prugna

15 01 2007

l’ultimo album dei Gamba de Legn, l’ho ascoltato ieri sera, una sera di quelle che non hai voglia di far niente, dopo un pomeriggio a camminare lungo il Naviglio, che un tuo amico ti chiama e ti dice che oltre al disfacimento di quasi quattro anni fa, ora si è pure rotto la faccia, e giù a ridere, che lui è fatto così… e alla sera metti su “Prugna”, dopo aver ascoltato in passato “Volume I” e “Ganassa”. un regalo, perchè la prima canzone si intitola “Hosteria” il cui testo farebbe da ottima colonna sonora a questo blog, o almeno mi piacerebbe molto.

ma non è per parlare dell’album che ho fatto questa intro, che tanto sono un gruppo cult della zona, solo per chi ama il dialetto, un buon bicchiere di vino, cantare, ridere, scherzare, ma soprattutto prendere in giro e prendersi poco sul serio, anche se come musicisti sono davvero seri. no, tutto questo è per parlare del Cerri, il Cerri Barbell, anima del gruppo, addetto alle percussioni lombarde, che tradotto è principalmente il suo cribi, un cribbio (per la sabbia, da magutt) modificato con dentro dei bulloni e che suonava con uno stile ingobbito unico e inimitabile. il Cerri era un allegro 65enne che si divertiva con questi ragazzi, cantava con al sua voce roca, rideva con la sua bocca sdentata, e faceva ridere prendendo e facendosi prendere in giro. tutti volevano bene al Cerri, Barbell (mento) per via del suo mento aguzzo. dal 23 dicembre il Cerri non c’è più, e chi ne parla non sta a chiedersi com’è andata e come non è andata, ma tutti si chiedono come stanno i Gamba, senza la sua anima antica, come andranno avanti. per fare un parallelo, il Cerri può essere tranquillamente paragonato a Feiez di EELST, una persona importante, che si vede poco, che fa tanto, che alcuni non notano perchè ha una parte “minore”, ma che quando manca te ne accorgi, perchè la sua presenza scenica è unica.

il Cerri non c’è più, ma resta la sua voce, di tanto in tanto, sui dischi dei Gamba de Legn, come su “Star’s and bars”, un’altra canzone a lui dedicata, dove ad un certo punto il Gioepa lascia la voce al Cerri, che in assolo ti fa pisciare sotto alla terza parola che canta. perchè il Cerri era così, uno zio, un nonno, il vicino di casa, l’avventore del bar, ma anche una grande rockstar, che quando lo prendevano troppo in giro li mollava lì sul palco e ca vadan a da via al cu tucc!

CERRI BARBELL

L’è ‘l terur di Curbetes, una sua sgiafa na var des (barbel)
cunt la sua casoeura in man al dì al ribuca trenta pian (barbel)
al ga la set tan’ me un camel, da vin bianc na bea un sidel
tra i avventur l’e’ ‘l puse’ bel, a l’e’ par quel
ca l’an ciama’ Cerri barbel (quatar voeult).
La sua dona l’e’ dana’, sempr’in gir l’e’ mai a ca’ (barbel)
i so tusan ga fan al cu’ disan: “Uei pa’ ta dea be’ pu'” (barbel)
al so brasc l’e’ un arganel, gran forsa e gran cervell
tra i magutt l’e’ al puse’ bel, a l’e’ par quell
ca l’an dama’ Cerri Barbell (quatar voeult).
L’è’ al terur di manuai, da fiada’ temp al g’he mai (barbel)
cunt i arnes al fa i strument. L’e’ un’ urilocc a tigni al temp (barbel)
quatr’ e quatr’ ott cunt un sidel al ta riboca mes Sciarell
trai i magutt l’e’ ‘l puse’  bel, a l’e’ par quell
ca l’an ciama’ Cerri barbell………

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3 responses

15 01 2007
Düsseldorfer

I gruppi dialettali sono veramente forti! 🙂
Onore al Cerri!

Buon giorno Oste!

15 01 2007
angelina

Mitici davvero. La Zumpa li vorrebbe ascoltare dal vivo, ma non sarà più la stessa cosa 😦

26 09 2010
mefistocle

slaytanic docet a quanto pare…:)

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