earthquake in milan

23 12 2008

chi sta del quarto piano in su, penso che pochi minuti fa abbia sentito delle scosse di terremoto…

la sedia dondolava, parlavo con Roma, e mi sono bloccato un secondo… stica…





10 anni

23 12 2008

sono già passati dieci anni, sembra ieri, che eravamo all’Arco a parlare di lui. è successo durante un concerto, come vorrebbe qualunque musicista.

la sua presenza era discreta, eppure d’impatto. la sua assenza è ancora più forte.

ciao Feiez.





questione morale

22 12 2008

per uno che si chiama Bocchino la questione morale si solleva per il semplice fatto di avere quel cognome.

mi informa un’amica di aver dovuto cambiare ufficio disturbata dai sifulotti fatti da una collega al suo capo. al capo della collega. i regali di Natale però non dovrebbero essere scartati prima della mezzanotte… e fra un paio di giorni, tra l’altro…





poVca tVoia

17 12 2008

ieri ho visto a ballarò uno che imitava Guzzanti quando imita Tremonti.

cazzarola, era bravo, uguale!





oh it’s such a perfect day

15 12 2008

era un bel po’ di tempo che non mi trovavo alla sera rincoglionito ma non a sufficienza per cadere in letargo, tenere aperto un libro, leggerlo avidamente ascoltando prima i Radiodervish e poi Tchaikowski, e pensare, pensare alla giornata appena passata.

levata alle sei e qualcosa, un quarto, più o meno, allestimento banchetto di Emergency nel centro commerciale, dove è passata tanta gente e alla fine della mattinata il risultato di raccolta era buono. un giro per il centro, panino a mezza mattina con buco nello stomaco considerevole, un giro tra dvd per trovare quello che faceva il caso e comprarlo prima di uscire e vedere un sorriso.

tornare a casa per pranzo, passare un pomeriggio con mio papà a vedere film e chiacchierare.

sbarbamento serale, doccia, tuta calda e un finale di libri e musica. un po’ un tornare indietro a leggere nelle parole di Zamboni e Ferretti la loro storia, che volevo leggere da quel dì, e vecchia musica rilassante di sottofondo. pensieri vari, ma sereni. per una volta.

due note negative: il non aver minimamente sentito il cellulare che continuava a suonare mentre eravamo al banchetto e il mal di denti di mio papà. ma tanto oggi è lunedì, ci stiamo rompendo le palle una volta di più, anche se possiamo bighellonare visto che i pc non funzionano, e pensare che manca un giorno di meno alle ferie di Natale!





domani sera

9 12 2008

no, domani sera non ci sarò. inizialmente pensavo di sì, ma vuoi mettere una bella sera tranquillo tra divano e dvd o anche no, anche solo un bel sonno stile ghiro in letargo, rispetto ad una cena con un ex-capo? che per carità, stimo pure, però… non ho niente da dirgli. si finirebbe a parlare di lavoro, rivangando amarezze nate in ufficio dopo la sua uscita.

e poi… poi ho voglia di Natale, di stare a casa, di preparare da mangiare, di finire di prendere i regali che forse quest’anno riesco a non fare corse strane come mio solito, di andarmene via tre giorni, ok sono due in tutto, ma ne prende tre, di passare una serie di giorni di fila a dormire, dormire, dormire, magari leggere, dormire, dormire, dormire…

Natale e Capodanno tranquilli, in case diverse, come gli ultimi anni, calore umano e magari un camino, in una delle due, l’altra non ce l’ha. ho voglia di vedere le facce delle persone quando apriranno i regali, vedere se ho azzeccato le scelte, se piaceranno quello che ho deciso.

ho voglia di pensare a tante cose, che non siano questo ufficio.

e ieri il banchetto a Busto Arsizio è andato molto bene, almeno alla mattina, al pomeriggio chissà…





a Milano non fa freddo

5 12 2008

non appena ho saputo che i La Crus avrebbero fatto un minitour a chiusura della loro carriera, ho alzato la cornetta del telefono per chiedere all’Angelina se si sarebbe tenuta libera per questa serata.

non li vedevo molto i La Crus, piccolo gruppo milanese, di nicchia, in un teatro come l’Arcimboldi, il giorno in cui presi i biglietti c’era una disponibilità pazzesca, e non mancava molto…

e invece ieri sera il teatro era pieno in ogni settore, una marea di gente, di tutte le età…

il clima era un po’ surreale, teso, la platea piuttosto raggelata, forse il pensiero comune era “è l’ultima volta”, forse era solo l’atmosfera teatrale, più tranquilla di quella di un palazzetto, fatto sta che all’inizio il silenzio regnava. qualche problema di salute, l’influenza che ha attanagliato tutti, la richiesta di cantare insieme, piano piano il cuore di Milano si è fatto sentire, forse un po’ tutti abbiamo pensato meno al fatto che fosse l’ultimo concerto, ma che fosse una bella festa.

è stata una bella festa, piena di amici, sul palco e non. no, non faceva freddo, tra le canzoni che cantano quella Milano fatta di traffico di auto anche alla sera, le luci, il fumo delle sigarette, le case di ringhiera, delle lenzuola bianche dove due amanti si ritrovano alla mattina e una tazza di caffè fumante che riempie la stanza con il suo aroma.

sul palco si sono alternati amici, alcuni particolarmente toccanti, come Vinicio, Cristina, Pino, Cecilia, e alla fine Nada che ha fatto toccare davvero l’apice del concerto. dulcis in fundo… un finale bellissimo, un crescendo lento e potente, tanto che alla fine non sembravano neanche essere passate le due ore e più che invece erano trascorse. dietro, i Musicamorfosi, che negli ultimi tempi li accompagnavano, hanno fatto un lavoro splendido di supporto alle musiche.

alla fine nessuno ci pensava più che era l’ultimo concerto, il teatro in piedi per una standing ovation meritata, a questa splendida carriera, alla musica e alla voce calde…

uscendo invece tutti tornano alla  realtà. in tanti li ho sentiti domandarsi “ma perchè si sciolgono?” o dire “ma un così bel gruppo con tanti cani che ci sono in giro…”. boh, chissà. l’unica certezza è che all’uscita c’erano una sensazione di gioia per qualcosa di bello che era appena trascorso, ma anche un grande magone per il fatto che fosse finito.

ieri sera a Milano davvero non faceva freddo, almeno non dentro i nostri cuori. grazie La Crus.