nuotare in un mare di me(lm)(rd)a per arrivare su una spiaggia lurida

6 02 2007

belli i servizi di questi giorni sui cambiamenti climatici. belli come quelli dell’aviaria dello scorso anno.

non serve essere scienziati per capire che qualcosa non va: se l’anno scorso ha nevicato un bel po’ e quest’anno nisba, anzi c’erano temperature altissime, beh, qualcosa di storto c’è. ok, può essere un anno particolare e possiamo aspettare il prossimo, del resto le medie sono fatte di uno che mangia due polli e uno che non ne mangia, per cui ci sta che questo possa essere un dato eccezionale.

però, però… alcuni dati come l’aumento di malattie respiratorie, livelli di polveri alti (ma com’erano negli anni in cui non esistavano rilevamenti?), andamenti stagionali anomali, qualche dubbio lo dovrebbero porre. io i dubbi li avrei a prescindere: sfortunatamente ho una formazione economica, che è una bella scienza sociale, altro che, ti permette di leggere sotto una chiave molto razionale alcuni fenomeni, e quindi, usando due, ma proprio due dati, uno con l’economia si fa quattro conti e il risultato è che forse qualcosa da cambiare c’è, se non altro porterebbe indiscutibili vantaggi economici. se poi all’economia ci aggiungi un pizzico di saggezza popolare, il gioco è fatto, non serve pagare fior fior di scienziati.

se si osservano alcuni momenti della propria vita, ma si osservano eh, bene, li si guarda, li si mette in discussione, si valuta se un cambiamento di uno stile o di alcuni aspetti è qualcosa di traumatico, oppure invece è qualcosa di sopportabile. alcuni consigli li danno anche simpatici presentatori televisivi, ma signori, prendiamoceli noi, che sono più semplici e consapevoli.

ti lavi i denti. cosa continui a far scorrere l’acqua mentre ti strusci via il tartaro? chiudi, apri dopo quando serve… lo stesso vale anche per piatti e doccia.

esci di casa, oppure dalla stanza. cosa lasci accese le luci? ah le lasci accese per via dei ladri che magari non entrano: guarda che se vogliono entrare, entrano uguale. un mio vicino è stato a casa in cassa integrazione per tre mesi, torna al lavoro e gli svaligiano casa. come la mettiamo? spegni ‘sta luce se non la usi.

sei in casa, è dicembre. ti sembra normale girare a dicembre per casa con addosso solo una t-shirt? no, vero? è più comodo? è anche più comodo, e più salutare, avere in casa tra i 19 e i 21 gradi, quando ci sei, quando non ci sei ne bastano 16, che non siamo in Siberia. usa un bel termostatino programmabile in base alle ore di permanenza in casa e il tuo portafoglio ne beneficierà… se poi ti metti anche due maglioni, di sicuro nessuno ti prende per idiota, anzi…

sei in auto, in colonna, vai avanti lento. o, in genere, c’è traffico, non puoi sfrecciare. mettiti il cuore in pace, esci qualche minuto prima (tanto in colonna ci stai lo stesso) e vai easy, senza sgasare in preda a crisi di astinenza che sembri un pilota di F1 che non può guidare. risparmi: carburante, gomme, pastiglie dei freni e salute. se poi la distanza che devi percorrere è sotto i 10 km valuta la bici: rischi seriamente di risparmiare un mucchio di tempo e certamente anche se sei in giacca e cravatta non arrivi sudato. usa i mezzi: a Milano, dove nonostante tutto funzionano abbastanza bene durante il giorno, è praticamente da stupidi girare in auto in orari che non siano serali.

quando esci dall’ufficio spegni la luce, ok, non paghi di tasca tua, ma l’ambiente lo paga.

giorni fa mi trovai a parlare di questi argomenti con due colleghe, tutti d’accordo che queste cose servano, anche se proprio in ufficio noto dei comportamenti, bah, strani. come quello di azionare lo sciacquone mentre uno piscia… ma a cosa serve? quando hai finito lo azioni, no?

