robe brutte

25 09 2007

ieri mattina verso le 8 passo come al solito dietro il cubo di Molino Dorino, dove ci sono i manifesti enormi che normalmente pubblicizzano, tre su quattro, delle auto. ieri mattina invece strabuzzo gli occhi, una roba mai vista, fa effetto, e a me fa piuttosto incazzare.

per capire il tenore dell’incazzatura basta fare un salto qui e godersi il bello spettacolo che campeggia sulle vie di Milano. ovviamente il genio di questa foto è il solito Toscani, che a me, sia chiaro, non piace. non piace non per le foto che realizza, ma per l’uso che se ne fa. sarò sicuramente ottuso io, ma vedere utilizzata l’immagine di una donna anoressica per il lancio di una nuova linea di jeans, beh, a me fa incazzare parecchio, e non mi importa se vuoi sollevare il problema dell’anoressia: è come se una casa petrolifera facesse una campagna pubblicitaria con delle foche ricoperte di fango nerastro dopo il naufragio di una petroliera.

avrei preferito (anche per gusti miei personali) vedermi un bel donnone felliniano, stile tabaccaia di “Amarcord”, magari chessò con un bello slogan ironico tipo “l’anoressia? me la mangio!”…

è pazzesca questa logica “produci-mangia merda” che si vede da questo manifesto: ormai lo dicono pure i sassi che una delle cause del proliferare dei disturbi alimentari sono i modelli proposti dalle case di moda, e ora proprio una casa di moda sfrutta questi problemi? e un fotografo famoso gli fa da spalla? e noi dovremmo dirgli pure bravo?

per dirla alla Totò… ma mi faccia il piacere, mi faccia…





sole

24 09 2007

a me non piace prendere il sole. mi abbronzo solo braccia e faccia. non mi piace stare al sole.

ma sabato avevo freddo, a pranzo mi sono dovuto infilare una felpa, addirittura. poi sono uscito al sole, sul balcone, leggendo un libro (“non buttiamoci giù” Nick Hornby). con la felpa, sempre. si stava bene. sentivo il calore del sole e un leggero venticello che girava. sullo stereo girava invece la colonna sonora di “Goodbye Lenin!” composta da Yann Tiersen.

avrei dovuto rivedermi il film prima di andare a Berlino…





un Culicchia tira l’altro

22 09 2007

due libretti del Culicchia in due settimane fanno stare bene. almeno me, magari qualcun altro no…

sicuramente non farà bene ai miei amici juventini il suo “Ecce Toro”, un libro, piacevole, sulla storia del Torino, inteso come squadra di calcio, dal dopo-Superga ai giorni nostri. beh, si vede che è un libro scritto da un tifoso, è ironico e trasuda passione, ma anche rabbia, soprattutto nei confronti della Juven… scusate, dell’altra squadra, come dice il Culicchia. sicuramente i bianconeri si incazzerebbero a leggere questo libro, ma forse no. sicuramente non interesserà chi certi nomi non li ha nemmeno mai sentiti nominare, ma forse no, perchè una passione, qualunque sia, se vera e sana, beh, sa contagiare.

il secondo invece è “Liberi tutti (quasi)”, il secondo capitolo della saga del mitico Anselm, il formichiere punkabbestia laureato e poliglotta, carissimo amico del Culicchia, con cui ha vissuto per un certo periodo, prima di partire per un viaggio attorno al mondo, con il Culicchia che ora se lo va a cercare. questo secondo capitolo perde un po’ il fascino del primo libro (A spasso con Anselm), che si prestava benissimo ad essere un libro anche per ragazzi, o addirittura bambini: non lo perde per le caratteristiche di Anselm, che è sempre l’ingenuo e ottimista formichiere di sempre, ma per la collocazione delle vicende, forse un po’ troppo forzata, tra G8, CIA, liberazione degli animali. resta in ogni caso un libro divertente, che devo dire in diversi tratti mi ha fatto fare delle sane risate, quelle che ti nascono dall’assurdità delle situazioni che si vengono a creare, o appunto dall’ingenuità, e non dalla comicità volgare che vorrebbe far ridere, ma alla terza volta è già vecchia, è un po’ più quella comicità scanzonata alla Walter Chiari, o alla Macario, per intenderci, candida, che… vabbè anche questo secondo capitolo va bene per i ragazzi e i bambini, in fondo saranno cresciuti ormai.





l’aria salata

22 09 2007

parlare di questo film senza svelare qualcosa della trama è praticamente impossiibile, perchè tutto si intusice fin dai primi minuti, e il tempo scorre in attesa che l’inevitabile si renda palese.

si viaggia nel mondo del carcere, un mondo che inizialmente sembra tranquillo, quasi sereno nella sua finzione cinematografica, ma poi si rivela per quello che è, con le sue regole e i suoi ritmi e le sue consuetudini: il pensiero, ovvio, va al libro letto poco tempo fa di Camenisch…

un film che per me è stato un collante di tanti ricordi di volti… Camenisch come già detto, per via dell’ambientazione, poi i Subsonica che mi hanno accompagnato in auto che mi hanno riportato a Torino, al museo del cinema dove fu ambientato “Dopo mezzanotte”, dove Giorgio Pasotti era il protagonista, come in questo film… e il ciclo si chiude.

il ciclo si chiude in una serie di emozioni, di attese, speranze, indecisioni che passano negli 85 minuti del film, dove dialoghi e silenzi sono ben dosati, dove i silenzi non sono vuoti come spesso si crede, ma sono carichi di sguardi, espressioni, dettagli. il mondo scorre sotto gli occhi di chi lo vede tutti i giorni e di chi da vent’anni non l’ha mai visto.

scelte, decisioni, giuste o sbagliate, e giusto e sbagliato si confondono per diventare umano. ma come ci si sente a rivedere il proprio padre dopo vent’anni? ma come si sente il padre a rivedere i figli dopo vent’anni?





avvocheti/2

20 09 2007

noi conosciamo l’avvocato più buono del mondo. nel senso che di solito gli avvocati mordono la preda, non la mollano, insomma sono piuttosto carogne. lui no, è tranquillo, serafico, aspetta…. è un po’ valium a dir la verità…

alcuni sostengono la tesi che sia in fondo un buono

altri sostengono la tesi che sia in fongo un bel po’ pirla

io propendo per la prima, ma solo perchè sono un amante dell’assurdo





off

20 09 2007

ho deciso che devo spegnere per un po’ di tempo le fonti informative varie, nuocciono gravemente alla salute.





F.A.P.

18 09 2007

ovvero sia Filtro Anti Particolato, la rivoluzione dei motori diesel per non inquinare. sì… va bene…

no, perchè ti capita che ad un collega che l’auto la usa solo in città si accenda la spia del fap, e si domandi “cosa devo fare?” visto che è la prima volta che gli capita di dover affrontare la questione. chiama l’officina e gli dicono di stare tranquillo che non deve portare l’auto da loro, basta che vada a farsi un giro in tangenziale, ad una velocità costante di almeno 60 km/h, col motore sopra i 2.000 giri per un quarto d’ora e il problema si risolve.

detto in parole povere funziona così: il filtro trattiene i pm10, però poi si intasa, è come una rete piena di pesci per intenderci, e per trattenere altri devi pulire la rete. allora che fai? sminuzzi i pm in pm ancora più piccoli e li scorreggi fuori dalla cerchia dei Navigli, così la sindaca può dire che l’aria è più pulita. peccato che quello di Settimo Milanese non possa dire la stessa cosa…

mi viene voglia di rubare una vecchia alfasud e andare a sgasare fuori casa sua…