ikea

16 10 2007

sottotitolo: “che cosa nasconde il mito della casa che piace a tutti?”

autori: Olivier Bailly, Denis Lambert, Jean-Marc Caudron

a me Ikea in linea di massima piace: trovi praticamente di tutto e a prezzi molto bassi, poi ha una bella immagine, attenta all’ambiente, amichevole e tutto il resto. però non ci vado mai; il perchè è presto detto: trovo un oggetto che mi interessa sul suo sito internet, mi dice pure che al tal negozio lo troverò, vado e inizia la caccia al tesoro. la prima volta che sono andato ci sono rimasto male, intrappolato in un percorso che ho presto capito era meglio non lasciare, ma affrontare con passo da maratoneta. se voglio comprare una lampada, non è che d’impulso acquisto una cameretta per ragazzi. la seconda volta invece ero irritato, tanto più che alcune persone che la bazzicano più spesso di me mi hanno detto che ci dovevo fare la mano con il percorso… fare la mano? ma se vado in un negozio, pur grande che sia, io voglio uno che mi dice che una tal cosa la trovo là. punto. non ritrovarmi in una situazione tipo speleologo alla scoperta di una nuova grotta…

in questo libro, scritto da appartenenti ad una ONG belga, la multinazionale svedese viene posta sotto analisi, ma soprattutto sotto contraddittorio. tutto parte dall’esposizione delle dichiarazioni di buoni propositi di Ikea e della storia dell’azienda, così come illustrata da documenti ufficiali: a seguire vengono poste domande. la costruzione dell’inchiesta è stata molto intelligente a mio parere, perchè si è posta nell’ottica di valorizzare gli aspetti positivi oltre che quelli negativi e i punti di possibile miglioramento; il tutto posto in una posizione di ricerca di dialogo con l’azienda.

ognuno può trovare degli spunti di riflessione sull’azienda: dalla persona più intransigente al semplice consumatore che sente di aver speso un po’ troppo quell’ultima volta e non benissimo. sicuramente un saggio utile per mettere in discussione alcuni nostri comportamenti, per avere maggiore consapevolezza in ogni genere d’acquisto. tra l’altro, per concludere, non è per nulla tedioso, e in alcuni tratti anche piuttosto divertente, cosa peraltro dichiarata negli intenti degli autori.

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5 responses

16 10 2007
angelina

ci vai, guardi, tocchi, provi. Nessuno ti rompe le scatole con “posso esserle utile?” e ti si incolla addosso. Se si evitano i momenti di punta è un piacevole diversivo. Ci sono cose che noi umani non possiamo arrivare a pensare che esistano… Poi sta a noi scegliere cosa comprare e non farti prendere la mano da una marea di catanagliate, molto belle e pratiche, ma che non userai mai. Ma questo è marketing che trovi anche nei supermercati di alimentari. Comunque anche quando sono squattrinata qualche candela a prezzi competitivi la caccio sempre nel borsone giallo… come dire… soddisfo la mia voglia di qualcosa di nuovo a poco prezzo. Consigliabile quindi entrare con il biglietto della spesa in mano. Al restaurant-cafè prendono i ticket 😀

16 10 2007
Mad Riot

Sinceramente io ODIO Ikea, perchè per me è solo un ecomostro blu a forma di parallelepipedo che ha distrutto un bel po’ di verde nei dintorni di Roma. Per farti capire quanto potere hanno sti svedesi, sono riusciti a farsi costruire uno svincolo autostradale che gli passa vicino. Inoltre i prezzi saranno bassi, ma la qualità è davvero scarsa…Per me sono il discount degli arredamenti.

16 10 2007
slaymer

Così vuole apparire agli occhi del grande pubblico la multinazionale del prêt-à-habiter. Ma la sua immagine di azienda etica è frutto di pratiche effettivamente responsabili o solo di un’ottima strategia di comunicazione? …certamente c’è un ritorno economico altrimenti cosa aprirebbe a fare, non è un’azienda italiana, con gli imprenditori che usano i soldi dello Stato, così anche se falliscono … va beh! la storia è sempre la stessa!!!

Alla fine io apprezzo IKEA, per molte ragioni … quello che invece penso sia l’inapplicabilità organizzativa svedese in Italia, in questo meraviglioso e BelPaese!!!!

Vi voglio bene a tutti quanti … a breve distanza tra l’euforia e la pazzia!!!

16 10 2007
Düsseldorfer

Pensa che io andavo all’IKEA spesso quando sono ritornato in Italia dopo un’esperienza lavorativa a Stoccolma. Mi faceva sentire a casa! 😀

Comunque è vero, il percorso è una trappola!

16 10 2007
slaymer

… però io scoperto che ci sono “le scurcie” nel percorso dell’IKEA !!!

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