a volte

15 03 2007

ho l’impressione di vivere in una famiglia allargata.

ho l’mpressione che la mia anima barbona esca di più.

ho l’impressione che riesco a capire qualcosa in più.

ho l’impressione di voler dire qualcosa, ma non è il momento giusto, o non importa dirlo in quel momento.

ho l’impressione che sto imparando qualcosa di importante, innanzitutto per me.

ho l’impressione di stare bene. o forse lo sto.

bene…





contro natura

14 03 2007

ecco, bravi, tutti lì a dire che Ratzi spara cazzate. giusto, basta contro le leggi che vanno contro natura!

è per questo che ora mi aspetto che questo principio venga esteso chessò… alla proprietà privata in generale, per esempio. s’è mai visto un corvo andare da un notaio… a meno che il suddetto notaio sia morto…





amici bastardi

14 03 2007

prima regola: mai rivelare ai tuoi amici i nomignoli che la ragazza con cui stai uscendo ti dà. potrebbe capitare che, mentre fai gli allenamenti, due che passavano di lì effettivamente per puro caso, si mettano ad urlare “sacchettino di dolcezza!” causando il gelo fra una trentina di ometti che si mettono a guardare dalla loro parte.

io sarò anche bastardo dentro, però chi c’era in auto con me non era da meno, nel darmi corda… e meno male che mi ha assecondato! …peccato solo essere cecato, mi sarebbe piaciuto vedere la sua espressione…





io santo, tu beato (risate)

12 03 2007

me lo aspettavo diverso questo nuovo spettacolo di Renato Sarti e Bebo Storti: dalla descrizione mi sembrava qualcosa di più irriverente e cattivo, invece si è rivelato divertente, ironico, e con una grande base informativa, come di solito succede con Renato Sarti.

la storia è molto semplice: Padre Pio e Pio XII si ritrovano in paradiso e, causa papa Giovanni Paolo II che ha fatto un sacco di santi, momentaneamente hanno sospeso gli ingressi in paradiso, ne rimane uno solo. all’inizio la modestia gioca il suo ruolo, vai tu, no vai tu che te lo meriti di più… poi la gelosia e gli attacchi. un vero e proprio processo, in cui il pubblico è chiamato a fare da giuria. che insomma non sai neanche per chi decidere a dirla tutta, preferiresti qualcun altro.

e qualcun altro arriva e ci pensa Lui. arriva proprio Lui, e con una serie di contraddittori alla fine viene riportato a galla quello che da sempre si cerca di nascondere.

la parte che ho trovato più toccante è la recita di alcuni brani di “Korogocho”, un libro scritto da padre Alex Zanotelli, un libro che ti tocca dentro e che in quel contesto era azzeccato.

è vero, è anche irriverente, ma non lo è nei confronti della religione tout-court, piuttosto nei confronti dei ministri del culto, di chi tira le fila, e dell’uso sbagliato che si fa di questo potere. non c’è molto di nuovo in quello che i due raccontano, ma l’utilizzo di un’icona come padre Pio per uno spettacolo di questo tipo è qualcosa di dirompente.

al Teatro della Cooperativa – Milano, fino al 31 marzo.





certa gente

9 03 2007

io certa gente preferisco dimenticarmela. altra gente preferisco tenermela lontana. altra ancora preferisco che non mi chieda nulla.

quella gente che invece mi informa sui tariffari dei sicari napoletani… ecco, questa gente, non so perchè ma… già apprezzo la sua amicizia… e sapendo che ha queste informazioni, eh, non so perchè, me la apprezzo ancora di più…





belle toujours (bella sempre)

9 03 2007

belletoujours.jpgsenza parole. veramente senza. neanche per dire che fa schifo. perchè delle cose belle le ha. ci sono delle inquadrature molto interessanti, gli attori recitano in modo quasi teatrale, la storia è il reprise di “Bella di giorno” (che non ho visto) di Luis Bunuel, che Manuel de Oliveira ha voluto omaggiare con questa sorta di seguito, quarant’anni dopo. quel film finì con una domanda aperta, e uno si aspetta che se si fa un reprise alla fine venga fuori un finale, in qualsiasi modo, anche che solo ribadisca un “no, non ti dico niente”. e invece no. non c’è finale. il finale prelude una continuazione, forse una speranza di De Oliveira che qualcuno omaggi lui e Bunuel fra altri quarant’anni.

non è nemmeno noioso, sì un po’ lento con lunghe inquadrature immobili come una grande attesa, ma non lo si può definire noioso. se vogliamo ha tanti elementi positivi, ci possiamo trovare pure una certa poetica. ma la mancanza di finale suona di presa in giro. mi sono sentito come quando lessi “Yucatan” di Andrea de Carlo: pippe mentali, giri a non finire, e niente finale, in quel modo la storia avrebbe potuto continuare all’infinito, terribile; se si vuole una cosa del genere abbiamo già la nostra vita, che è pure meglio, almeno qualche traguardo ce lo pone.

e, infatti, anche l’Invernizzi era in difficoltà… a sala stranamente piena e con pochi che se ne sono andati alla fine, in attesa del commento, quando ha detto che ok, è un film particolare ma è un capolavoro assoluto (ti prego, non usare certe parole… l’assoluto non è di questo film, perchè l’assoluto piace appunti in assoluto, a tutti), in non pochi se ne sono usciti dalla sala mormorando un “vaffanculo”… io stoico, anche perchè è un film breve, di 80 minuti circa, sono stato ad ascoltare, cercando dei motivi che mi spiegassero il film, che me lo facessero apprezzare, e poter dire “vai a vederlo, tenendo presente questo, allora lo apprezzerai di più…”, ma non mi ha convinto… e ha pure detto che eravamo fortunati ad avere questo film nel ciclo di cineforum… è un grande, senza dubbio, ed è per questo che spero per lui che il sonno abbia prevalso e che nessuno lo abbia aspettato fuori dal cinema per mazzularlo…





auguri Donne

8 03 2007

mimosa.jpgperchè in fondo è una bella festa, anche se a molte non interessa, e anche se molte la riducono ad una serata dove vedere 2 chiappe maschili con in mezzo un filo interdentale.

stasera alcune mie Amiche festeggiaranno con le loro Amiche, una serata tra Donne, basta non andare per locali,  che non l’hanno mai fatto, basta che si sia tra Donne.

il cinema sarà forse semivuoto, ma il film dicono che parli di Donne.

oggi gli uomini usano una cortesia in più… fossi Donna me la godrei e basta… che tanto lo sapete che noi siamo un po’ così…

siccome le Donne che mi leggono sono sparse un po’ ovunque, l’osteria-locanda i suoi Auguri ve li manda da questa pagina.