El Qoelet

12 12 2006

il Qoelet, Libro dell’Ecclesiaste, è un libro della Bibbia, il più controverso, perchè dice di godere della vita, ma anche di vivere con giudizio, che qua al mondo non possiamo capire nulla, non possiamo rispondere a tutti i “perchè?” che ci poniamo. e allora? allora meglio non porseli e godere, mangiare, bere e stare in amicizia. sembra un libro fatto per questo posto. ma non quello che possiamo leggere tutti, in italiano, da ieri sera so che se trovassi una Bibbia in dialetto milanese la leggerei sul serio tutta.

c’è un personaggio strano in Lomellina che scrive in dialetto. già tempo fa parlai di un suo libro. lui si chiama Luis Balocch, al secolo Luigi Balocchi, ed ha avuto questa strana idea di tradurre il Qoelet in dialetto, nel dialetto di Abbiategrasso, una bella cittadina delle mie parti. ieri sera l’ha letto, o meglio recitato: ma quando si parla di dialetto la differenza tra narrazione e recita svanisce, perchè il dialetto è qualcosa di diverso dall’italiano, è di per sè recitazione, pathos, insegnamento. e ne è nata una serata strana, ricca. si è parlato di dialetto, e di come faccia riflettere che in tv i dialetti del sud li si possa ascoltare e quelli del nord no. l’italiano, in fondo, è una lingua bastarda, fatta apposta per farci vergognare, talvolta, come a scuola, che anche se tutti provengono da una famiglia dialettale, eh, il dialetto non lo puoi usare.

la lettura va, veloce, rapida, le parole così tradotte hanno un peso diverso, hanno la forza dei rimproveri dei nonni, hanno un sapore diverso e un significato diverso. certo nel Qoelet originario non si parla del Ticino, il nostro fiume malato, ma qui c’entra benissimo, e di certo gli antichi ebrei non davano del pirla ai loro giovani, ma questa è la parola che serve, precisa, bam! …diretta. a proposito: pirla è un’offesa che si fa a uno che perde tempo, pirlare è un verbo dialettale che significa “andare in giro a zonzo, senza una meta”, invece in italiano tutti la usano come sinonimo di “scemo” o qualcosa del genere. decontestualizzato.

e poi, fuori, sotto i portici, a parlare di camminate. camminate nel Parco del Ticino, lungo i Navigli, fino a Santiago de Compostela. scoprire che chi ha scritto quest’altro libro di km è arrivato a farne 72 in un solo giorno, a piedi.

è tornata fuori la memoria, chi parlava e chi ascoltava.

a proposito di memoria e di dialetto e di Milano: oggi è il 12 dicembre. 37 anni fa, tanto per ricordare, ci sarà un palchetto davanti alla banca, parleranno. il sindaco probabilmente sarà invece a New York.

damm a trà: un sindicc de Milan ca’l sa rigorda no dal dudas da dicembar, a l’è un por sindicc…

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9 responses

12 12 2006
Angelina

Sono fedele alla convinzione che non importa “quanto” si cammini, ma “come”. In tanti percorsi cammini con la testa, oltre che con le gambe. E continuo a pensare che non mi importa tanto della meta, una volta arrivata, perchè quello che di nuovo ho imparato, l’ho imparato camminando per strade sconosciute. Ed è anche quello che continua a farmi riflettere. Ed è anche quello che mi fa fremere, in attesa di una nuova partenza. Dove la meta non sarà importante quanto il percorso che nuovamente farò.
Luiss cammina con la testa, con il sogno di vedere realizzato un suo progetto, cioè inserire il dialetto nelle scuole elementari.
Fabio, Tino e tutti quelli che camminano anche con le gambe mi hanno fatto ancora nostalgicamente sognare.
Tutti sognano di poter conservare qualcosa, nella memoria, negli occhi, nel cuore.
I sogni, qualche volta, si avverano.

12 12 2006
blitz

“… noi riteniamo il piacere principio e fine della vita felice, perché lo abbiamo riconosciuto bene primo e a noi congenito. ad esso ci ispiriamo per ogni atto di scelta o di rifiuto e scegliamo ogni bene in base al sentimento del piacere e del dolore” parola di epicuro…

non parlo alcun dialetto… l’italiano è lingua artificiale, in un certo senso alienante per alcuni, l’immediatezza del dialetto la riconobbe quel grande che fu pasolini… spontane naturalità…

un saluto
b.

12 12 2006
slaymer

…adoro “pirlare” :OD !!!
ne sono un Prof. … o forse lo ero!!! Ahimè lo ero …

:O(

12 12 2006
l'oste Walter

@ angelina: non è che ti va di partecipare alla gestione del blog? 😉

@ blitz: io senza dialetto mi sentirei incompleto… ma se non ne avessi uno non saprei…

@ slaymer: caro Prof. lei sta pirlando un po’, quando aggiorna il suo blog??? 😉

12 12 2006
coneja

Uhm, sul dialetto me la cavo male: pur essendo piemontese di pura razza come le rinomate mucche bianche, lo capisco, ma non lo parlo e l’unico dialetto di cui ho una pronuncia perfetta, con tanto di esame, fattomi da amica con padre nato a Campo dei Fiori, è il romanesco…

Io sono pirla e pirleggio, ho vinto qualche cosa?

12 12 2006
slaymer

ah ah ah … pirlando di quà, pirlando di là … ho anche trovato il tempo per pirlare il mio blog!! ! ihk ihk .. che bel verbo …. “pirlare” non trovi sia moooolto COOL??? ah ah ah ah ah :O)

BuenaVida
***Arriva il Natale … e io mi sposto!!!***

12 12 2006
milena

vorrei leggerti…stasera sono stanca, ho sonno, grazie x avermi consigliato una lettura: seguirò il tuo consiglio, ora passo solo x augurarti buonanotte…mi piace leggerti (se non dormo :))

13 12 2006
l'oste Walter

@ coneja: non dire così… come le mucche… che poi altrimenti ci viene fame… 😀

@ slaymer: prendi per il cool??? 😉

@ milena: ninna nanna ninna ninna ooooohhhh… dormi dormi… 😉

13 12 2006
slaymer

ahhhhaahahahaahahah!!! :O)

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