voglio

31 07 2007

voglio stare bene, fisicamente s’intende. e un po’ ci sto riuscendo.

voglio mandare affanculo qualcuno. e dopo che gli ho detto una cosettina, da oggi non mi sta rivolgendo la parola.

voglio stare bene e partire. e da venerdì quindi la serranda resta giù per qualche giorno.

volevo andare a salutare Pesce. ma non gliela feci.

volevo starmene a dormire. ma non lo feci. ma va bene così.

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precarietà

26 07 2007

Elitel sta lasciando a casa 2000 persone di cui 1700 precari

c’è qualcuno che conosco che sono anni che lavora a progetto

in qualche regione assumono migliaia di stagionali nel corpo forestale e in quelle regioni ci sono molti più incendi che in quelle con pochi forestali ma fissi

la tanto decantata flessibilità, l’esempio da prendere del mercato del lavoro americano da noi non gira. siamo un popolo sostanzialmente tranquillo, che vuole sicurezza. e la sicurezza ci può essere. fossi imprenditore mi spaventerei del fatto che una persona la “posso” tenere per qualche mese e poi forse: significherebbe che per qualche mese anch’io ho lavoro e poi chissà…

qualunque economista serio direbbe che non ci si può finanziare a breve per invesimenti a lungo termine. qualunque economista serio dovrebbe anche dire che non si può acquisire tre quarti dei propri dipendenti in modo precario, non è economicamente sensato.





ho il certificato

25 07 2007

assenza giustificata, causa sovraffollamento auricolare di minchiate ascoltate.

chissà se con dei tappi di cera la situazione può migliorare… 😉





strani auguri

20 07 2007

a quelli che oggi compiono gli anni. nell’anniversario dell’allunaggio. a cui i Pooh hanno pure dedicato una canzone. che non è una roba bella. quello di avere una canzone dei Pooh dedicata. e qualche genitore idiota ha avuto l’idea di chiamare il figlio nato in quel giorno Apollo. poi dicono che i giovani si drogano. per forza.





scintillante gente felice

20 07 2007

è ufficialmente iniziato il mio campus estivo in ufficio, del venerdì. come l’anno scorso. jeans, camicia bianca, sandali di cuoio. c’è un momento che sento il bisogno di jeans, camicia bianca, sandali di cuoio. della camicia bianca più spesso, del sandalo di cuoio meno, per ovvi motivi climatici.

e per stasera quasi uguale con piccole variazioni sul tema. certe volte mi fa sentire bene pensare a cosa indosserò il giorno dopo o alla sera, è come un’esigenza di stare dentro a qualcosa, sentirmi a mio agio, completamente. e poco importa se il sandalo di cuoio ai piedi di un uomo nell’ambiente in cui lavoro è praticamente bandito. forse proprio per questo ci sto ancora meglio.

stasera si mangia e si beve, si dicono parolacce, si manderà affanculo un po’ di gente assente, e ci si piglierà per il culo, si sceglierà tra chiara, rossa o scura, ma per qualcuno vino rosso, o forse birra e gazzosa? entrambe le opzioni vedranno il biasimo del gestore, soprattutto la seconda, credo…





give me a pala

18 07 2007

è come disse una volta Dave Mustaine, quella volta che toccò il fondo, però anzichè starsene lì e poi cercare di risalire, cercò soltanto qualcuno che gli prestasse una pala per andare oltre.

ok, non sei Dave Mustaine, non hai proprio niente di lui. al massimo puoi ambire ad essere come il Gianni…





una tazza di zen

16 07 2007

gli uni descrivono i vantaggi nel diventare kamikaze. ne vedo uno solo: che se hai delle rate in arretrato da pagare nessuno ti scassa più…

gli altri devono pagare invece dei rimborsi per le attività sessuali dei loro preposti: che verranno pagate con le firme, delle care vecchiette e non, per l’8 per mille.

meglio meditarci su. ma all’orientale, non all’occidentale. svuota la tazza, farà bene.