semplicità volontaria

29 02 2008

di Cinzia Picchioni

ho impiegato un po’ di tempo prima di decidermi a scrivere questo post. il titolo è quello di un libro, letto recentemente, bevuto tutto d’un fiato.

non è un librone, eppure contiene un numero di informazioni sorprendenti. è un compendio di tanti argomenti: dentro ci si trova di tutto, argomenti davvero di vario genere, dall’ecologia, all’economia domestica, a pensieri filosofici, ma con un unico grande scopo.

ci ho messo un po’ di tempo, perchè volevo fare un sunto, e tirarne fuori il succo. e il succo mi pare che sia una cosa a cui da tempo mi ronza in testa: il fatto cioè che gli umani odierni non sono più capaci di fare nulla. passiamo il nostro tempo a pensare a cosa comprare, a cosa ci serve, mandiamo personaggi famosi a farsi venire le emorroidi su un’isola deserta, ma su quell’isola non so se qualcuno abbia mai pensato di piantare dei semi di pomodoro per farci crescere una pianta e mangiare. quello che stiamo perdendo è il senso delle cose, la ragione di vita che ci sta dietro: è noto che i bambini di città si stupiscano quando vedono come è fatta una mucca, vedono il latte in un tetrapak e pensano che nasca così, da qualche parte. non raccontiamo più, non spieghiamo più, non cerchiamo più di capire come accadono le cose, accadono, punto, ci accontentiamo, e pensiamo solo a che non ci manchi quello che ci serve.

tutto ciò ha conseguenze visibili. i problemi in ballo sono tanti, l’inquinamento su tutti. ma bastano davvero dei piccoli gesti. un esempio per tutti: in questi giorni decido di portarmi delle insalate per pranzo, di quelle già pronte, poi però mi dico, ok sono comode, ma se me le faccio io non butto tanta plastica per nulla (e risparmio pure). apparentemente è un’idiozia questa, ma sapere cosa ci sta dietro a quell’insalata pronta, essendo consapevoli di quello che veramente rappresenta è forse un passo più grande di quanto non sembri, almeno questo lo è per me.

un piccolo esempio, allargabile ad ogni ambito della nostra vita, prendendo coscienza vera di quello che facciamo, di quello che usiamo, di quello che compriamo, è utile per migliorare tante cose, se non per cambiare il mondo, almeno per cambiare noi stessi. inoltre ci permette di tornare ad essere pensanti e non solo esseri acquirenti, pronti ad aprire il portafoglio come scimmie ammaestrate.

il punto di forza di questo libro è il fatto che spiegando cosa sia la “semplicità volontaria”, presenta tanti esempi semplici da attuare, da cui poter iniziare ad essere innanzitutto più consapevoli di ciò che facciamo, e poi da lì elaborare nuove scelte.

semplicemente delizioso. e utile.

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cercansi volontarie

29 02 2008

per realizzare quanto prevede iddu.

 Scorpione (23 ottobre – 21 novembre)

L’attore Cary Grant sosteneva che non aveva voglia di fare l’amore in ogni momento. “E chi ci riesce?”, si chiedeva. “Io, comunque, ci provo”. Il tuo compito nelle prossime settimane, Scorpione, sarà realizzare il sogno di Grant: fallo più spesso che puoi! Datti da fare prima di colazione sul tavolo della cucina e durante la pausa di metà mattina nello sgabuzzino. Prima di andare a letto cerca di ottenere cento e più carezze, e più baci ancora. E se non hai un amante che ti aiuti in questa nobile impresa, scopa il vento, sbatti il cielo, fatti i tuoi sogni, fa’ l’amore con l’universo.

e questa è una delle scuse più belle che siano mai state inventate!





lo sapevo

28 02 2008

che non dovevo mollare il libro di Houellebecq. adesso non ho più voglia di continuarlo.

