mani di rana

31 10 2007

alla fine abbiamo deciso di andarci in auto. la prima idea di lasciare l’auto a casa di Tano e prendere un autobus è stata scartata dopo l’aver trovato una strada bloccata per lavori, che ci ha costretto ad un giro più lungo. già pioveva, e Milano quando piove diventa infame, con un traffico che si moltiplica e si blocca. ma le strade parevano sgombre, e via. la sorpresa di strisce mutate da bianche e gialle che ci fa perdere altro tempo, mentre l’Angelina già ci aspettava nel megastore. cerchiamo le strisce blu, almeno stiamo tranquilli; tabaccaio per il gratta e sosta, non prima di aver maledetto il Comune che ha tolto i tanto comodi parchimetri, che ci dice che le blu sono blu solo dal 5 novembre. via dritti allora verso corso vercelli, sotto l’ombrello che sgocciolava ai lati riparandoci dalla pioggia leggera che allagava le strade.

dentro troviamo l’Angelina, due saluti, mentre Giovanni inizia a muovere le dita da rana sulla tastiera; tutto si muove in modo strano, noi che ci scambiamo due parole, la gente che gira tra gli scaffali, altri seduti e altri ancora in piedi ad ascoltare questo sottofondo dolce che riempie gli spazi.

poi parla, domande, le prime timide, poi via via incalzanti, con Giovanni che risponde, allegro, come sempre, e limpido, come un bambino. parla dei suoi dischi, di come sono nati, del suo amore per Milano e per gli autobus e i metro e il casino che regna in città, parla di come non desideri fare duetti, e ti fa capire come per lui la musica sia davvero qualcosa come un braccio o una gamba, oppure un giocattolo, che un bambino si gode e che non vuole dividere con altri, lui è felice con il suo gioco e quello gli basta.

dopo c’è la fiumana per gli autografi, con lui che lo vedi che non vorrebbe andare via subito per quell’appuntamento in radio, e quando passa a chi gli allunga un cd per una firma mica li scansa, e sì c’è tempo anche per una foto con quel bimbo, poi via di corsa, come la sua musica che corre e va. ma poi ritorna.

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ciucciamento di sangue

29 10 2007

ieri di fronte al nostro banchetto c’era quello di un’associazione di donatori di sangue. per tirar su quattro soldi offrivano vin brulè, caldarroste e thè caldo.

avevano posto anche un cartello in cui indicavano i vantaggi dell’iscriversi: analisi del sangue periodiche gratuite, informazioni in ambito sanitario, giorno di ferie pagato quando vai a donare… roba così. non c’era quello che credo più importante: che il sangue che doni può essere utile a qualcuno.

facendo parte di una famiglia di ex-avisini sono sempre stato sensibile al tema, anche se mal sopporto gli aghi in vena. mi ricordo com’era felice mia mamma dopo che una signora le aveva detto che le avevano fatto una trasfusione e lei aveva letto sulla sacca il suo nome… strano, lei non mi pare avesse mai donato per uno di quei motivi che venivano elencati…





oggi

29 10 2007

stamattina c’era la nebbia che rotolava giù e le foglie gialle che si staccavano come se piovesse.

oggi fa bene vestire questa camicia bianca e questo maglione nero. fa sentire più vicine delle persone speciali.





ratatouille

23 10 2007

erano mesi che aspettavo che uscisse questo film! quelli della Pixar sono sempre una garanzia, a mio parere, li preferisco di gran lunga a quelli della Fox che trovo meno interessanti.

la storia parla di questo topolino che sogna di far il cuoco, ribellandosi alla sua famiglia che ovviamente mangia solo rifiuti o quasi esclusivamente solo rifiuti, semplicemente per il fatto che è meno pericoloso rispetto al rubare del cibo, e alla fine, ovviamente ci riesce.

stranamente dagli altri film della Pixar ci sono più situazioni comiche, che volutamente cercano di far ridere il pubblico, come è più nello stile della Fox; questo non impedisce però di far passare una serie di messaggi che forse i più piccolini non recepiranno, ma che sono comunque contenuti nel film. l’avere la forza delle proprie idee, il non avere paura di scegliere, il rispetto per il diverso, l’abbattere i pregiudizi, e molti altri spunti di riflessione.

visto che il prossimo fine settimana è ancora in cartellone, si potrebbe valutare l’ipotesi di tornare a vederlo…





domanda agli esperti

23 10 2007

avessi la possibilità, vorrei porre una domanda ad esperti di comunicazione e/o marketing, sul collocamento di alcuni spazi pubblicitari.

è abbastanza comprensibile ad un non addetto ai lavori del perchè si collochino spot di automobili prima di una trasmissione che parla di motori, oppure perchè quelli che riguardano giocattoli per bambini  passino la domenica mattina, oppure in una fascia pomeridiana.

meno comprensibile è perchè mentre stai pranzando o cenando ti venga fatto vedere un bel cesso incrostato, non pulito da almeno tre generazioni, che un prodotto magico promette di far tornare lucido come appena uscito dalla fabbrica o, in alternativa, quel bambinetto similcinese che scorreggia in bagno e dice che puzza. ma va a quel paese te e a tutti gli involtini primavera che ti mangi e quella madre adottiva senza olfatto che entra in bagno tutti i santi giorni a metterti il deodorante!





alberi neri

22 10 2007

questa mattina parlavano di un proverbio relativo al cielo verde, e per un secondo l’ho visto questo cielo verde, che non è verdeverde, ma è una particolare sfumatura della gamma dei colori dell’arcobaleno, e lo si vede quando il cielo è molto pulito.

dopo mesi ho osservato degli alberi neri in controluce su un cielo bianco e azzurro e nuvole blu.

Breszny dice che sono su una nave ignifuga in uscita dall’inferno.

a me sembra che qualcuno questa nave me l’abbia ciulata via.

cmq, se lo dice lui… io intanto mi ricordo che anche se sarebbe bello sfogarsi con il mondo, certe cose le si condivide solo con alcune persone. purtroppo per loro.





camminare zen

18 10 2007

se è vero che ogni grande viaggio inizia con un piccolo passo.

e se è vero che è meglio non guardare alla meta ma al paesaggio che ci sta di fianco per non scoraggiarsi a proseguire.

allora, beh, fino ad ora è stato un bel camminare.

e se in futuro si sarà stanchi si sa che ci si può fermare a riposare in qualunque momento.