce come non si faceva da decenni, per farsi sentire da tutti.

mi hanno colpito molto le vicende di questi giorni, la voglia di lottare che continua a vivere in questi uomini e donne che difendono idee e lavoro. cose d’altri tempi, ma che fanno bene al cuore vedersi.

sindacati e governo che dimostrano di essere la stessa cosa, state a casa, non siete un bell’esempio per chi vi guarda. certo, chi lotta per qualcosa viene sempre e soltanto definito “cattivo esempio”, per il padrone che non ama chi alza la testa a rivendicare onestà e diritti, e per il sindacato che gira con la Lacoste e difende gli interessi non più dei lavoratori, ma dei sindacalisti.

resta la lotta “individuale”, di un gruppo di persone che formano unità, che non sono “singolo”, ma sono sempre gruppo, lavoratori di una fabbrica che rischia di chiudere che sanno che può ancora vivere.

e vedere i volti finalmente sorridenti, e i complimenti anche di chi ha provato a risolvere qualcosa ma non ce l’ha fatta, ecco, fra un anno sarete tutti dimenticati forse, ma certo chi vi è stato vicino, anche solo con il cuore, una lezione importante l’ha imparata di certo.





pesi morti

26 06 2009

quando ti trovi a dire ad una persona “sei scemo” di pancia, una cosa che risale dallo stomaco e vieni fuori dalla bocca, istintiva, naturale, anche di cuore, ti rendi conto che c’è un distacco reale, una voglia di non aver più davvero voglia di avere un rapporto con quella persona.

perchè… perchè è una cosa inutile, per entrambi, una cosa che non porta nulla di nuovo, non rafforza, non costruisce, e quindi lasci andare come già tanti segnali ti avevano detto di lasciare andare. non è bello, non è piacevole, anche se non ci sono litigi, c’è però una continua sensazione di perdita di tempo, di banalità, di noia. manca una birra di fronte a cui sparare cazzate, ci sono solo le cazzate nei momenti meno opportuni e una serie d’atteggiamenti che sembrano una presa in giro, ma che non è così, almeno speri. perchè ad un certo punto perdi la fiducia e non capisci più se è bene o male, e allora, nel dubbio che sia male reale, lasci stare, perchè di certo bene è qualcosa di diverso.

ho scritto tutte queste cose perchè avevo bisogno di farlo, perchè magari qualcuno leggendo annuisce un po’ con la testa ricordando momenti simili. non ho paura che il soggetto riconosca tutto, e non mi importa di una sua reazione negativa, sono tranquillo, non mi interessa neanche affrontare il discorso perchè qualcosa cambi e torni come in tanti momenti in cui ci si è divertiti, nella vita si fanno delle scelte, e certe scelte fanno star bene qualcuno e male qualcun altro.

io sono stanco di star male per delle cazzate. ci sono già motivi seri di preoccupazione nella mia vita, a cui cerco, come tutti credo, di tenere botta, e di tenere a bada con un sorriso.

voglio ridere con i miei amici, con i miei genitori, stare con tutti loro, vederli sorridere, dargli un abbraccio. se questo per qualcuno diventa complicato, beh, di me non ha capito niente.

a proposito, se a qualcuno interessa una macchina fotografica in ottime condizioni, qui trovate il mio annuncio.





ciao Ivan

15 06 2009

la notizia mi è arrivata di botto, inaspettata, oggi mentre tornavo dal lavoro. stavano passando El gatt, una canzone, la prima, scritta da Ivan della Mea, ripresa poi anche da Nanni Svampa, e mi sono detto che era bello che parlassero in radio di Ivan, e mi è venuto in mente che il 5 luglio sarei di certo andato ad ascoltarlo a Fagnano Olona, in concerto.

poi le parole vanno avanti, quelle parole ascoltate tante volte, e la speaker annuncia che Ivan è mancato, ci ha lasciati, e davvero, dentro mi è mancato qualcosa, ho sentito davvero freddo, come non mi è mai capitato. sarà per le canzoni, per ciò che ha rappresentato, in semplicità, accanto agli operai, accanto al popolo per tutta la vita, con la sua musica e le sue parole, che la notizia strideva troppo con quella merda di ronde nere squadriste che stanno ritornando fuori. un parallelo strano, e una mancanza, come a sapere che manca qualcuno a cantare, a dare voce a qualcuno che voce sempre più non ha e non sa trovare…

domani 16 giugno, ci saranno alle 11 i funerali, all’arci corvetto, in via oglio 21 a milano, se riesco a prendere un permesso, un salto ce lo faccio, se lo merita davvero.

