voglio voi, menti giovani

27 05 2008

un mio cliente produce e vende tessuti a case di moda.

le case di moda non vogliono più acquistare direttamente perchè tanto mandano i tessuti all’estero, a confezionatori del bacino del Mediterraneo, quindi fanno fare l’ordine direttamente al confezionatore estero, e il mio cliente vende all’estero.

mi chiede, visto che questo è un andamento che in futuro caratterizzerà sempre più la sua attività, di valutare il confezionatore estero più grande per iniziare a sperimentare anche noi un’operatività sull’estero.

preparo il tutto. chi deve valutare all’interno della mia azienda mi chiede “ma perchè valutiamo un marocchino per questo importo? non capisco”. questo dopo la spiegazione di cui sopra.

mi sono girate le palle. se qualcuno ha capito perchè ha un caffè pagato.

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parola di Alex

27 05 2008

ricevo e diffondo volentieri. Alex Zanotelli mi piace perchè non è un bacchettone, è uno che si impegna tantissimo, ma soprattutto mette sempre le persone di fronte a ciò che dicono. per chi ha un po’ di tempo da perdere in una lettura interessante.

No al dilagante razzismo in Italia
Alex Zanotelli

Un paese che ha bisogno di stranieri ma che non li vuole integrare.
Che dimentica il suo passato da migrante. Che si dice cattolico ma che non vuole seguire l’esempio di Cristo. L’appello di padre Alex Zanotelli.

È agghiacciante quello che sta avvenendo sotto i nostri occhi in questo nostro paese.
I campi Rom di Ponticelli (Na) in fiamme, il nuovo pacchetto di sicurezza del ministro Maroni, il montante razzismo e la pervasiva xenofobia, la caccia al diverso, la fobia della sicurezza, la nascita
delle ronde notturne… offrono un’agghiacciante fotografia dell’Italia 2008.

«Mi vergogno di essere italiano e cristiano», fu la mia reazione, da poco rientrato in Italia da Korogocho, all’approvazione della legge Bossi-Fini (2002). Questi sei anni hanno visto un notevole peggioramento del razzismo e della xenofobia nella società italiana, cavalcati dalla Lega (la vera vincitrice delle elezioni 2008 e incarnati oggi nel governo Berlusconi. (Posso dire questo perché sono stato altrettanto duro con il governo Prodi e con i sindaci di sinistra, da Cofferati a Dominici…)

Oggi doppiamente mi vergogno di essere italiano e cristiano.
Mi vergogno di appartenere a una società sempre più razzista verso l’altro, il diverso, la gente di colore e soprattutto il mussulmano, che è diventato oggi il nemico per eccellenza.

Mi vergogno di appartenere a un paese il cui governo ha varato un pacchetto-sicurezza dove clandestino è uguale a criminale. Ritengo che non sia un crimine migrare, ma che invece criminale è un sistema
economico-finanziario mondiale (l’11% della popolazione mondiale consuma l’88% delle risorse) che forza la gente a fuggire dalla propria terra per sopravvivere.
L’Onu prevede che entro il 2050 avremo per i cambiamenti climatici un miliardo di “rifugiati climatici”. I ricchi inquinano, i poveri pagano. Dove andranno? Stiamo criminalizzando i poveri?

Mi vergogno di appartenere a un paese che ha assoluto bisogno degli immigrati per funzionare, ma che poi li rifiuta, li emargina, li umilia con un linguaggio leghista da far inorridire.
Mi vergogno di appartenere a un paese che dà la caccia ai Rom, come fossero la feccia della società. Questa è la strada che ci porta dritti all’Olocausto (ricordiamoci che molti dei cremati nei lager nazisti erano Rom!).

Abbiamo fatto dei Rom il nuovo capro espiatorio.

Mi vergogno di appartenere a un popolo che non si ricorda che è stato fino a ieri un popolo di migranti (“Quando gli albanesi eravamo noi”): si tratta di oltre sessanta milioni di italiani che vivono oggi all’estero. I nostri migranti sono stati trattati male un po’ ovunque e hanno dovuto lottare per i loro diritti.

Perché ora trattiamo allo stesso modo gli immigrati in mezzo a noi?

Cos’è che ci ha fatto perdere la memoria in tempi così brevi? Il benessere?
Come possiamo criminalizzare il clandestino in mezzo a noi? Come possiamo accettare che migliaia di persone muoiano nel tentativo di attraversare il Mediterraneo per arrivare nel nostro “Paradiso”?

È la nuova tratta degli schiavi che lascia una lunga scia di cadaveri dal cuore dell’Africa all’Europa.

Mi vergogno di appartenere a un paese che si dice cristiano, ma che di cristiano ha ben poco.

I cristiani sono i seguaci di Gesù di Nazareth, povero, crocifisso “fuori dalle mura”, che si è identificato con gli affamati, i carcerati, gli stranieri. «Quello che avrete fatto a uno di questi miei fratelli più piccoli lo avrete fatto a me».
Come possiamo dirci cristiani, mentre dalla nostra bocca escono parole di odio e disprezzo verso gli immigrati e i Rom? Come possiamo gloriarci di fare le adozioni a distanza, mentre ci rifiutiamo di fare
le “adozioni da vicino”?
Come è possibile avere comunità cristiane che non si ribellano contro queste tendenze razziste e xenofobe? E quand’è che i pastori prenderanno posizione forte contro tutto questo, proprio perché
tendenze necrofile?
Come missionario, da una vita impegnato a fianco degli impoveriti della terra, oggi che opero su Napoli, sento che devo schierarmi dalla parte degli emarginati, degli immigrati, dei Rom contro ogni tendenza
razzista della società e del nostro governo.

