çe soir…

29 10 2008

il cielo plumbeo stile Irlanda c’è. il cappello patchwork irlandese c’è. una zuppa di pesce fumante ci sarà. compagnia ristretta ma molto gradita pure. un po’ di tranquillità e qualche sorriso spero proprio. e poi boh, quello che abbiamo voglia di fare lo si fa, senza troppi programmi. ah, ci dovrebbe anche essere una bottiglia di vino davvero buono, ultimo residuo del regalo del buon Peveraro.





wall-e

27 10 2008

cinema vecchio, con poltrone vecchie, puzza di muffa e un’atmosfera che ci ha lasciati sbigottiti, rispetto a come ce lo ricordavamo anni fa. la platea è scomparsa, tutte le poltrone eliminate, esiste solo la galleria, in quelle condizioni.

sarà stato anche l’ambiente che ha un po’ amplificato il lato malinconico del film, molto poetico, dolce, con poche parole ma tanta comunicazione. un film che, nel classico stile Pixar, contiene tanti messaggi, tanti spunti di riflessione, non solo per i bambini, anche per i grandi.

la Terra immersa dai rifiuti, quanti mai se ne possono immaginare, una popolazione mondiale che vive lontana nello spazio, che ingrassa, servita e riverita da macchine che sono, essendo macchine, senza anima. l’anomalia crea invece l’anima, anche nelle macchine, o qualcosa di simile.

una storia da raccontare ai bambini e da spiegare, giorno per giorno.





paure

27 10 2008

sabato ho ascoltato delle belle parole sulle paure. e cioè che le paure fanno parte di noi, non serve a molto cercare di evitarle, meglio portasele dietro senza darci troppo peso, senza alimentarle. un domani si affronteranno, forse. o forse non sarà neanche più necessario farlo, minimizzate da sole.





again and again

24 10 2008

è stato frainteso.è stato frainteso.è stato frainteso.è stato frainteso.è stato frainteso.è stato frainteso.è stato frainteso.è stato frainteso.è stato frainteso.è stato frainteso.è stato frainteso.è stato frainteso.è stato frainteso.è stato frainteso.è stato frainteso.è stato frainteso.è stato frainteso.è stato frainteso.è stato frainteso.è stato frainteso.è stato frainteso.è stato frainteso.è stato frainteso.è stato frainteso.è stato frainteso.è stato frainteso.è stato frainteso.è stato frainteso.è stato frainteso.è stato frainteso.è stato frainteso.è stato frainteso.è stato frainteso.è stato frainteso.è stato frainteso.è stato frainteso.è stato frainteso.è stato frainteso.è stato frainteso.è stato frainteso.è stato frainteso.è stato frainteso.è stato frainteso.è stato frainteso.è stato frainteso.è stato frainteso.è stato frainteso.è stato frainteso.

entrerà nel guinness dei primati come la persona più fraintesa del mondo. ne sono certo.





forse. trovo.

23 10 2008

forse qualcuno sta impazzendo.

forse stanno cercando di andare verso una dittatura.

forse è ora di piantarla con questo cazzo di sessantotto che ci ha rotto i coglioni a tutti.

ieri tornando a casa ho ascoltato in radio una parte della conferenza del trapiantato che ha detto cose da far rizzare i capelli a chi li ha. poi fortunatamente oggi ho sentito le reazioni anche dalla sua parte che comprende gente seriamente imbarazzata, non da ultimo il marone che fra sè e sè ha detto “machecazz…”.

la cosa più bella, più carica di energia, rabbia, speranza, intelligenza l’ha detta per me una studentessa di roma quando le hanno chiesto se hanno paura che mandino la polizia: “noi le botte già le prendiamo da quelli del blocco, se arrivano le botte dei celerini non è che cambia, sempre botte sono e ormai ci siamo abituati. no, non ci fa paura quella dichiarazione”.

personalmente trovo l’idea della lezione nelle piazze bellissima: sarebbe bello che ogni giorno una o più classi ad orari alterni tenessero lezione all’aperto, in modo che tutti sappiano cosa si fa nelle università, che non diventi un angolo per discutere, ma per dimostrare.

trovo le prime reazioni dei rettori singolare e apprezzabile.

trovo che qualcuno dovrebbe tacere e far lasciare alla base, che è più responsabile, competente e seria.

e spero che davvero che il sessantotto in questi giorni non venga tirato più in ballo: io non ho niente a che fare con il 68, i miei manco si conoscevano ed entrambi erano in fabbrica a lavorare, lottavano una lotta di cui oggi non si parla più, quella fatta non da intellettuali, ma da gente semplice; ma si sa che la gente semplice non fa notizia. fino ad oggi?





anomalo

22 10 2008

chi mi conosce sa che lavoro nel mondo finanziario. chi mi conosce probabilmente sa che sto odiando il mio lavoro. chi mi conosce sa che lo odio in parte per l’ambiente, ma in maggior parte per il lavoro in sè.

un onesto economista potrebbe tranquillamente sostenere che almeno l’80% delle transazioni finanziarie si possono considerare inutili. wow! che esternazione. certo, servirebbe una sola cosa: onestà. onestà da parte di chi vuole intraprendere un’attività, ma che ehi, i soldi devono essere quelli di altri e non i propri, che poi metti che va male. onestà di quelli che intraprendono attività non solo per lucrare, quello è giusto, ma addirittura per truffare.

soluzioni per risolvere tanti problemi legati al mondo economico? io ne ho in mente almeno un paio che sconvolgerebbero tante situazioni…

– vietare che persone giuridiche (cioè aziende, cose che esistono sulla carta) possano essere proprietarie di altre persone giuridiche: un’azienda deve essere di proprietà di gente in carne ed ossa e non solo in ultima analisi, ma in modo diretto.

– vietare il subappalto: non esiste, se partecipi ad una gara e la vinci non puoi mandare a correre un altro.

invece che raccogliere firme per niente e sprecare un mare di carta, il mio omonimo dovrebbe forse fare altro… tipo guardarsi i suoi film americani và…





hymn

20 10 2008

ho chiamato un’azienda. mi hanno messo in attesa. la musica d’attesa era l’inno russo. e non sono russi.

a chi fosse interessato posso fornire il numero di telefono…