reduce/2

23 11 2006

terminato. ora in lista d’attesa un altro preso ieri e uno iniziato da qualche giorno che mi ha provocato dei conati di vomito (veri) nelle prime pagine, ma ora sta proseguendo su una linea più digeribile.

“reduce”. “reduce” è il libro di Ferretti di cui parlavo qualche giorno fa, sua autobiografia anomala, raccontata come lui sa raccontare. lo stile è il suo, ricco nei vocaboli, nella forza delle parole, ma molto asciutto, non si perde in tanti giri di parole, punteggiatura fitta, periodi molto brevi, che rivelano lo stile compositivo di cui ha parlato nella presentazione: una pagina, scritta oggi, viene rivista alla sera prima di andare a dormire, poi ripresa la mattina dopo, levigata, cesellata: come per le sue canzoni, da un racconto, da periodi lunghi viene tirata fuori l’essenza, le giuste parole che danno forza e significato all’idea. questa cura la si nota.

non è un libro normale, ma neanche sui generis, almeno per chi è abituato alla sua poetica nel canto. è un libro che cerca di raccontare il cambiamento: i CCCP solo accennati, citati invece diversi pezzi dei CSI di cui si intuisce ora meglio il messaggio. e poi tanta religione, lo studio, i viaggi, le esperienze, le emozioni. lo si legge in fretta, ma per capirlo credo abbisogni di molto tempo, per capirlo tutto, troppo tempo, anche qualche viaggio e qualche lettura in più.

un libro sincero, che racconta, che non vuole catechizzare e chi la prende in questo modo, sono certo sbaglia. un libro che per capirlo forse necessita prima dell’ascolto degli album che hanno portato ad esso, come un cammino: è per questo che non se ne può consigliare la lettura tout-court.

delle pagine che più mi sono piaciute quelle in cui parla del rapporto con la madre, in particolare quel dialogo che è unico in tutto il libro. interessanti anche i commenti sulla genetica che espongono il suo credo e che dovrebbero aiutare a capire che quella lettera scritta al Foglio era un dialogo e non un tentativo di catechizzazione. che tra l’altro non riuscì e fece solo gridare allo scandalo molte persone. non a me, che ci sorrisi sopra, che se non hai ancora capito che lui fa quello che ha voglia e che dei giudizi altrui poco gli importa, allora non hai ancora capito niente.

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8 responses

23 11 2006
Düsseldorfer

Buon giorno oh mio oste preferito!
Passo per un saluto in questi minuti di libertà! 🙂

23 11 2006
Beppone

Mmhhh interessante.. andrò a rileggermi il post vecchio e vedo ..
Grazie pachi

23 11 2006
l'oste Walter

@ duss: benvenuto e buongiorno a te caro avventore! 🙂

@ beppone: il libro tratta temi di un certo rilievo. sicuramente interessante, forse non troppo “facile” per chi non sa chi sia Ferretti… ergo, se lo trovi in biblioteca, meglio 😉

23 11 2006
Giorgio

Da Danubio ho la sensazione, ad onta delle parole, che abbiamo espresso lo stesso concetto.
Mancanza, o contrarietà alle regole, intendo a quelle attuali, vigenti, all’autorià esistente, appunto: governo sì, nel senso di potere.
Il Vangelo, ottimo esempio, è la vita di Chi è venuto a completare la legge, qua e là a sovvertirla, a suggerire la forma alla quale dare compimento, compiutezza.
Rivoluzionario sì, ma per dare luogo a una società nuova, diversa, ma disciplinata, ossia anch’essa ordinata, legale, legittima e legittimata.
Come dicono i miei amici avvocati di tribunale “e valga il vero”: l’amico di Dan l’ha definita (e io manifestato il mio accordo) ‘un modo di vivere’, tu ‘uno stile di vita’.
Per la serie ”sto capello spaccato in quattro non lo frazionerei ulteriormente’.
O no?
Giorgio.

23 11 2006
l'oste walter

@ Giorgio: d’accordo. infatti abbiamo usato solo parole diverse per lo stesso concetto. lasciamo stare il capello, che già abbiamo motivo di perderne 😉

23 11 2006
mad riot

Buon pomeriggio, sarà che sono Reduce da un’ora di (inutile) studio del Romanticismo, ma non so cosa commentare!

23 11 2006
Tlank

Ciao oste, grazie per il tuo commento. Ricambio concordando con quello che scrivi. Io ricordo che ci rimasi di sasso quando (all’epoca) ascoltai Canzoni e preghiere del II millennio… poi Madre divenne uno dei miei brani preferiti dei CCCP… chi lo ha ascoltato al massimo si potrà chiedere come mai ci abbia impiegato così tanto tempo a “dichiararsi”.. 😉 Mi hai fatto venire voglia di leggere il libro e l’ho appena comprato su IBS. Grazie. Luca.

24 11 2006
l'oste Walter

@ mad: come inutile? chissà come sarai romantico ora 😉

@ tlank: de nada amigo! proprio ieri sera ho rivisto con un’amica un documentario sui CCCP, con “Madre” quasi a chiusura… splendido… allora buona lettura, passerò da te a leggere il tuo commento 🙂

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