Rimanere in silenzio oggi vuol dire essere responsabili dei disastri di domani.
Vorrei ricordare le parole del pastore Martin Niemoeller della Chiesa confessante sotto Hitler:
«Quando le SS sono venute ad arrestare i sindacalisti, non ho protestato perché non ero un sindacalista. Quando sono venute ad arrestare i Rom, non ho protestato perché non ero un Rom. Quando sono
venute ad arrestare gli Ebrei non ho protestato perché non ero un Ebreo.

Quando, alla fine, sono venute ad arrestare me, non c’era più nessuno a protestare».

Non possiamo stare zitti: dobbiamo parlare, gridare, urlare. È in ballo il futuro del nostro paese. Soprattutto è in ballo il futurodell’umanità. Anzi, della vita stessa.
Diamoci da fare perché vinca la vita!





trenitaglia a chiocciola

26 05 2008

stante che in Itaglia i treni vengono perlopiù utilizzati da pendolari sulle brevi distanze, Trenitaglia è lieta di informarvi che se cercate un treno locale per le prossime ferie, dovete attendere ancora un po’.

quanto non si sa.

in ogni caso, dopo un buon fine settimana, le preghiere che domenica prossima ci sia bel tempo e che ci si ritrovi in tanti qui, e dopo la conferma che a luglio ho le due settimane dal 7 al 20 (questa è una prova ad uso tuo Gaetano, nel caso ti vogliano fottere le ferie), direi che si può aspettare ancora qualche giorno.

in ogni caso resto sempre basito dalla disorganizzazione italiana: se cercate delle compagnie di taxi a Bibbiena (AR), in internet ne spuntano ben tre, segnalate nientepopodimeno che dal Comune di Bibbiena. se le chiamate però: uno vi risponde la mamma che vi dice che il figlio ha cambiato lavoro, il secondo il gestore del traffico telefonico vi dice che il numero è sbagliato, il terzo vi risponde non so chi (forse un bar) che vi dà il cellulare del tizio che ha il numero sbagliato (e a questo punto scoprite che pure il cellulare è fuori uso). provare per credere.





ifix tchen tchen

23 05 2008

settimana partita male fin dal lunedì, che ti dici “ok, è lunedì”. poi il martedì uguale, il mercoledì lo stesso, il giovedì con telefonate ravvicinate del IV tipo, e non dici più “ok” ma qualcosa di ben più scurrile…

e arriva il venerdì che inizia come gli altri giorni, con in più dei rompiballe con le loro solite urgenze, nonostante conoscano le tempistiche tecniche e nonostante tu li abbia insultati più volte. ti girano di nuovo. poi succede quello che non aspettavi, l’epifania, anzi l’estasi, la goduria, il sollazzo, la scure che taglia di netto la loro grandissima testa di minchia!!! corronocorronocorrono… e sbagliano!!! partono dalla mia scrivania in mezzo all’ufficio gesti di giubilo, di esultanza che manco alla finale dei mondiali!!!

aaaaahhhh… è come un bicchiere d’acqua fresca dopo una sudata. ora il fine settimana può iniziare. chiudo bottega e auguro a tutti un godimento di qualunque genere ma di pari intensità. se ripetuto, tanto meglio.





bonsai

22 05 2008

ho terminato di leggere la guida base del Crespi. non so se inizierò a curarne qualcuno, ma mi è piaciuto molto come è stata scritta: credo sia riuscito veramente a trasmettere lo spirito di quest’arte e a parlare di alcuni aspetti delle filosofie orientali, pur senza farne quasi mai riferimento.

mentre le pagine scorrono si scopre come il senso che sta dietro al Tao, le forze Yin e quelle Yang formino la pianta, la aiutino a crescere e dominino anche l’azione del coltivatore, fatta di osservazione e azione continua.

e il vivaio è semplicemente meraviglioso. dovrò tornarci con più calma.





soluzione finale

22 05 2008

riapriamo le discariche, ci mettiamo l’esercito a difesa e se tu che ci abiti vicino tenti di protestare, prima ti spariamo nel culo, e se sopravvivi poi ti sbattiamo pure in galera.

non c’è che dire. una soluzione che qualunque idiota avrebbe saputo prendere. appunto.

alternativa: tutti i comuni (tutti quelli italiani, non solo campani, quindi anche chessò… Milano, perchè a Milano è bassa comunque) devono attivare la raccolta differenziata almeno all’80% entro 90 giorni da oggi. se non lo fa si commisaria il comune. impossibile? forse no se in Basilicata a Montalbano Jonico, da zero sono arrivati in soli due mesi al 70%. e la giunta non è di centrosinistra ma di centrodestra. la giunta regionale invece di centrosinistra si ostina a non voler costruire un centro di compostaggio per lo sfruttamento dei rifiuti organici (umido). la loro emergenza di chiusura di discariche è durata due mesi, in Campania dura da 14 anni e la soluzione è la chiusura del cerchio, si torna al punto di partenza.

nulla si crea e nulla si distrugge. praticamente tutto però si puo riciclare e/o riutilizzare.

una volta nelle scuole esisteva “educazione civica”. qualche mamma o papà sa se la insegnano ancora?





il metodo del Rudo

20 05 2008

il metodo del Rudo, ex-collega, funziona praticamente sempre.

quando in ufficio c’è un casino che non hai voglia di risolvere e può attendere, lascialo attendere. si risolverà da se.