partire è un poco morire

10 09 2009

beh, siccome di morti e cose tristi le ultime due settimane sono state piene, ora facciamo che si parte e basta, e si ricomincia un po’ a vivere.

non so il mondo, ma queste ultime due settimane sono state piuttosto pesanti, con sorprese non sempre gradite, ma anche qualche momento davvero impagabile. come qualche ora a Stresa, a respirare dall’odiata ambrogia che ci tappa il naso, alla ricerca di una pizzeria, bere un vermouth, e tornare con un’atmosfera da anni ’70. sarà perchè sono nato in quegli anni, ma mi sembrano splendidi, più dei ’60, i ’70 erano incazzosi, appassionati, avevano uno stile loro, maglioni a collo alto, trench, e quella fotografia nei film splendida, Alain Delon, gente bella e maledetta, sigarette e abat-jour, e non so perchè ma il lago Maggiore a me fa questo effetto, soprattutto nelle ore in cui ci sono in giro poche persone. e poco importa se mi chiedono se posso scattare loro una foto con un telefonino anzichè una vecchia macchina scassona a pellicola, l’effetto è sempre lo stesso.

una sera al lago, e una cena inaspettata ieri sera, ma che è venuta fuori bene, semplice, con piatti “di recupero”, a parlare di una giornata che si aspettava da almeno un paio d’anni, vedere un viso disteso.

ora c’è da preparare la borsa, giusto due cose, perchè si sta via solo tre giorni, a sentire parlare di cosa si è combinato in quest’ultimo anno, e dove vorremo andare.

siete tutti invitati.

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