Achtung banditen!

18 08 2007

Mai in vita mia avrei pensato di potermi appassionare della storia di uno svizzero. Eppure è successo, leggendo questo libro a cura di Pietro Tognoli, sulle vicende dell’anarchico Marco Camenisch.

Il libro mi è capitato fra le mani per caso, al termine della marcia della pace Solbiate-Fagnano di qualche mese fa: stava lì, su un banchetto di non ho capito bene quale associazione, la copertina mi ha attirato, la quarta di copertina mi ha dato la conferma e me lo sono preso. Ha dovuto attendere che maturassero i tempi perché venisse letto, e in questi giorni vacanzieri, in quattro e quattr’otto me lo sono bevuto d’un fiato.

Di sicuro certa gente non lo dovrebbe leggere. Sarebbe carta sprecata per loro. Leggere le vicende di un anarchico, eco-terrorista, radicale, che critica lo stato in ogni sua forma ed espressione, beh, non è roba che interessa a tutti. sarà che mi ha ricordato certe persone conosciute a Carrara, e qualche amico che ho laggiù, sarà che lui da quelle parti ci è passato, nella capitale anarchica italiana, sarà per questo o per altro, ma queste pagine mi hanno fatto pensare e tanto. Ti fanno pensare non tanto sul pensiero di Marco, che ci i può essere d’accordo o meno, ma quantomeno sull’oggettività delle cose, e soprattutto della condizione di chi sta in galera. Non voglio neanche mettermi a discutere del fatto che le galere siano giuste o meno, sarebbe un discorso troppo lungo e che non porterebbe a nulla, però del fatto di come girano le cose lì dentro, per qual poco che Marco riesce a farti capire, beh, di quello sì. Dalle sue parole ti sembra di entrare in un mondo a parte, quasi incredibile, eppure stava qua a Novara, a 25 km da casa mia, e poi in Svizzera a 50-80 km: con i suoi scritti Marco ti porta dentro in questo mondo che è un paradosso, in quanto figlio del potere giudiziario, in cui tutti i diritti, tutte le leggi, possono essere abolite… in nome della legge. È pazzesco come la già pesante privazione della libertà non si limiti ad un muro con l’esterno che non si può valicare, no, questo muro si estende anche i parenti, agli amici di chi sta dentro in carcere, e chi sta dentro se ha mal di denti, beh, sono cazzi suoi, che mica i medici fanno carriera curando i denti di un galeotto.

La storia di Marco DEVE essere esemplare, per tanti motivi: perché è vera, e perché non solo a lui, ma pure a tante persone a lui vicine gliel’hanno fatta pagare, anche se formalmente, non sembrerebbe; perché questo è un libro senza copyright, in perfetto stile anarchico, quindi chi non lo trova me lo chiede e ci organizziamo con delle belle fotocopie in culo alla SIAE; perché la sua lotta non l’ha fatta mai solo per lui; e poi diciamolo, perché alla fine ti fa riflettere sul serio su cosa siano i diritti umani sanciti dalle Nazioni Unite: in Italia, qualcuno sta cercando di portare questi diritti nelle carceri, lentamente, è un lavoro delicato, si entra in un mondo e in maglie estremamente pericolose, all’inizio quando ne sentii parlare ero scettico, poi però mi convinsi, mi rendo conto solo ora perché mi fu spiegato bene il discorso. Ora no, ora capisco che nel mondo carcerario, poche balle, i diritti umani a fatica ci abitano, sono solo un mezzo per punire, altro che rieducare, non si rieducano persone togliendo loro gli affetti, la corrispondenza e un po’ di socialità anche all’interno di questi luoghi. No. Sarebbe bello sì che le carceri non esistessero, ma sono troppo realista, l’umanità è ancora troppo ignorante per farne a meno, e ora poi, che stanno diventando un buon mezzo per fare soldi, beh, sarà dura che spariscano in fretta…

Il libro non dice se sia fuori o no, però a quanto pare in internet si trovano molte informazioni su Marco, beh, io vado a cercarle…

 

Piero Tognoli (a cura di)

Achtung banditen! Marco Camenisch e l’ecologismo radicale

Nautilus Edizioni

No copyright

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2 responses

3 09 2007
Düsseldorfer

Fantastica recensione! 🙂
Solo un punto vorrei chiarire, hai detto: e chi sta dentro se ha mal di denti, beh, sono cazzi suoi, che mica i medici fanno carriera curando i denti di un galeotto …ma non è che chi sta fuori, se non è miliardario, sia molto più fortunato! Te lo dice uno che di problemi ai denti ne ha passati e ne passa tutt’ora e senza soldi, niente cure! Mi viene un po’ in mente SiCKO di Moore! 😦

9 10 2007
angelo

ciao, sono rimasto piacevolmente colpito dalle parole su acthung banditen, io los to regalandoa un pò di maici e anche prendendo spunto dalle parole di quel libro ho scritto e sto portando in giro il mio primo monologo teatrale dal titolo Lu jurnu di tutti li santi, se volete trovate notizie su google, oppure scrivetemi nella mia mail: angelo.maddalena@gmail.com, a presto

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