stupidorisiko

1 04 2008

qualche tempo fa mi ricordo di una discussione con un tizio che dava del famoso gioco Risiko questo commento: è un gioco che andrebbe abolito per legge perchè spinge a fare la guerra.

mi sembra perlomeno un pochino esagerata come posizione. e infatti non la condividevo. un gioco è un gioco, ha delle regole, lo puoi finire quando vuoi o addirittura non giocare, e certo su una tavola non si sono mai visti degli obici sparare colpi verso il lavandino…

vedendo questo spettacolo teatrale però ti rendi conto che il Risiko qualcuno lo gioca davvero, ma non in scatola, lo gioca sul mondo intero. ti rendi conto che oltre ad essere la guerra assurda (e per questo oggi non la si chiama più così ma si usano altri nomi più fantasiosi e più orientati al mercato), bensì è chi la governa che è assurdo. centinaia di migliaia di morti spesso causati non da una semplice battaglia, bensì da strategie illogiche di comandanti e generali.

si viaggia nell’orrore dalla prima guerra mondiale ai giorni nostri, scoprendo fatti e avvenimenti che sui libri di storia non li leggi: i francesi che usano dei bei pantaloni rossi sul campo di battaglia (nonostante richieste di cambio di colore per meglio mimetizzrsi), oppure l’esercito russo che va in Cecenia con dei bei carri armati bianchi: pensavano di trovare tanta neve, ma l’inverno ceceno è meno nevoso di quello russo, e alè, fanno la fine dei francesi con i pantaloni rossi.

si viaggia nell’orrore, e negli errori, ma per superare tutto questo c’è un simpatico soldatino italiano, con un grave accento toscano che ti racconta tante cose, e aiuta a sdrammatizzare, a dare un po’ di speranza. lo stile usato è quello del grottesco, spesso in voga proprio nella prima metà del secolo scorso negli spettacoli teatrali, è quello stile per cui si parla di fatti gravi con un linguaggio che ti dà quell’effetto che non sai se ridere o piangere, ma più probabilmente ridi, per esorcizzare il disgusto, la paura.

e alla fine è proprio vera quella cosa per cui i bambini che fanno la guerra la sanno fare davvero, perchè è una guerra che non fa male a nessuno, quando le mamme chiamano i feriti guariscono all’istante e tornano a casa, non ci sono orfani, non ci sono vedove, nè mutilati, nè morti, e neanche gli effetti collaterali. i grandi invece non la sanno giocare, fanno male. forse farebbero meglio a limitarsi al Risiko quello da tavolo: almeno lì si sa alla fine chi ha realmente vinto e chi ha realmente perso. per gioco.

N.B.: questo spettacolo è anche uno dei mezzi informativi usati da Emergency per diffondere una vera cultura di pace.

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2 responses

1 04 2008
angelina

Bello. Pulito. Semplice. Chiaro. Da rivedere assolutamente.
Dovresti farti un giro da Vittoriolostorico qualche sera, nella sua casa-museo trovi manoscritti (dicasi manoscritti) da farti accapponare la pelle. Niente di tutto questo lo trovi sui libri di storia. Spero solo per ora.

2 04 2008
l'oste Walter

@ angelina: la mia mente macina… ti dirò… 😉

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