effetti

24 08 2007

mi fa un po’ effetto tornare in vacanza con i miei genitori, dopo tredici anni mi pare che non ci si va più. mi fa effetto anche andare con loro in una città dove avrebbero dovuto andarci trent’anni fa, ma poi non ci andarono mai.

una settimana di pausa dalle ferie, e ora ancora da recuperare qualcosa non speso l’anno scorso. da buon scorpione non ho mezze misure, o viaggio diverse volte all’anno, o quasi non mi muovo…

chissà come sarà, se piacerà loro, se ci sarà bel tempo… per il momento ci portiamo solo un paio di fototessera, così pure loro si fanno la Carte Orange, poi si vedrà…

a presto

Annunci




Achtung banditen!

18 08 2007

Mai in vita mia avrei pensato di potermi appassionare della storia di uno svizzero. Eppure è successo, leggendo questo libro a cura di Pietro Tognoli, sulle vicende dell’anarchico Marco Camenisch.

Il libro mi è capitato fra le mani per caso, al termine della marcia della pace Solbiate-Fagnano di qualche mese fa: stava lì, su un banchetto di non ho capito bene quale associazione, la copertina mi ha attirato, la quarta di copertina mi ha dato la conferma e me lo sono preso. Ha dovuto attendere che maturassero i tempi perché venisse letto, e in questi giorni vacanzieri, in quattro e quattr’otto me lo sono bevuto d’un fiato.

Di sicuro certa gente non lo dovrebbe leggere. Sarebbe carta sprecata per loro. Leggere le vicende di un anarchico, eco-terrorista, radicale, che critica lo stato in ogni sua forma ed espressione, beh, non è roba che interessa a tutti. sarà che mi ha ricordato certe persone conosciute a Carrara, e qualche amico che ho laggiù, sarà che lui da quelle parti ci è passato, nella capitale anarchica italiana, sarà per questo o per altro, ma queste pagine mi hanno fatto pensare e tanto. Ti fanno pensare non tanto sul pensiero di Marco, che ci i può essere d’accordo o meno, ma quantomeno sull’oggettività delle cose, e soprattutto della condizione di chi sta in galera. Non voglio neanche mettermi a discutere del fatto che le galere siano giuste o meno, sarebbe un discorso troppo lungo e che non porterebbe a nulla, però del fatto di come girano le cose lì dentro, per qual poco che Marco riesce a farti capire, beh, di quello sì. Dalle sue parole ti sembra di entrare in un mondo a parte, quasi incredibile, eppure stava qua a Novara, a 25 km da casa mia, e poi in Svizzera a 50-80 km: con i suoi scritti Marco ti porta dentro in questo mondo che è un paradosso, in quanto figlio del potere giudiziario, in cui tutti i diritti, tutte le leggi, possono essere abolite… in nome della legge. È pazzesco come la già pesante privazione della libertà non si limiti ad un muro con l’esterno che non si può valicare, no, questo muro si estende anche i parenti, agli amici di chi sta dentro in carcere, e chi sta dentro se ha mal di denti, beh, sono cazzi suoi, che mica i medici fanno carriera curando i denti di un galeotto.

La storia di Marco DEVE essere esemplare, per tanti motivi: perché è vera, e perché non solo a lui, ma pure a tante persone a lui vicine gliel’hanno fatta pagare, anche se formalmente, non sembrerebbe; perché questo è un libro senza copyright, in perfetto stile anarchico, quindi chi non lo trova me lo chiede e ci organizziamo con delle belle fotocopie in culo alla SIAE; perché la sua lotta non l’ha fatta mai solo per lui; e poi diciamolo, perché alla fine ti fa riflettere sul serio su cosa siano i diritti umani sanciti dalle Nazioni Unite: in Italia, qualcuno sta cercando di portare questi diritti nelle carceri, lentamente, è un lavoro delicato, si entra in un mondo e in maglie estremamente pericolose, all’inizio quando ne sentii parlare ero scettico, poi però mi convinsi, mi rendo conto solo ora perché mi fu spiegato bene il discorso. Ora no, ora capisco che nel mondo carcerario, poche balle, i diritti umani a fatica ci abitano, sono solo un mezzo per punire, altro che rieducare, non si rieducano persone togliendo loro gli affetti, la corrispondenza e un po’ di socialità anche all’interno di questi luoghi. No. Sarebbe bello sì che le carceri non esistessero, ma sono troppo realista, l’umanità è ancora troppo ignorante per farne a meno, e ora poi, che stanno diventando un buon mezzo per fare soldi, beh, sarà dura che spariscano in fretta…

Il libro non dice se sia fuori o no, però a quanto pare in internet si trovano molte informazioni su Marco, beh, io vado a cercarle…

 

Piero Tognoli (a cura di)

Achtung banditen! Marco Camenisch e l’ecologismo radicale

Nautilus Edizioni

No copyright





il latte. un alimento da evitare

18 08 2007

Il titolo di questo libro è certamente interessante e sotto certi profili anche, ammettiamolo, piuttosto inquietante. Nell’immaginario di tutti il latte è qualcosa di puro, che siamo abituati ad assumere fin da bambini: nella cultura contadina poi è un alimento basilare, nei racconti dei nonni si sente spesso raccontare di cene a base di latte. Oggi però al latte si sono iniziate ad associare intolleranze, come a molti altri alimenti, ma al latte in particolare e ai derivati del latte; così, mentre in alcuni paesi si fanno pasteggiare i bambini con un bicchierone di latte (vds. USA) in altre parti del mondo molte persone devono evitare questo alimento bianco.

Nel libro, breve ma che fornisce una panoramica sufficientemente esaustiva, vengono spiegati i motivi del perché il latte, appunto, sarebbe un alimento da evitare. Il motivo che viene più spesso ribadito è il fatto che sia qualcosa non previsto per l’uomo, ma per i vitelli, e che quindi solo questi lo debbano assumere; vengono poi elencati altri motivi, come ad esempio la controindicazione per chi soffre di calcoli, di cui i latticini sono importante causa di formazione.

In diversi passaggi il libro perde un po’ di mordente, appare quasi uno spot anti-latte. Per fortuna recupera sul finale con consigli pratici e argomentazioni che lo fanno apparire meno esaltato di quanto in apparenza sembri.

Personalmente il mio bicchiere di latte ogni tanto me lo bevo lo stesso, però forse ho capito qualcosa in più di questi miei trip latticini.

 

Anne La roche de Rosa

Il latte. Un alimento da evitare

Edizioni L’età dell’Acquario





giù la serranda

2 08 2007

oggi ultimo giorno di lavoro. da sistemare un po’ di carte, fare le pulizie estive, sistemare le pile di carta che attendono da mesi di essere guardate. sì, da mesi. e mi sa che altri ne aspetteranno, finchè non si potrà più rimandare…

ma al momento quello che non si può rimandare è andare… lontano… lontano…