tremAnti bond

30 09 2009

ieri intesa e unicredit hanno detto che non si avvarranno dei tremonti bond. un po’ di stupore ma non per il motivo corretto.

una persona normodotata quando va a chiedere un prestito per prima cosa chiede quanto è il tasso; è la prima cosa, poi ci sono amminicoli vari, ma il tasso applicato la prima cosa che si guarda, così come quando si decide di fare un investimento, quanto rende? si guarda il tasso e via.

ora, escono i tremAnti e pam, ti sparano un tasso dell’8%. uno che lavora nel settore direbbe subito “sticaus!”, visto che a spanne e tassi vanno dal 3 al 5 per avere una forbice un po’ ampia, quindi una perdita secca media del 4%.

ora, una banca può decidere di aderire ai tremAnti bond, alla fine nell’economia di un bilancio di una banca, possono pesare per una quota relativamente bassa  livello di costi. però. però che figura ci fa una banca che ai suoi clienti riconosce un 2,5-3% striminzito su obbligazioni con condizioni assurde, nel momento in cui decide che al governo, va mo’ là, gli riconosce l’8%? in condizioni di concorrenza perfetta, tutti i clienti andrebbero da quella banca a pretendere lo stesso tasso e se non glielo riconoscesse chiuderebbero tutti i conti che hanno aperto.

ma non siamo in regime di concorrenza perfetta, però qualche banchiere i conti li sa ancora fare, e raccogliere all’8, per impiegare al 3-4 per cento forse si rende conto che non gli conviene molto. che poi sono conti per cui basta un bambino delle scuole medie (ma soltanto perchè credo che alle elementari non affrontino la tematica dei numeri negativi, nel qual caso anche un bimbo delle elementari va bene)…

se poi teniamo conto che tra le condizioni c’erano i margini perchè i prefetti possano mettere mano all’interno della banca, si capisce perchè solo qualche bancaccia aderirà ai tremAnti bond, mentre quelle un po’ più solide e sgamate risponderanno un “no, grazie”. un po’ come si fa con i vu’ cumpra…

e io che mi chiedo come mai i giornali e tg non danno risalto a notizie del genere con relative spiegazioni… ah, è vero, sono tutti comunisti e i comunisti con i soldi non ci capiscono nulla…





society

25 09 2009

oggi ho letto questo articolo e sono rimasto un po’ basito. ma neanche più di tanto.

interessante sarebbe vedere la reazione delle persone citate al suo interno, soprattutto quelle a cui vengono rivolte delle critiche, che poi non sono neanche più di tanto critiche, ma una rappresentazione del reale, di come stanno le cose e come le descriverebbe un marziano appena sbarcato in Italia.

chi l’ha scritto è un immigrato. ma avrebbero potuto scriverlo altre persone, catalogabili in diverse categorie sociali, ma che hanno ricevuto lo stesso trattamento.

negli ultimi anni la questione del fare, del far vedere realizzato qualcosa sta diventando sempre più importante, poco importa se è qualcosa che avrà risvolti negativi e a cui si è detto in passato “no” (centrali nucleari), oppure che ci si prenda meriti che sono di altri (prime casette ai terremotati), o che siano un filo in contraddizione (sfilare ad una marcia contro l’omofobia a fianco di teste rasate). l’importante è che qualcosa sia stato fatto. sempre meglio che non fare niente e continuare a blaterare. o a scrivere un libro di cui non si sentiva assolutamente la necessità. NOI. la si pensa così.





lacrime di coccodrillo

18 09 2009

fai come il cinese. siediti sulla riva e aspetta che il morto passi. eccolo lì, passa, tranquillo, galleggiante.

le lacrime sgorgano, copiose, tutta l’Italia si commuove, si stringe attorno ai suoi morti. e si domanda perchè?

ma come perchè? c’è da domandarselo? signore e signori ingenui, è la GUERRA. cos’è la GUERRA? dal dizionario: “Conflitto armato che oppone, in combattimenti di diversa portata, più stati o più popoli”.

conflitto. armato. aggettivo abbastanza chiaro, no? abbastanza chiaro perchè anche la persona meno colta capisca che se ti poni nei confronti di un’altra parte imbracciando un mitra, non è che hai intenzioni troppo amichevoli. forse lo sta capendo anche quel 92% del parlamento italiano che ha votato il rifinanziamento alla missione in Afghanistan, denominata missione di pace, ora che il ministro degli esteri Frattini ha detto che quella è nua missione di GUERRA. ah, cazzo. 8 anni ma alla fine è venuta fuori questa maledetta parola. e con la Costituzione su cui avete giurato come la mettiamo?

perchè francamente coloro che sono autorizzati a piangere, ora, sono soltanto i parenti e gli amici dei soldati morti che hanno cercato di convincerli a non partire. perchè a guardarla come ha detto una persona, sono dei morti sul lavoro, perchè quello era il loro lavoro, perchè fare il soldato ed essere pronto a sparare a della gente è purtroppo un lavoro, che uno sceglie per mille motivazioni, insindacabili, ma conoscendo anche i rischi che corre.