sto vedendo come al solito il festival di Sanremo, perchè mi piace ascoltare cose che non ascolto mai, e che ho la conferma puntuale che non comprerò mai un cd di questa cantanti. però stasera non posso vederlo e domani si spera nessun cambio di programma con la consueta birretta. però mi chiedo se il compagno Pippo abbia un’azienda di lavoro interinale che impiega aspiranti suicidi. per il resto è piuttosto assurdo che una canzone esclusa da una competizione possa venire ancora cantata nella stessa competizione, a che serve? ma ancora più assurdo è che si sia ligi alla regola che le canzoni in gara non possono essere ritrasmesse in tv, neanche quando la canzone è stata esclusa: questo sì che è giornalismo con un’etica.

ad anni di distanza dall’uscita ho salticchiato qua e là tra le scene di “Rocco e le storie tese”, e mi piacciono di più le scene “musicali” anzichè quelle classiche del genere. è un segnale che sto invecchiando, indubbiamente.





il mondo cambia

26 02 2008

te ne accorgi vedendo le informazioni autostradali.

una volta i tifosi delle squadre del sud sfottevano quelli del nord cantando “solo la nebbia, avete solo la nebbia”.

alla mattina invece quando il CCISS viaggiare informati fa vedere dove c’è la nebbia ce n’è più al sud che al nord…





requiem

21 02 2008

che botta. sollevo la cornetta e mi aspetto dall’altra parte del telefono il Paolone che è sempre di fretta, corre, mi chiede se ho già fatto le sue pratiche, e io lì pronto che lo anticipo, perchè è brava gente, ma davvero brava gente e si fanno tutti un mazzo come una capanna là dentro.

è il Paolone, ma va lento, è mogio, ha la voce giù e mi dice che è successa una tragedia. sulle prime penso a uno scherzo, ogni tanto lui esagera. boia. non è uno scherzo, mi fa che l’Adriano è mancato, ieri, mi ha cercato tutta mattina ma ero impegnato su cose poco esaltanti. boia. e io che ho qui le carte ritirate il giorno prima, che me le aveva firmate sopra un bancale di volantini che avevano stampato e si era messo dietro alla piegatrice con uno dei tanti loro operai. era là col suo pancione, con la sua stretta di mano che non ti mollava mai, con i suoi complimenti sul mio basco, che mi diceva che per come sono fatto ero tagliato per un altro lavoro che questo è limitante per me, e poi con le sue battute antifasciste, sì, perchè era un compagno mica da ridere, di una grande umanità.

e le carte sono sempre qui, però non mi piaceva continuare senza lasciare un piccolo ricordo di lui.





ma dove vogliamo andare?

20 02 2008

oggi sono giù. oggi ho assistito ad uno splendido esempio di miopia.

manca il petrolio e il solare è una buona alternativa no? un’azienda che ha problemi di produzione legati anche all’aumento del costo dell’energia pensa di mettersi un bell’impiantone solare da 2 megawatt.

chiede alla società di leasing collegata alla mia azienda di finanziarle l’impianto. la risposta? no, ovvio. perchè? perchè ha problemi, anche se in buona parte si risolverebbero con la creazione dell’impianto.

continuo a chiedermi come può essere possibile essere così miopi. cazzo, se anche ti va male e l’azienda chiude (ma non chiude, è gente davvero in gamba), tu come società di leasing se PROPRIETARIA dell’impianto solare, pigli, produci l’elettricità a costo zero e te la metti in rete…

questo è il sistema finanziario, sarebbe un mondo interessante se non fosse che ormai tutti rischiano ma con garanzie collaterali, non guardano più l’impresa intesa come fare qualcosa, alla gente che si fa il culo, ma guardano semplicemente a come presentare alle cazzo di Direzioni le pratiche, uuuh guarda quell’indice è fuori di 0,0001…

e ‘sta gente mi ha pure assunto… 

ma autoinculatevi tutti, và…





i più grandi umoristi della storia

19 02 2008

per voi in edicola in fascicoli quotidiani e con un pratico raccoglitore… 

li abbiamo in diretta tutti in questi giorni. si corre da soli, si corre da soli! con un 1,5% di voti in tutta Italia o giù/su di lì c’è gente che va da sola alle elezioni per rimarcare il proprio peso politico, per evidenziare la propria personalità, le proprie radici.

oh, grande giove…