le parole sognate dai pesci

24 03 2009

era lì per caso, in mezzo ad un elenco di altri libri. è arrivato a casa, piccino, breve, da finire in pochi minuti. è intenso, carico di storie, profumi, sentimenti come sono le canzoni di Davide Van de Sfroos: gli ambienti, le persone sono gli stessi, ma fa un effetto diverso leggerli piuttosto che ascoltarli accompagnati da musica folk.

a chi non conosce van de Sfroos non dirà nulla, o forse sì, pochi euro per una lettura piacevole e intensa.





voglia di tenerezza?

24 03 2009

devo dire che gli aennini che finiscono in forzaitalia mi fanno pena, quasi tenerezza. sì, insomma, ingoiare il fatto di finire sotto la cappella del padrone…

i pidini invece mi hanno sempre e solo creato sentimenti di incazzatura…

chissà perchè?





ritorno

24 03 2009

una settimana passa presto, troppo presto, soprattutto quando si sta bene.

a Parigi io sto bene, in ogni angolo, in ogni via, in ogni locale. ogni volta che ci torno è quasi come la prima volta, mi ci perdo dentro, ammiro, rimiro, visito, rivisito.

questa volta con una visita più approfondita a Pére Lachaise, al museo d’Orsay, viste notturne, un altro giro alla Défense, e per la prima volta la Torre St-Jacques scoperta dalle impalcature dei restauri. e tanto altro ancora.

per una volta mi è anche piaciuto perdermi tra negozi, per vedere meglio la moda parigina, fare anche un paio d’acquisti, senza dimenticare le mie tappe fisse tra la musica francese.

è stata una scorpacciata, come sempre, con quella voglia di tornare perchè sei sazio, e quella voglia di restare, perchè sai già cosa c’è al ritorno…





fiùùùùùùùù….

13 03 2009

tutto sommato sono ancora intero…

a conti fatti ieri mi sono accorto che le schifezze in arretrato sono praticamente zero, certo, non tutte risolte, ma almeno circostanziate e giustificate, e tanto basta per me.

e poi c’è lo sciopero dei treni, ma il nostro treno è garantito e quindi un’altra nota positiva.

poi mi sono innamorato della panasonic dmc-fz28, che per quanto mi riguarda è la giusta combinazione tra compatta e reflex e se va bene oggi, se va male il mese prossimo, me la compro di certo perchè per le mie esigenze è perfetta.

poi ho anche visto che le previsioni del tempo sono ottime, l’alta pressione domina e quindi si vedrà la tomba di Edith Piaf quasi sicuramente assolata (sempre che un piantone non faccia ombra, ovvio…).

l’ultimo giorno prima di una vacanza sta scorrendo piuttosto tranquillo, a parte un friariello che ha perso il portafoglio e oggi sta correndo a fare denunzie e copie varie. posso lasciare delle cose ai colleghi, sulle quali confido non faranno casino perchè ho lasciato delle istruzioni che anche un bambino dell’asilo nido capirebbe.

insomma, ho corso tanto, dormito poco e male, ma la camera d’albergo che ci aspetta è una figata cosmica, e quindi dovrei recuperare tutto il perso.

stasera penso di andare a vedere “la matassa”…

sono già con la testa via, lontano da qui, in un altro mondo, in un altro Stato.

baci, abbracci, saluti e salami. 🙂





pant pant

5 03 2009

non mi è mai piaciuta quella sensazione che si ha che la vita scorra via, senza averne il controllo. il tempo passa, le cose passano, le persone passano, le situazioni, le emozioni, tutto scorre, veloce, e niente cambia.

vorrei abbandonarmi al niente per un po’. aspetto di partire per qualche giorno di ferie, sperando che splenda il sole, ma anche se non splenderà andrà bene lo stesso.

continua a non lasciarmi questa sensazione di aspettative attorno a me, per le quali non è che ci sia un vero interesse nel risultato. è come se qualcuno si aspetta che succeda qualcosa, forse succederà, forse no: se non succederà forse ci sarà delusione, se invece succederà sarà come se non fosse successo.

un po’ d’affanno, di testa, di mancanza, di voler fare di più ciò che si sta facendo meno e di fare di meno ciò che si sta facendo di più. di fare in maniera diversa ciò che si sta facendo.

e in tutto questo mi è venuto voglia di lasciare crescere un po’ i capelli.





i don’t love shopping

2 03 2009

iloveshopping-210x3001ogni tanto un film leggero fa bene, per rilassarsi un po’, ridere o sorridere. non è il caso di “i love shopping”: noioso, inutile, fa il verso a “il Diavolo veste Prada” senza riuscirci, la regia è pessima, gli attori sono spenti, le battute ripetitive e banali.

le speranze per un film carino c’erano visto che il libro da cui è tratto ha fatto un bel successo: non so paragonarlo al libro in quanto non l’ho letto, però il film preso da solo non dà proprio nulla. non mi capita spesso di avere il desiderio che una scena si concluda per vedere se in quella successiva succede qualcosa di più interessante, ma con questo film è successo.

la storia poi a tratti fa pure un po’ incazzare: in breve è la storia di una che definire cretina è dir poco, che gode nello spendere i soldi che non ha e non è che poi alla fine gliene freghi più di tanto; il problema però non è nella sua cretineria, il problema è il fatto che non diventa neanche minimamente simpatica come personaggio, e quindi il film, di conseguenza, ne perde.

ci sono sicuramente valide alternative a passare due ore al cinema a vedere questo affare…