se ti danno un giubbetto antiproiettili, significa che qualche rischio lo corri. così come se ti danno una maschera contro le polveri in una fabbrica. la vita di un operaio che muore di tumore per aver respirato veleni varrà sempre meno della vita di un soldato che salta in aria. perchè? non sono entrambi due persone? e allora perchè se casca un muratore da un tetto si commuovono solo i colleghi e se muore un soldato si ferma uno stato intero?

si vuole la pace. tutti la vogliono. la pax romana: distruggi tutto e tutti e poi c’è pace. cazzo, ok, ma non c’è neanche più niente. dai Cesari questa è la logica che sottende ogni azione militare. e valutare i rischi significa anche comprendere che se ti metti contro uno che è convinto che se muore nella sua guerra santa va diritto in paradiso, beh, forse lo corri tu qualche rischio in più che speri di salvare la pelle e vuoi tornare dalla tua donna e dai tuoi figli.

ci si adatta, a tutto. ci stiamo adattando a tutto. si vedono cose orribili e si pensa “dai, tanto a me non succede”. poi ti capita e ti trovi con le chiappe a terra, e ti disperi e ti stupisci. le coscienze si stanno spegnendo e si è convinti che con due lacrime per qualche soldato morto cambi qualcosa. sveglia gente, SVEGLIA. sappiamo ancora dire cosa per noi è giusto è sbagliato, senza metterci troppe condizioni per adattare le situazioni a noi e non adattare noi alle situazioni? no. no, perchè se sapessimo dire che imbracciare un fucile non è una cosa buona, a prescindere, allora sapremmo dire a chi decide che qualche ragazzo debba imbracciare un fucile che sta facendo la cosa sbagliata e che ci sono sicuramente altre vie per trovare la pace. non si può andare piano premendo sull’acceleratore; ma qualcuno vuole fare proprio questo.

io se devo piangere lo faccio, ma non per i morti, piango per i vivi, che non sanno trarre nessun insegnamento da quelle morti.

Mio martello non colpisce, pialla mia non taglia
per foggiare gambe nuove
a chi le offrì in battaglia,
ma tre croci, due per chi disertò per rubare,
la più grande per chi guerra insegnò a disertare.





miglioramenti?

16 09 2009

da ieri posso dire di conoscere il primo flauto dell’orchestra filarmonica di Minsk.

visto che è un bellissimo risultato per lui, lo considero anche il punto di partenza per uscire da questo periodo schifoso…

noi intanto si punta sui giovani e si assume una persona che ha 62 anni…





partire è un poco morire

10 09 2009

beh, siccome di morti e cose tristi le ultime due settimane sono state piene, ora facciamo che si parte e basta, e si ricomincia un po’ a vivere.

non so il mondo, ma queste ultime due settimane sono state piuttosto pesanti, con sorprese non sempre gradite, ma anche qualche momento davvero impagabile. come qualche ora a Stresa, a respirare dall’odiata ambrogia che ci tappa il naso, alla ricerca di una pizzeria, bere un vermouth, e tornare con un’atmosfera da anni ’70. sarà perchè sono nato in quegli anni, ma mi sembrano splendidi, più dei ’60, i ’70 erano incazzosi, appassionati, avevano uno stile loro, maglioni a collo alto, trench, e quella fotografia nei film splendida, Alain Delon, gente bella e maledetta, sigarette e abat-jour, e non so perchè ma il lago Maggiore a me fa questo effetto, soprattutto nelle ore in cui ci sono in giro poche persone. e poco importa se mi chiedono se posso scattare loro una foto con un telefonino anzichè una vecchia macchina scassona a pellicola, l’effetto è sempre lo stesso.

una sera al lago, e una cena inaspettata ieri sera, ma che è venuta fuori bene, semplice, con piatti “di recupero”, a parlare di una giornata che si aspettava da almeno un paio d’anni, vedere un viso disteso.

ora c’è da preparare la borsa, giusto due cose, perchè si sta via solo tre giorni, a sentire parlare di cosa si è combinato in quest’ultimo anno, e dove vorremo andare.

siete tutti invitati.





cena

4 09 2009

ieri sera ho cucinato per la prima volta in vita mia del pesce. vero pesce, non scatoletta di tonno da usare come condimento per la pasta… a parte un esperimento una volta con il salmone alla piastra non ben riuscito, che quindi non conto.

no, ieri è venuta fuori una bella roba, con un carpaccio di tonno, tagliato da me, che manina, mica male e dei calamaretti in padella saltati con olio e rosmarino soltanto, come li avevo mangiati in quel ristorante.

un po’ di verdura, muller-turgau fresco (non era granchè), bel risultato. contenti tutti.





tira e ritira

4 09 2009

sinceramente che a lui tiri e che pratichi certe posizioni, a me frega poco. sapere che non gli tira più non è che possa consolare qualcuno per qualcosa. a quell’età sarebbe anche normale…

certo che a questo punto a me viene da pensare…  con 2 milioni di euro quante pastiglie blu si possono comprare?