per chi si dice di sinistra e non lo conosce, prima si sparga il capo di cenere, poi legga le parole della sua canzone più famosa, O cara moglie… ciao Ivan, a me mancherai di sicuro, mi mancherà la tua chitarra semplice e la tua zeppa…


O cara moglie, stasera ti prego,

dì a mio figlio che vada a dormire,

perchè le cose che io ho da dire

non sono cose che deve sentir.


Proprio stamane là sul lavoro,

con il sorriso del caposezione,

mi è arrivata la liquidazion,

m’han licenziato senza pietà.


E la ragione è perchè ho scioperato

per la difesa dei nostri diritti,

per la difesa del mio sindacato,

del mio lavoro, della libertà .


Quando la lotta è di tutti per tutti

il tuo padrone, vedrai, cederà ;

se invece vince è perchè i crumiri

gli dan la forza che lui non ha.


Questo si è visto davanti ai cancelli:

noi si chiamava i compagni alla lotta,

ecco: il padrone fa un cenno, una mossa,

e un dopo l’altro cominciano a entrar.


O cara moglie, dovevi vederli

venir avanti curvati e piegati;

e noi gridare: crumiri, venduti!

e loro dritti senza piegar.


Quei poveretti facevano pena

ma dietro loro, la sul portone,

rideva allegro il porco padrone:

l’ho maledetto senza pietà .


O cara moglie, prima ho sbagliato,

dì a mio figlio che venga a sentire,

chè ha da capire che cosa vuol dire

lottare per la libertà

chè ha da capire che cosa vuol dire

lottare per la libertà.





la cura

19 05 2009

purtroppo i nuovi effetti del pacchetto sicurezza si stanno già facendo sentire.

domenica un’amica ci raccontava che una ragazza salvadoregna che conosce, che fa la badante ed è irregolare, sta male da una settimana e non si fida ad andare al pronto soccorso. investita da una signora mentre era in bicicletta, è stata accompagnata a casa dalla signora che “non voleva fastidi”, già tanto forse, visto che non l’ha mollata in mezzo alla strada, però alla fine è troppo comodo scaricarsi così la coscienza. sei assicurato, non hai fatto apposta, a me quando è capitato un incidente del genere sono stato male due giorni, pur sapendo che di rotto c’era solo un cerchione di una bici…

e ora quella ragazza? niente, andrà privatamente a farsi una lastra, probabilmente ha un trauma cranico, sperando che pagando non venga segnalata…

i buoni maestri non danno l’esempio, si comportano semplicemente al meglio, sta poi a chi vuole imparare osservare ed apprezzare.





una delle cose che non sopporto

15 05 2009

è vedere la gente che ti chiede come risolvere un problema al pc, continuando ad incaponirsi con lo stesso tipo di tentativo.

i pc, si sa, sono stupidi, a volte per motivi ignoti ai comuni mortali decidono di farti credere che faranno una cosa e poi in stampa ne fanno un’altra. what you see is NOT what you get…

e me li vedo lì che ah, ma come faccio, aiutami, dammi una mano, ma perchè fa così questo cattivone di pc (pc… partito comunista… sempre colpa dei comunisti ecchecc…), perchè ce l’ha con me, lo tratto bene, tutti i giorni lo spolvero pure e altre cose di ‘sto tono.

la mia reazione di solito è sempre la stessa: li zittisco, gli dico di alzare il culo dalla sedia, di darmi topo e tastiera e di lasciarmi vedere. dopo mezz’ora che uno utilizza un metodo inefficace credo che un minimo di ragione lo possa spingere a valutare una via alternativa, un po’ di creatività per gabbare (gabba gabba hey, gabba hey, gabba hey!!!) l’infame macchina… io non aspetto mezz’ora di solito, mezzo minuto mi basta: provo un’alternativa, stampa. quasi sempre lascio al primo colpo il tapino a bocca aperta a guardarsi la sua stampa finalmente come la voleva, in attesa della prossima volta. tanto certa gente è così dentro a schemi fissi, che spiegargli come tentare di slegarsi dagli schemi è totalmente inutile.