poi vai su di gerarchia. e potrebbe servire qualche disposizione che preveda che di cambiare le vecchie caldaie a gasolio. che preveda riscaldamento centralizzato nei palazzi, ma con contatori per ogni singolo appartamento, che ognuno paga per quanto consuma e per il livello di calore che desidera. che preveda che sulle auto, oltre a ridurre i consumi aumentando le prestazioni km/l, sia impiantata una batteria che si azioni nei tratti cittadini o in situazioni di colonna, e che stacchi l’afflusso di carburante nelle soste ai semafori. che si mettano in commercio i rilevatori di presenza con cui attivare/disattivare le luci nei locali, o magari anche per i lampioni delle strade: il mio paese è illuminato ogni notte con nessuno in giro per le strade, a che serve?

però queste 4 cagate di idee forse dovrei sentirle da qualcuno che magari si definisce “Verdi” e a cui ho dato anche il voto qualche volta in passato, non da uno che ogni tanto ha voglia di scrivere e occupa un po’ di spazio nella blogsfera…

dove volevo finire? ah sì: qualche sforzo, piccolo, può iniziare a creare una cultura diversa. e se mi invitate a casa vostra ricordate di non lamentatevi se vi ripeto 600 volte di chiudere l’acqua o abbassare il flusso.

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7 responses

6 02 2007
angelina

Un po’ d’attenzione, già c’era. Ora un po’ di più; non costa nulla e si guadagna in coscienza e salute. 😉
Ma come la mettiamo con Ricotta? Lei proprio non ce la fa… ;-(

6 02 2007
stella

Se posso permettermi, aggiungo a quest’elenco:
– sostituiamo le lampadine normali con quelle a basso consumo;
– non lasciamo accesi i led di tivvi’ dvudì e lettori cissì se non li usiamo;
– In molte città grandi (come milano e roma) esiste il car sharing…
– In ufficio soprattutto, ricicliamo la carta per la stampa e le fotocopie usando anche il lato bianco.

Sono sciocchezze, vabbè, ma qualcosa fanno. Buona serata .

7 02 2007
mad riot

Il tempo sta cambiando? Le temperature si alzano? Nooo…la settimana scorsa due amici miei hanno fatto il bagno ad Ostia, i tradizionali primi tuffi di inizio febbraio…:-)

Purtroppo le misure anti-inquinamento citate possono non bastare.

7 02 2007
fenicio

carissimo quello che tu hai elencato lo faccio ogni giorno e non mi sento un marziano.
L’unica controindicazione sono le mie amiche freddolose che scambiano per taccagneria la mia ritrosia ad accendere il riscaldamento a manetta per ore.
In questi giorni sto impazzendo con la raccolta differenziata (ebbene sì da noi è arrivata solo ora) ma io l’umido con grande scorno dei miei vicini lo riciclavo in giardino già da anni,si, è vero, quella volta del mezzo prosciutto seppellito ad agosto in giardino ho esagerato ma ci vuole poco per risparmiare.

7 02 2007
Annarella

Una cosa che mi colpisce molto degli ambienti che vedo in questo periodo (residence, ufficio, negozi) e’ il riscaldamento tirato a palla. Caldo, caldissimo.
Talmente caldo che in residence ho le finestre perennemente aperte e mi chiedo a cosa serva avere 27 gradi in casa. Si puo’ vivere benissimo con un maglione addosso o stare in ufficio senza dover necessariamente avere addosso i pantaloni giro passera e la panza de fora. Farlo senza soffrire in salute richiede un riscaldamente altissimo e tanto spreco.
Uno spreco che pesa su tutti.

7 02 2007
l'oste Walter

@ angelina: vabbè la Ricotta è scusata…

@ stella: pemettiti pure! in effetti alcune cose mi sono venute in mente poi… i led consumano inutilmente più di quanto si creda, non è una stupidaggine

@ mad riot: si sa che a Roma e dintorni godete di un microclima speciale… avete il Papa… 😉 sì, possono non bastare, ma sono cose minime, se non siamo in grado di cambiare nemmeno un po’ le nostre abitudini (frutto spesso di distrazioni) allora siamo messi davvero male… 😦

@ fenicio: marziano nemmeno io… spero di passare per scozzese! quella del mezzo prosciutto ce la devi spiegare meglio però… si attende post in merito… ps OT: non uso messenger

@ annarella: il troppo caldo (inteso quello artificiale dei riscaldamenti) non fa bene: asciuga i polmoni, in quanto l’aria è innaturalmente secca e poi siamo in giro tutti con una bella tosse… tra l’altro caldo eccessivo favorisce il proliferare di batteri e germi vari, per cui…

14 02 2007
Ecoikos

Ottimo post, bravo Walter 🙂

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