invito

27 02 2007

in fondo in fondo, sotto sotto, subliminalmente ma neanche troppo… a me pare un puro invito ad andare a cagare… se c’avete di ‘sti problemi…

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incipit

27 02 2007

raccolgo l’invito di Annarella, anche se lo storpierò un pochino, perchè alla fine non ho spolverato la biblioteca, e quindi non posso riportare l’incipit di alcuni libri (ma quanti dovevano essere, Annarè?) che non saranno culturalmente di spessore, però me li sono divorati… infatti gli angoli sono rosicchiati 🙂

“Il lercio” di Irvine Welsh: credo sia il libro in cui abbia raggiunto uno dei punti più bassi dell’umanità, veramente odioso e schifoso, dall’inizio alla fine, ma senza voler stupire (come invece ho trovato in Palaniuk), semplicemente raccontando una certa quotidianità.

“A spasso con Anselm” di Giuseppe Culicchia: ok, ok, definiamolo pure un libro per bambini, se solo Culicchia fosse stato un aviatore…

“I cari estinti” di H.P. Lovecraft: è il suo racconto che preferisco, ho preso questo come esempio poi, a mio parere, gli scritti di Lovecraft sono come un barattolo di Nutella…

“Le ceneri di Angela” di frank Mc Court: ecco, l’incipit di questo libro ti fa capire tutto il resto. e ogni volta che giri una pagina ti continui a ripetere “ma quano finisce questa sfiga?”

“Un giorno della mia vita” di Bobby Sands: da pelle d’oca. evitare di leggerlo mentre si è da soli in una camera dell’ostello di Tarbes.

“Il fine ultimo della creazione” di Tim Willocks: ecco, un libro che abbiamo letto in quattro, ma che ti entra dentro dalla prima all’ultima parola.

“Amore, prozac e altre curiosità” di Lucia Etxebarria: il primo suo libro che lessi… dico solo questo.

non ci sono classici o titoli stranoti, ho scelto l’opzione di Annarella che parlava di libri con un buon incipit e che poi seguivano altrettanto bene. muoversi! in libreria 😉





trinchetto

26 02 2007

è ufficiale, che l’albero di trinchetto sia stato ultimato; tutte le manovre funzionano che è una meraviglia e abbiamo ammainato le vele, le lasceremo così perchè altrimenti tolgono tutta la bellezza del lavoro certosino fatto sul ponte. annodate le cime (corde da 0,25/0,50 mm.) ai golfari.

ora si studia l’albero di maestra (che non c’entra niente con la prof nuda).





intelligere

26 02 2007

perchè gli intellettuali di sinistra hanno la “erre” moscia? non ce l’hanno moscia, alcuni l’hanno arrotata, alla francese.

gli intellettuali scarseggiano, non contano più, vengono ascoltati poco. non hanno più il ruolo che ebbero in passato, nel’ottocento/inizi del novecento. a parte che a quell’epoca, intellettuale era colui che aveva studiato, data un’analfabetismo dilagante e serie ristrettezze economiche che rendevano la scuola un vero lusso.

oggi non ci sono più gli intellettuali di una volta, i pochi in circolazione protetti dal WWF passano le loro giornate a giocare al pc, oppure a scrivere un libro o due canzoni per godersela un po’ e lavorare il meno possibile.

un momento… siccome ci fregano con le parole, mi riprendo per un attimo la parola “intellettuale”, che significa attinente all’intelletto, che è la capacità che ogni essere umano ha di intendere e di farsi delle idee, deriva dal latino “intellectu” e dal verbo “intelligere”: intelligere, se non ricordo male (ma non ho mai studiato latino) significa “leggere fra”.

ora, a leggere siamo capaci tutti. leggere fra le righe basta impegnarsi un pochino e ce la facciamo. tra i blog non serve neanche fare questo sforzo, perchè c’è già chi ti ha rielaborato qualcosa, che ti dà uno spunto per farti un’idea, fornendoti punti di vista alternativi.

poi ieri mi sono meravigliato di una cosa: ricevo una mail da un tizio di una casa editrice che ha letto la recensione di un libro su questo blog e ora mi vorrebbe mandare una copia del nuovo libro da leggere e da recensire. lo chiamerò, perchè non penso che da qui ne potrà trarre un incremento nelle vendite, però se gli fa piacere io un libro a-gratis lo leggo sempre.

poi da Ecoikos leggo una cosa che mi fa stare proprio bene. poi da Stella un’altra (a proposito, il link si apre ma non sull’articolo: devi mettere l’indirizzo completo dell’articolo). poi mi ricordo che un po’ d’esperienza ce l’ho, diretta e indiretta. quindi, a me, degli intellettuali… eh, diciamolo!

…Tiranni ed oppressori
Il duce, il papa il re
Non più vogliam signori ed ognuno farà da sè…





credo di non vivere nel 2007…

23 02 2007

uno delle solite catene che girano e che dice…

TI RENDI CONTO DI VIVERE NEL 2007 QUANDO…
1. Per sbaglio inserisci la password nel microonde. (non ho il microonde…)
2. Sono anni che non giochi a solitario con carte vere. (quando torno a casa vedo mia mamma fare sempre un solitario… li fa dall’asso al re e anche al contrario dal re all’asso…)
3. Hai una lista di 15 numeri di telefono per contattare i tuoi 5 familiari. (bah, qua i conti sono diversi…)
4. Mandi e-mail alla persona che lavora al tavolo accanto al tuo. (certo testicolo! …per non farci sentire dagli altri e non sprecare carta…)
5. Il motivo per cui non ti tieni in contatto con i tuoi amici e familiari è che non hanno indirizzi e-mail. (ma per chi mi hai preso??? è poi si fa prima a fare una telefonata che a scrivere una mail…)
6. Rimani in macchina e col cellulare chiami a casa per vedere se c’è qualcuno che ti aiuta a portare dentro la spesa… (ma che razza di gente c’è in giro???)
7. Ogni spot in tv ha un sito web scritto in un angolo dello schermo. (non guardo quasi mai la rv, ci vedo poco, figurati se vedo le scritte in piccolo…)
8. Uscire di casa senza cellulare, cosa che hai tranquillamente fatto per i primi 20, 30 (o 60) anni della tua vita,ora ti crea il panico e ti fa tornare indietro per prenderlo. (normalmente, se capita… me ne frego!)
10. Ti alzi al mattino e ti metti al computer ancora prima di prendere il caffè. (non bevo il caffè… e ancor meno accendo il pc appena sveglio, di solito ho altro a cui pensare… tipo fare pipì…)
11. Cominci ad arrovellarti il cervello alla ricerca di modi per sorridere. (non è che ci voglia molto…)
12. Mentre leggi tutto questo ridi e fai Sì con la testa. (manco pu’ u cazz…)
13. Sei troppo occupato per accorgerti che su questa lista manca il punto 9. (… oppure non me ne frega niente dei numeri che ci stanno all’inizio)
14. E ora . sei tornato indietro per vedere se davvero manca il punto 9… (no, sono troppo occupato… toh!!! 😀 ).
.. E ORA STAI RIDENDO DA SOLO…. (no …ma lo farei cercando di calcolare quale sia la bassezza mentale deve avere chi ha fatto ‘sto coso! 😉 )

quindi tornando alla seconda riga… se ne deduce il titolo…





l’amico di famiglia

23 02 2007

lamicodifamiglia.jpgGeremia de’ Geremei, il protagonista di questo film è una persona brutta, è un sarto, ma sottobanco fa l’usuraio, tutti passano da lui, perchè tutti pensano sia buono, e lui presta, altrimenti andrebbero da un fantomatico Pirata, che nel film non si vede mai.

i suoi modi sono odiosi, chiama indistintamente tutti “sorella cara” o “fratello caro”, e per ognuno di loro promette il suo ultimo pensiero prima di morire. è avaro, morbosamente attaccato alle donne, puzza (così dicono), va in giro vestito male, e gli affari sono affari, anche di fronte alla malattia.

effettivamente come personaggio indispone: tutto di lui dà fastidio, ma siccome è tutto collegato all’archetipo dell’usuraio e dell’avaro, tutto è giustificato e sopportabile. inutile negare che le persone con cui si relaziona lo disprezzano, ma solo quando recita la sua parte, quando invece hanno dei brevi dialoghi, allora diventa una persona come le altre. come loro. come noi.

Geremia raccoglie su di sè tutte le brutture del genere umano, tutti i difetti, ed è proprio questo a renderlo così umano e così vicino ad ogni spettatore; e il fatto che si trovi con tutti contro lo fa apparire quasi simpatico. in fondo lui non fa altro che rispondere ad una domanda con un’offerta, la sua offerta. prendere o lasciare. lasciare… prendere… da lì non ci si sposta, neanche quando gli viene offerto quello che lui chiama “Paradiso”.





Burlà giò (ovverosia: caduto)

22 02 2007

eccolo… buccia di banana, classica… sflupp, sbonk…

eh eh eh, doveva succedere, ha fatto pure troppo. e dire che era partito bene. quando ha ripreso i ministri e gli ha detto: basta parlare, fate i fatti e stop, e tutti muti (sembra) a lavorare. eh, mi è piaciuto quella volta, proprio tanto, che mi sono detto: “cazz… altro che mortadella, va mica che questo ci sta diventando una bella filzetta stagionata!”

ma forse dietro le spalle l’hanno preso per i fondelli, chissà…

sta di fatto che io aspetto ancora che qualcuno mi spieghi perchè lo dovrei votare, quando prepara un bel programmone, immenso, e poi in realtà pensa prima di tutto a fare un partito unico. bello, il partito unico. unico e con dentro trenta correnti. no, perchè è diverso avere una cosa sola con trenta correnti, piuttosto che trenta cose diverse. non è che trenta teste di cazzo se le riunisci sotto un’unico tetto smettono di essere teste di cazzo. non saranno più trenta… ne formeranno semplicemente una mooolto più grande.

che poi basta un piccolo titillamento. e tutto sbruffa. ma non è proprio un orgasmo…

dai, facciamo una cosa: prendiamo e diamo l’Italia in mano al nano finchè non schiatta, così per qualche anno ci togliamo dalle scatole il pensiero di andare a votare, di spendere soldi per le elezioni, e di sprecare carta per programmi (?!?)… poi al massimo possiamo sempre trovarci a far cuocere salamelle, ballare il liscio e parlare dell’attualità del pensiero di Gramsci…

una cosa soltanto: GRAMSCI E’ MORTO, DIAMINE!!! NON VE NE SIETE ANCORA ACCORTI???

la sinistra oggi: buona solo per le feste di partito e vedere qualche (qualche eh…) concerto a basso costo…