una passeggiata nei boschi

19 03 2007

l’autore è un certo Bill Bryson, il libro me lo ha regalato il mio compagno di Cammino dell’anno scorso. parla dell’Appalachian Trail, una pista lunga 3.000 e rotti chilometri, lungo diversi stati americani, che alcuni si mettono a percorrere, in parte o completamente, a tappe o tutta d’un fiato, come il Cammino di Santiago. qui però c’è solo natura, boschi, foreste, monti, animali, non c’è alcuna traccia religiosa, nessun motivo di camminare che non sia quello di stare immersi nella natura, spesso senza alcun supporto, quindi camminare zaino in spalla, con la tenda, l’acqua da filtrare dai torrenti e cibo da portarsi dietro.

è molto più pesante del Cammino, è una vera escursione, che l’autore ha fatto a tappe con un amico: non parla quasi mai di ciò che prova nello stare immerso nella natura. scherza molto, con uno humor molto inglese (essendo originario dell’Inghilterra), e non risparmia veri e propri attacchi alle istituzioni che sovraintendono alla gestione dei parchi e della pista. è un viaggio, oltre che fra i monti, anche nella storia, con un’escursione fra i cambiamenti geologici e più recenti che hanno interessato questi ambienti.

è un libro interessante, ma forse più per chi cerca i motivi per comprendere i cambiamenti climatici e ambientali, più che per approfondire l’arte del camminare…

Annunci

Azioni

Information

4 responses

19 03 2007
Annarella

Bryson e’ un mito 😀
Un grandissimo, spettacolare, adorabile descrittore del mondo che lo circonda siano essi gli USA o gli UK ed uno dei migliori travel writer in circolazione.
Dopo avere letto “Notes from a small island” m’innamorai istantaneamente di lui e procedetti, nell’ordine, a prendere “In a Sunburned Country” (Australia), “The Lost Continent” e “Neither here nor there” (Europa).
A differenza di Chatwin, pur sfiorando spesso posti simili, mantienere un distacco ed un’ironia che, all’introspezione e al mito chatwiniano, mancano del tutto.
Per fare un esempio a proposito di Australia, “Le vie dei canti” ne descrive l’anima mentre “In a Sunburned Country” ne descrive il modo di vivere ed i paradossi.

19 03 2007
l'oste walter

a me questo libro è piaciuto fino ad un certo punto… me lo aspettavo diverso, per questo non l’ho apprezzato fino in fondo, anche se riconosco che narra molto bene! è vero anche quello che dici su Chatwin, a volte ha un taglio troppo… “giornalistico”?

19 03 2007
Annarella

Mumble, direi che sono diversi. Bryson e’ un umorista che scrive cronache di viaggi, Chatwin uno scrittore che narra di viaggi.
Faccio un esempio: Weston upon Mare e’ decisamente piu’ simile ad una cronaca di Bryson che di Chatwin ma, vista con gli occhi di Chatwin, avresti visto l’anima del posto come la intendeva. Attraverso Bryson vedi gli aspetti grotteschi ma anche piu’ realistici.

20 03 2007
l'oste Walter

sì, sono assolutamente diversi. Bryson mi ha fatto tornare in mente “Italiani in America” di Severgnini in quanto ad ironia… però Bryson è meno pacione, più cattivo 😉

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: