il sogno s’avvicina

10 12 2010

quando passi un periodo schifoso, in termini di stress e insoddisfazioni, nella testa capita che ti passino brutti pensieri, che non hai voglia di nulla, che ti senti perso e che non capisci più dove sei, chi sei, come sei.

la testa ti porta in zone che non vorresti raggiungere, ti porta a prendere strade che non ti fanno stare bene, perchè a volte i problemi non bisognerebbe cercare di risolverli, ma lasciarli lì a marcire: il rischio è che possa fare più male, ma è un male calcolato e non stupisce, ci si è preparati.

per uscire da questo male, si può cercare di cambiare una mezza giornata, un caffè in un bar del centro a parlare con una ex-collega e cara amica, e poi seguire il suo suggerimento di prendere l’audioguida per la mostra su Dalì, di cui mi piace crogiolarmi a guardare le opere.

non ho mai preso un’audioguida in vita mia, e ironia della sorte i soldi che ho nel portafoglio (mi sono scordato di prelevare al bancomat) mi bastano proprio per il biglietto e per l’audioguida.

è bello ascoltare il racconto, guardo i quadri in modo diverso dal solito, colgo più dettagli di quanto ho mai fatto: molte opere sono per me nuove, o comunque non le vedo da anni, quindi alla memoria sono come nuove, e i colori delle stanze li trovo particolarmente adatti per lo stato d’animo delle opere. mi soffermo sui filmati, li guardo per intero, lascio che il tempo vada dove vuole andare e io invece resto fermo, mi muovo lentamente, godendomi ogni singola opera.

volano più di due ore, il finale cartone animato “Destino” lo trovo semplicemente meraviglioso. sosta al negozio, esco e guardo il cellulare. Angelina mi scritto di fermarmi da lei a cena, che mi aspetta. la chiamo un po’ spiaciuto che faccia così tardi per me, sono le nove passate e Milano è splendida, l’aria è stata ripulita dal vento di oggi, le luci sono piccole ma brillano più del solito, il Duomo mette in mostra i suoi mosaici illuminati, la mostra è stata per me splendida, poche ora mi hanno lavato via un’angoscia e una tensione che non sapevo dire di giorni. prendo subito la metro, non voglio far aspettare di più l’Angelina, che so che sta morendo dalla fame; mi metto le cuffie con un album di Dominique A. non mi pare neanche di essere a Milano, mi pare di essere a Parigi, o a Madrid, ma più Parigi, mi piace l’idea di aver visto una mostra in serata a Milano, mi piace essere sulla metro ad ascoltare musica, mi piace sapere di andare a casa di una persona che mi vuole bene e che mi sta aspettando per cenare insieme.

ieri mattina non stavo così bene.


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Una risposta

16 12 2010
lule

Che bel post dall’aria tersa come deve essere stata l’altra sera fuori Palazzo Reale, dopo la mostra. Tanti Auguri a te e (se la rivedi prima _ anche ad Angelina (ma immagino che li legga qui). .Vi penso. Un abbraccio

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