aujour d’hui

30 05 2007

iniziata la giornata ascoltando Edith Piaf…

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nuovi pensieri

29 05 2007

prendo spunto da lei ma anche da lui, perchè c’è di certo qualche strana energia in questo triste mondo malato che non fa capitare le cose per caso.

e proprio in questi giorni si pensava, si discuteva in altri ambiti, di come mai se le donne giocano gli uomini invece sono bastardi, del perchè non ci si dica le cose come stanno, si abbia sempre paura di dire la verità. e si sta qui ad incazzarci con i politici e con i giornali che ci raccontano quello che vogliono, loro, traditori degli ideali. e noi, più piccoli, a riempire le nostre vite di balle perchè magari un altro ci resta male. e chi se ne frega? tanto facciamo lo stesso ciò che vogliamo…

l’altra sera, seduto sul gradino della porta di casa come Pippo, in attesa di Topolino e Pluto, osservavo due lucertole rincorrersi tra le rose rampicanti vicino a me. per un secondo, mentre una delle due lucertole è caduta dal muro verso di me, ho provato un po’ di paura per il fatto che potesse venirmi addosso. e mi sono stupito di come cose piccole ed innocue ci possano fare più paura di altre grandi e pericolose. forse solo perchè non le conosciamo. forse.





diario di un pornografo

25 05 2007

dai, parliamone, che è un po’ che l’ho letto ‘sto libro di Danny King e me lo sono bevuto con un bicchiere d’acqua sotto il sole cocente.

il concetto è che nell’immaginario dell’uomo comune chi lavora nel mondo del porno sia un affamato di sesso (probabile), e che abbia anche la possibilità di soddisfare tutte le sue voglie in qualsiasi momento con qualsiasi modella/o che gli capiti a tiro. ovviamente ci si immagina uffici tappezzati di fotografie, provini e quant’altro, che siano frequentati da uomini e donne mozzafiato, disponibili, dopo il lavoro a darsi al primo/a che gli capiti a tiro. e ci sperava pure il protagonista. ma le cose non stanno proprio così. e se ne renderà presto conto.

è molto divertente, anche se il finale è un po’ troppo aperto per i miei gusti: il fatto è che tutta la parte precedente è molto esplicita (non volgare e nemmeno troppo eccitante se è questo che uno cerca), divertente, bizzarra, e cala il lettore nella realtà di una situazione che è più che plausibile, mentre il finale si muove di più verso la fantasia e questo spiazza.

in ogni caso è un libro davvero originale, che dà uno spaccato su un mondo quasi sconosciuto nei suoi ambiti più reali, dove c’è del sano umorismo, a volte un po’ nero, ma comunque schietto e sincero, dove i protagonisti hanno una loro identità perfettamente riscontrabile in persone che incontriamo tutti i giorni. la parte migliore la giocano i non-protagonisti, i lettori delle riviste, che inconsapevolmente danno vita ad uno dei migliori spettacoli che possano esistere.





avvocheti

24 05 2007

cosa sono 100 avvocati in fondo al mare?

un buon inizio.

in particolare si può iniziare da uno pugliese, rompicazzo, che non ascolta, che tenta di fare telefonate mafiose (ciccio, sono cresciuto alla scuola di amici siculi… che ancora mi ricordano con affetto. ‘zo fai telefonate mafiose? minchia.), che essendo avvocato solo per questo merita tante mazzate.

forse ha capito e se non ha capito che si fotta.

tanto c’ho l’arma segreta… Carlo, me lo presti Tarek per un giorno? gli faccio areare un locale e poi ci soggiorno dentro l’avvocheto… 😉





a

22 05 2007

per la prima volta mi sono visto a cancellare un mio post. mi dava fastidio vedere tra le chiavi di ricerca il nome di un certo giornale, sempre quello, che palle.

in questi giorni sto vedendo mazzi di ambrosia fiorire lungo le strade: strano, ho notato che crescono quasi sempre e solo lungo il ciglio della strada. mi piacerebbe fermarmi una mattina a strapparli tutti, visto i casini che provocano, e non sono nemmeno specie autoctone, anzi sono arrivate grazie al progresso sotto la voce “aeroporto hub”.

settimana scorsa ho ascoltato un meteorologo spiegare il perchè anche quando è nuvoloso difficilmente piove: pare siano le polveri nell’aria che non permettono alle molecole dell’acqua di unirsi in maniera sufficientemente consistente da cadere poi a terra, creando una perenne massa umida sopra le nostre teste, che non diventa pioggia. il vento che ha pulito l’aria ha lasciato poi spazio alla pioggia. in molti paesi intanto uffici preposti stanno cercando di creare sistemi per la modifica del clima: attraverso bombardamenti elettromagnetici delle nuvole si generano pioggie; lo stesso meteorologo asseriva che è una pratica pericolosa, perchè molto instabile e poco controllabile.

ecco, una volta tanto una persona in divisa che mi piace.





centro di igiene mentale

16 05 2007

il libro di Simone Cristicchi fa parte di un progetto di studio e ricerca sugli ex-manicomi e sugli attuali centri di igiene mentale, ed è sfociato nella canzone portata a Sanremo, vincitrice del festival.

non è un saggio, bensì una raccolta di storie, esperienze, colloqui avuti con diverse persone che hanno vissuto all’interno dei manicomi come ospiti o come operatori. non vengono espressi giudizi, tutto viene visto con occhi quasi da bambino, curiosi ma rispettosi, che attendono una storia e la ascoltano.

ho trovato meno piacevole la parte delle lettere, messe nel libro perchè rimaste negli archivi e mai spedite dai direttori o dagli infermieri a cui furono affidate; l’ho trovata meno piacevole perchè di quelle vite si osserva solo un piccolo stralcio, minimo, che non basta a chi legge, perchè fa sorgere mille domande e nulla più. l’obiettivo era rendere giustizia a coloro che volevano arrivasse a destinazione, ma non ci riesce, a meno che qualche parente sia riuscito a leggerle qui sul libro, cosa che dubito. è interessante in ogni caso conoscere, anche solo per sommi capi, il perchè di tanti internamenti.

per chi si vuole avvicinare ad approfondire questo tema, sicuramente è una buona base di partenza, che espone ma non giudica, espone con una buon livello di osservazione precedente.





ricerche

15 05 2007

da uno studio risulterebbe che chi ha una soddisfacente vita sessuale spende meno soldi e li spende anche meno impulsivamente.

probabilmente perchè trova sempre i negozi chiusi quando esce…

mi chiedo anche se nell’indagine hanno tenuto conto anche di chi contratta con delle ragazze che stazionano lungo le strade… in quel caso probabilmente la soddisfazione c’è, ma indubbiamente c’è anche la spesa…