Kill-Ikea

16 11 2006

ovvero le disavventure di un baldo giovane che non ha voglia di andare all’Ikea, ma che mamma e sorella spingono ad andarci per cercare un mobiletto o qualcosa del genere, non ricordo di preciso. indicazioni vane, di un mobiletto-comodino bianco, basso, con i cassetti, che ce ne saranno tredici versioni simili, con nomi che variano da Uppsala a Cippalaminchia, e vai te a sapere che non sia SalaamBombay…

quando si decide di andare? ma ovviamente domenica dopopranzo! orario perfetto, cosa si ha da fare domenica pomeriggio? alla radio non si può più nemmeno ascoltare il mitico scambio di linea “scusa Ameri, qui Ciotti”, per cui andiamo all’Ikea. che tu pensi che ci sia poca gente, pensi “saranno tutti a pranzo…”, sì, ma all’Ikea! parcheggio devastante, che non oso immaginare, ho solo presente dove finiscono i posti-auto e dove è collocato l’ingresso.

entri e tu vuoi cercare un mobiletto, o un complemento d’arredo, che sia come è capitato a me, un vaso, una lampada o un cuscino. entri e ti aspetti che ci sia una freccia che ti dica “cerchi un cuscino? di qui prego. una lampada? al tot-piano. un cuscino? in fondo a destra (come il cesso)”. no. sono cazzi tuoi, non ti sei voluto guardare il catalogo Ikea che a casa tua non è arrivato? e allora te lo vedi qui, tutto, dall’inizio alla fine; e non provare a cercare scorciatoie, infatti sono stati appostati dei fetidi vicoli senza uscita che ti procureranno solo una reazione cutanea allergica non appena intuisci che la tua tentata furbata è già stata pensata da qualche architetto scandinavo.

un architetto scandinavo che entrando in un autogrill ha pensato: “ma te guarda, sono uscito con una mortadella da un chilo e mezzo, un vaso di funghi che promettono di essere i più buoni al mondo, due pacchi di cioccolato, una cassa di vino locale al metanolo ma pagato un occhio della testa, ho lasciato giù mezzo stipendio e ora non ho i soldi per fare il pieno e arrivare a destinazione… vuoi vedere che l’acquisto d’impulso lo possiamo adottare anche all’Ikea?”. detto fatto, provano a farti comprare d’impulso camerette, soggiorni, camere matrimoniali, foss’anche cucine, bagni e una miriade di altre cose. certo chi non resisterebbe a comprare d’impulso una libreria quando sa perfettamente che a casa non ha spazio? eh, la compri, un giorno tornerà utile… sì, ai tuoi nipoti quando si sposeranno… e giri, giri, giri, alla fine arrivi a trovare la cosa che cercavi. a un patto: che prima tu sia andato sul sito Ikea, abbia trovato l’oggetto e importante, verificato la disponibilità nel magazzino in cui ti sei recato.

siccome l’amico non sa dire di no alla famiglia, deve essere opportunamente dotato di strumenti che gli consentano di limitare i danni alle sue coronarie e al sistema nervoso, per cui: prima guardi sul sito e vedi se è meglio a Carugate o a Corsico, se non c’è non andarci, non ce l’hanno di sicuro, non sperare, tu non lo sai ma sulle porte scorrevoli c’è un piccola targhetta “lasciate ogni speranza o voi ch’entrate (senza aver consultato il sito)”. secondo, esci un po’ prima dal lavoro (così eviti anche gli insulti dei clienti di questio giorni che mi racconti),  ci vai un venerdì pomeriggio verso le 17 e l’ambiente sarà certamente più gradevole.

se poi non ci vai, che tanto quel mobiletto a casa tua ci sta male, è meglio.

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4 responses

16 11 2006
Angelina

Odiami che mi piace! (Adoro l’Ikea!)
bacio

16 11 2006
l'oste walter

@ angelina: no, che non ti odio, come potrei? tra l’altro a me i prodotti Ikea piacciono, ma se non la conosci, ti tritura!

16 11 2006
Düsseldorfer

AHAHAHA 😀
Un pezzo stupendo! …sto ridendo come un cretino in ufficio 😀

Comunque sia, qui a Torino non abbiamo il problema, di Ikea ce ne una sola, quella di Grusgliasco e solo li puoi andare.
Se poi quello che cerchi non esiste, puoi sempre uscire con un barattolo di Alici fermentate sotto aceto!

Personalmente adoro l’Ikea perché mi ricorda quando stavo in Svezia. Era tutto cosi …cosi …cosi finto, proprio stile Ikea! 🙂

16 11 2006
l'oste walter

@ duss: come dice Elio “questo pezzo è ispirato ad una storia vera…”
‘azz, le alici fermentate sott’olio… magari se le infilano pure sotto le ascelle a ‘mo di baguette… 😉

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