sardomasochismo

18 12 2007

più mi vogliono mazzulare e più mi piaccio. non mi piace, mi piaccio.

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profumo di vov

17 12 2007

l’atmosfera natalizia si sposa di solito al profumo di agrumi bruciati sulla stufa. quest’anno invece si è legata al profumo di un vov fatto in casa, e bevuto per scaldarci al freddo dei portici di Busti Grandi, in mezzo ad un dialetto assurdo, e alla polenta e bruscìtt del Campi, un pasticcere rinomato e c’è un perchè: comunque i buongustai hanno scoperto il segreto del suo dolce più famoso e presto tenteranno di clonarlo come tanti piccoli cinesi.

passando tra una risata (una?) di Rocco, e il calore di una bottega del commercio equo, e il freddo dei portici, e cadaveri sulle spalle di donne imbellettate, e i negozi di gastronomia dai prezzi astronomici, e il cappone e il minestrone a casa dopo il freddo, e chiacchiere dopo cena, e l’aspettare che questa settimana passi sistemando le ultime cose, e rivedere gli amici, e vedere mia mamma che ha fatto ancora il presepe e il nostro albero che non è un abete ma un ficus benjamin, anzi due…

ma che ci sto a fare qui? voglio tornà bbambino!!!





blablabla

14 12 2007

manca poco all’ora di pranzo e sto svenendo. non ho fame, mi è passata. mattinata da pazzi, come al solito ultimamente.

dicembre è un mese assurdo. tutti corrono. a fare i regali di natale. a chiudere i bilanci. a raccattare soldi. e tu gli devi correre dietro. è il tuo lavoro. che palle a volte. perchè a me piace avere a che fare con i miei clienti, mi piace ascoltarli e cercare di dargli una mano a risolvere i loro problemi, proporre di sostenerli quando aumentano il lavoro e hanno bisogno di altri finanziamenti. è bello andare in giro per le aziende e vedere che c’è bella gente, strano ma vero anche tra gli imprenditori: sì, perchè di gente che vale ce n’è tanta anche se a prima vista non lo si direbbe. è gente che in tv non la vedi, ma dà lavoro magari ad una ventina di altre persone e le vedi che hanno un bell’ambiente di lavoro.

e si pensa pure troppo al lavoro. troppo, troppo.

ci sono i regali da fare. pochi, come al solito, però pensati. oggi ne chiudo uno, quello dei miei forse prima di natale, al solito, come sempre un po’ di indecisione sulla scelta. e tutti corrono, nei negozi, ad arraffare qualcosa che poi le statistiche raccontano che per un x% non piacerà e verrà riciclato. ecco, per paura che vengano riciclati i miei regali non ne faccio, risparmio sbattimento e delusioni. ma poi, in effetti, non occorre aspettare le feste comandate per ricordarsi delle persone a cui si vuole bene.

ma alla fine basta non prendersi troppo sul serio. come Testugen, che per vendere un suo libro ti dice che è molto interessante. e poi aggiunge un Ooohhh (‘na roba…) che ti spiazza. molto Sgurz. nel caso non sappiate cos’è lo Sgurz, allora guardatevi “Kamikazen-ultima notte a Milano” di Salvatores, il miglior film di tutti i tempi (e su questo non si accettano repliche).

ridatemi la nebbia che mi serve. almeno le vaccate che ho scritto si confondono un po’.

sì, non avevo niente da dire, in effetti.





periodiche catastrofi

13 12 2007

dopo l’aviaria che non ha combinato un tubo tranne qualche morto tra poveri disgraziati

dopo l’inverno caldo che doveva far crescere le banane anche in riva al Po

dopo l’antrace, che io pensavo semplicemente mi arrivassero gli Anthrax per posta

dopo non mi ricordo quali altre boiate…

chissà se la follia di accaparramento gasolio/benzina di questi giorni rappresenti la cazzata invernale dell’anno?





il metodo antistronzi

13 12 2007

non sono io ad esser volgare… è il titolo di un libro, un saggio, sulle persone fastidiose, ok, sugli stronzi sul posto di lavoro.

uno penserà che è uno di quei lavori fatti così, da qualche burlone, e invece no, è il solito americano universitario che riesce a scrivere qualcosa che tanti pensano ma quasi tutti hanno paura a dire.

è fatto pure discretamente bene. se nella vita hai avuto a che fare con degli stronzi, certo potrai ritrovarti in questo libro. analizza i lati negativi, gli effetti collaterali, ma anche i benefici che un po’ di stronzaggine porta, ma solo un po’. c’è tutta una serie di regole, di interazioni, di storie dietro a questo libro, e riesce a dare anche dei suggerimenti su come affrontare la questione di uno stronzo sul posto di lavoro.

c’è anche un blog e un sito dedicato a questo metodo che vorrebbe portare maggiore civiltà sul posto di lavoro. certo, se sei il capo è più facile adottarlo, se sei il sottoposto allora devi coalizzarti con i colleghi, oppure rimaneree da solo e voler rischiare qualcosa…





fuh2

12 12 2007

e ci siamo anche noi!

il Carlo ritratto. e io che stavo dietro la macchina fotografica.





mad people

12 12 2007

cazzarola, ieri sera mentre si cenava a casa mia siamo giunti alla conclusione che si vive in un paese di folli…

esco dal lavoro e al distributore qui sotto c’è una coda di auto lunghissima, con l’omino del distributore che dice a tutti che è rimasta solo la benzina modello più caro (ovvio).

lungo la strada i distributori che trovavo mostravano la stessa scena.

io manco ci pensavo alla scarsità di carburante causa sciopero camionisti. in ogni caso vado tranquillo, solito passo mio da bradipo in vacanza, media di consumo rovinata soltanto dalle immancabili code…

e nel frattempo ti ascolto la radio, con gente che benzina ne aveva, però metti che ti serve, si faceva dei giri assurdi alla ricerca di altra benzina, tipo che uno è uscito da Padova ed era ormai a 15 km dalla città e non aveva trovato niente. ora, va bene essere preoccupati, ma se per procurarmi 300 km di consumo me ne faccio fuori un centinaio almeno, forse con quel centinaio potevo tirare avanti un po’, no? così gli domanda anche lo speaker della radio, e il tipo fa “eh, in effetti…”.

che poi, a stare in coda si consuma un casino di più e si consuma carburante per niente.

allora perchè non far finta di niente? se e quando serve davvero si va a far rifornimento.

e se giovedì resto senza gasolio, beh, pazienza, vorrà dire che mi prenderò un giorno di ferie….