vivere

19 11 2009

sto vivendo in modo diverso da un po’ di tempo. da qualche mese, da un annetto circa.

quando succedono cose grandi, o si ha modo di confrontarsi in maniera differente con alcune persone, e capire meglio quello che si ha dentro, ci si conosce meglio, e se ne rimane colpiti, in qualche modo si cambia.

forse non si cambia nel modo in cui ci si immaginava poteva essere tutto, e questo può far stare male, accettare che si è diversi da come si sognava, oppure che alcuni sogni resteranno tali. poi vedi quello che hai tra le mani, e ti piace, non te la senti di buttarlo via, anzi, ci tieni molto, ci hai lavorato, sudato, sofferto, e anche se agli occhi del mondo è qualcosa di mediocre, beh, per te vale tanto e te lo tieni stretto.

forse tutto questo passerà in fretta, chi può dirlo, ma per ora mi godo il momento fino in fondo, assaporandolo e gustandolo continuamente, e sono felice di avere dentro e attorno a me qualche sorriso in più…

sto leggendo l’ultimo libro di Irvine Welsh “Crime”; mah, le prime 110 pagine sono un po’ una palla, finalmente Ray si è fatto quei tiri di coca che tanto sognava, e ‘sto fatto della fissa della pedofilia che hanno i britannici, beh, alla lunga un po’ stinca… vediamo come evolve.

mi sono goduto fino in fondo invece “gli abbracci spezzati” di Almodovar, mi ricordava “donne sull’orlo di una crisi di nervi” come atmosfera, e infatti sul finale c’è una bella sorpresa. mi piace come parla in maniera esplicita e porca del sesso, ma anche con tanta ironia e gioia: la parte della sceneggiatura del film sui vampiri è molto divertente, si riflette e si ride, e un po’ si trova nostalgia. secondo me è da vedere con il proprio partner a fianco, su un divano, con una bella coperta calda. e poi finire a letto a fare l’amore…

stay alive.

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Valzer con Bashir

20 05 2009

valzerconbashir-210x300alla fine del film ho avuto una sensazione precisa per riassumere e descrivere questo film: è come se un container carico venisse lentamente calato sullo spettatore, scene, scende, lento, inesorabile, e tu stai lì sotto ad aspettare, non poi farci nulla, tutto si muove, lento, paziente, fino a farti sentire tutto il peso alla fine dello stesso.

da un po’ mi capita di non informarmi sul film, scoprire la storia in diretta permette di liberarsi da pregiudizi e aspettative. il cartoon ha dei tratti grafici che sono in linea con lo spirito e le sensazioni che crea: tratti spessi, ombre pesanti, linee essenziali, movimenti fluidi e lenti, tutto contribuisce a confermare le sensazioni dei protagonisti, del regista, che narra in prima persona una sua esperienza come soldato dell’esercito israeliano. ciò che vuole essere narrato è il massacro di Sabra e Chatila, con l’occhio dei soldati che erano nei pressi dei campi profughi: memoria azzerata per quasi tutti loro, ricostruita attraverso la raccolta di molte testimonianze, un puzzle che si ricompone nello svolgimento del film.

l’elemento più importante è la cronaca, narrata a toni piuttosto freddi, conseguenza di quella perdita di memoria che si cerca di annullare: ma nella ricostruzione non c’è spazio per ripensamenti, la volontà è solo quella di prendere atto, coscienza di quello che passò. in tutto questo il film assume un carattere educativo molto alto a mio parere: non vuole attribuire responsabilità, singole o di gruppo, e al di là di ogni convinzione politica, questo credo sia il più forte pregio del film. quello che ne esce è comunque un ritratto perfetto di ciò che è la guerra, di quello che produce, di quello che non siamo più abituati a vedere e che forse non si vuole più vedere o far vedere; la guerra chirurgica, asettica, benedetta e giustificata dei nostri giorni, una guerra finta, truccata, sostenibile, perchè venga accettata dal popolino, si scontra con la realtà nuda e cruda del sangue, della polvere, dei pezzi di corpi umani sparsi per terra, perchè questa è la guerra. una guerra che anche le menti di coloro a cui vi parteciparono si rifiutano di ricordare, se non per un bisogno di conoscenza che nasce nel tempo.

un film terribile, forte, nonostante usi scene esplicite soltanto nel finale, ma proprio per questo si carica ancora di più del peso che porta, per far riflettere, pensare, per far arrivare a dire “basta” a storie del genere, senza torti nè ragioni, soltanto basta. per fermare il container, e magari farlo sparire.





questioni di cuore

4 05 2009

immAlbanese è sempre lo stesso eppure è sempre diverso. il suo modo di porsi, di recitare, di trattare i personaggi, vissuti fino in fondo, quasi li conoscesse meglio di quanto conosca se stesso mi entusiasmano.

la storia l’ho trovata molto bella, piena di cose dette e non dette, e quelle dette talmente palesi che era ridondante dirle, ma anche necessario, utile e spesso divertente. una storia basata su domande e intuizioni, dove però colui che intuisce e si pone domande te ne fa nascere altre. perchè sta così male? perchè il suo rapporto con la fidanzata non è più soddisfacente? perchè sta scrivendo quella sceneggiatura un po’ assurda? come faceva a sapere che aveva un infarto in corso? domande che nessuno pone, quasi a trascurarlo, come si fa con tanti personaggi di film, di cui prendiamo la storia ignorando i dettagli.

