nome di battaglia, Lia

14 02 2008

per ricordarci che nella Resistenza c’erano anche le donne, che non erano solo staffette, ma che portavano avanti azioni di tipo militare, che facevano comizi, che facevano tanto quanto gli uomini.

si sente il fruscio delle biciclette nel quartiere di Niguarda, sì, lì all’angolo della via del teatro, e… il profumo del caffè dentro il teatro, un caffè che non è presente ma che ti pare di sentirlo quel profumo. si rivede il quartiere in un altro modo, e si scopre la solidarietà della cooperativa dei muratori, che esiste ancora oggi, nell’epoca in cui cooperativa significava co-operazione e solidarietà, non finanza e intrallazzi.

e la Lia è lì, presente, nei racconti della gente, nelle azioni e nelle pedalate. si trova il tempo per ridere, anche in tempo di guerra sì, e quello di piangere, come si sentiva in sala.

un racconto molto intenso, trattato con la solita maestria e semplicità del teatro di Renato Sarti, in quello che per me è il teatro più bello di Milano.

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One response

14 02 2008
Pea

grassie, sono felicissima visto tutto il lavoro che ho fatto!

bello quando cooperativa non significava finanza e intrallazzi….sai che in liguria non esiste la esselunga? o meglio non esiste altro oltre alla coop….

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