l’industria della solidarietà

21 12 2009

di Linda Polman.

interessante libro-inchiesta nel mondo delle associazione e del non-profit, in particolare delle ONG impegnate in contesti di guerra.

questo libro colpisce molto, e una persona che sostiene qualche progetto credo possa saltare sulla sedia leggendo i fatti descritti da parte della Polman. certo, le parti più interessanti sono quelle vissute da lei in prima persona, i sentito dire, a volte, paiono essere un po’ esagerati. in ogni caso, tutto quanto rappresentato è indubbiamente preoccupante, e fa partire un’analisi di coscienza: spesso infatti chi dona lo fa sulla fiducia, lo vedo anch’io quando sto dietro il banchetto di Emergency e molta gente quando chiedi loro se vogliono delle info in più ti rispondono “sì, sì, vi conosco, Gino Strada, bla bla bla…” e se ne vanno via. ecco, a me spiace che se ne vadano, avendo scelto di far parte di una ONG che fa dell’informazione puntuale il suo punto di forza, mi spiace che chi dona lo faccia sulla fiducia, perchè si è lì, preparati, disponibili a rispondere a delle domande e la gente se ne va, pur lasciandoti la sua donazione.

fate domande gente, qualunque sia l’associazione scelta, cercare di capire dove vanno a finire i soldi lasciati, quali sono i costi che sostengono per la struttura, quali difficoltà incontrano, perchè fanno certe scelte, e cosa fanno: potrebbe sembrare una domanda banale questa, ma in questo periodo di Natale a casa arrivano chili di depliant di associazioni, che mettono il bimbo triste e chiedono soldi; anche queste sono tecniche commerciali ben specifiche, per far aprire cuori e portafogli. bene, dopo aver letto questo libro mi sento meglio nel dire “NO” a certe richieste.

il libro contiene molte critiche, la prima fra tutte quella dell’incapacità di molte ONG nell’affrontare i problemi della gente, pensando di portare qualcosa di buono, in realtà aggiungono soltanto altri problemi. di esempi il libro ne è zeppo, fornisce molti spunti di riflessione.

all’università il mio Prof., Giorgio Fiorentini, mi diceva che (allora era il 1999) circa un terzo delle associazioni esistenti in Italia era falso, create ad hoc per sottrarre denaro alla gente, senza realizzare nulla. oggi penso che la percentuale si possa senza dubbio considerare più alta.

un’ottima lettura per le vacanze natalizie, per far riflettere gli amici, e magari per trovare buoni spunti per dare una mano. seriamente.

tanti auguri a tutti.

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