un film molto piacevole, per una bella serata rilassante, con qualche spunto di riflessione e qualche risata che non guasta mai. merita.





un euro bandito

23 04 2009

stavo per mandarlo, stavo anche pensando di destinare una quota di stipendio, come richiesto. poi ho deciso che no. cioè, non ho deciso, ma so che non lo farò.

perchè? il motivo è semplice: vorrei capire a cosa serve il mio euro. da dieci anni conosco un’associazione che mi dice a cosa serve il mio euro, o più che dò. tutte queste raccolte, non lo dicono, e a me non sapere a cosa servono, non mi piace. vuoi comprare una spider e spendere 20 mila euro, ok, so che servono per una spider da 20 mila euro. vuoi un euro? a che ti serve? a mangiare? con un euro non mangi, guarda ti compro un panino. un euro non cambia la vita, a nessuno.

e poi ne ho le scatole piene, di gente che crede di avere la scienza infusa e spara cagate a tutto spiano, senza ascoltare mai. ma questa è un’altra storia.

tipo quella storia di quello che si doveva sposare e andavano a rompergli le scatole perchè era il primo dopo il terremoto. io spero ci siano gli estremi perchè possa denunciare tutte le televisioni presenti per violazione della privacy, in quanto non è un personaggio noto e la cerimonia era privata. Cani. mi è piaciuta quell’espressione, un po’ talebana, ma carica di cattiveria. il suo matrimonio è un’evento per tutta la nazione, gli hanno detto, o una roba del genere. lasciateci in pace, a noi che la pensiamo diversamente da voi e che alla luce dei riflettori preferiamo l’ombra di un albero o le luci fumose di un pub pieno di birra…

stasera, a Magenta (MI), Staffette Partigiane, piazza del mercato, con Cisco, domani Bebo Storti. ci si vede lì. ora e sempre, Resistenza. buon 25 aprile a quelli che non sono, non sono stati e non saranno mai fascisti: con ‘sta minchia che è una festa di tutti!





gli amici del bar margherita

8 04 2009

bar-margheritaPupi Avati è uno dei miei registi preferiti, fin da quando vidi il suo “Regalo di Natale” ho proseguito a cercare piano piano di vedermeli tutti. certo, qualche delusione c’è stata, non lo nego, ma in genere mi ha sempre fatto trascorrere qualche ora piacevole.

lo stesso per questo bar, il racconto di una compagnia da bar, con le persone che non cambiano mai, con i rapporti che spesso sono conflittuali ma sempre con l’amicizia di fondo a governare il tutto, con le caratteristiche distintive anche poco importanti, ma che danno quel tocco di orginalità alla situazione.

c’è spazio solo per i rapporti degli amici del bar, nessun evento a scuotere questo bar e questa via che paiono essere un microcosmo a sè stante dove non ci puoi entrare se non sei autorizzato.

in diversi momenti ricorda l’indimenticabile “Amici miei”, anche se non gli fa mai il verso, nè cerca di assomigliargli in alcun modo.

a mio parere un buon risultato, forse si poteva fare di meglio, ma anche di peggio, ben equilibrato, con un Lo Cascio davvero speciale che riempie moltissimo la scena.





i don’t love shopping

2 03 2009

iloveshopping-210x3001ogni tanto un film leggero fa bene, per rilassarsi un po’, ridere o sorridere. non è il caso di “i love shopping”: noioso, inutile, fa il verso a “il Diavolo veste Prada” senza riuscirci, la regia è pessima, gli attori sono spenti, le battute ripetitive e banali.

le speranze per un film carino c’erano visto che il libro da cui è tratto ha fatto un bel successo: non so paragonarlo al libro in quanto non l’ho letto, però il film preso da solo non dà proprio nulla. non mi capita spesso di avere il desiderio che una scena si concluda per vedere se in quella successiva succede qualcosa di più interessante, ma con questo film è successo.

la storia poi a tratti fa pure un po’ incazzare: in breve è la storia di una che definire cretina è dir poco, che gode nello spendere i soldi che non ha e non è che poi alla fine gliene freghi più di tanto; il problema però non è nella sua cretineria, il problema è il fatto che non diventa neanche minimamente simpatica come personaggio, e quindi il film, di conseguenza, ne perde.

ci sono sicuramente valide alternative a passare due ore al cinema a vedere questo affare…





il curioso caso di Benjamin Button

23 02 2009

benjaminbutton-210x300 abbastanza carino, bella l’idea, candidato ad una marea di oscar… però un po’ inutile, quel tipo di film che vedi, ti piace, ma poi non lo rivedresti più.

il motivo principale è che è troppo lungo, quel lungo che non serve a raccontare meglio una storia, ma ad annacquarla. si potevano fare tanti tagli nella sceneggiatura e il film avrebbe retto bene in ogni caso.

alla fine di oscar ne ha beccati solo di rimbalzo, roba da seconda scelta… purtroppo a mio parere, nonostante le buone premesse, l’idea è stata sfruttata male, insomma si può vivere anche senza vederlo e una volta visto non è che ti cambi la vita…