Valzer con Bashir

20 05 2009

valzerconbashir-210x300alla fine del film ho avuto una sensazione precisa per riassumere e descrivere questo film: è come se un container carico venisse lentamente calato sullo spettatore, scene, scende, lento, inesorabile, e tu stai lì sotto ad aspettare, non poi farci nulla, tutto si muove, lento, paziente, fino a farti sentire tutto il peso alla fine dello stesso.

da un po’ mi capita di non informarmi sul film, scoprire la storia in diretta permette di liberarsi da pregiudizi e aspettative. il cartoon ha dei tratti grafici che sono in linea con lo spirito e le sensazioni che crea: tratti spessi, ombre pesanti, linee essenziali, movimenti fluidi e lenti, tutto contribuisce a confermare le sensazioni dei protagonisti, del regista, che narra in prima persona una sua esperienza come soldato dell’esercito israeliano. ciò che vuole essere narrato è il massacro di Sabra e Chatila, con l’occhio dei soldati che erano nei pressi dei campi profughi: memoria azzerata per quasi tutti loro, ricostruita attraverso la raccolta di molte testimonianze, un puzzle che si ricompone nello svolgimento del film.

l’elemento più importante è la cronaca, narrata a toni piuttosto freddi, conseguenza di quella perdita di memoria che si cerca di annullare: ma nella ricostruzione non c’è spazio per ripensamenti, la volontà è solo quella di prendere atto, coscienza di quello che passò. in tutto questo il film assume un carattere educativo molto alto a mio parere: non vuole attribuire responsabilità, singole o di gruppo, e al di là di ogni convinzione politica, questo credo sia il più forte pregio del film. quello che ne esce è comunque un ritratto perfetto di ciò che è la guerra, di quello che produce, di quello che non siamo più abituati a vedere e che forse non si vuole più vedere o far vedere; la guerra chirurgica, asettica, benedetta e giustificata dei nostri giorni, una guerra finta, truccata, sostenibile, perchè venga accettata dal popolino, si scontra con la realtà nuda e cruda del sangue, della polvere, dei pezzi di corpi umani sparsi per terra, perchè questa è la guerra. una guerra che anche le menti di coloro a cui vi parteciparono si rifiutano di ricordare, se non per un bisogno di conoscenza che nasce nel tempo.

un film terribile, forte, nonostante usi scene esplicite soltanto nel finale, ma proprio per questo si carica ancora di più del peso che porta, per far riflettere, pensare, per far arrivare a dire “basta” a storie del genere, senza torti nè ragioni, soltanto basta. per fermare il container, e magari farlo sparire.

Annunci

Azioni

Information

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: