affascinato dall’inglese siculo di Battiato, vesto giacca, cravatta e anfibi.
mi piaccio. e tutti i capi sono via. una volta tanto che mi vesto bene.
vabbè, domani si replica per il teatro. olè!
affascinato dall’inglese siculo di Battiato, vesto giacca, cravatta e anfibi.
mi piaccio. e tutti i capi sono via. una volta tanto che mi vesto bene.
vabbè, domani si replica per il teatro. olè!
massì, vieni anche tu nei Guano Boys!!! testimonial? Kakà, e chi altro…
sì, perchè oltre alla battuta… scusate, mi correggo, alla cazzata sugli stupri, il nano ne ha sparata un’altra, non molto pubblicizzata, sui campi di sterminio. vds ANED.
ieri in radio una signora avrà ripetuto una decina di volte che è scemo, il motivo? che le battute le può accettare dal macellaio dove va a fare la spesa, ma che da un presidente del consiglio non lo accetta, e che se vuole rispetto deve prima di tutto portare rispetto agli altri.
dove ho già sentito questa cosa? …ah, sì! me la ripetevano sempre i miei genitori…
eh insomma, oggi ricordatevi. io mi ricordo.
buona giornata della memoria a tutti, soprattutto a quelli di memoria corta.
forse lo ha detto perchè non ha mai conosciuto una donna stuprata.
l’avessero subito sua moglie o sua figlia uno stupro, forse certe cose non le avrebbe dette.
perchè non è questione di belle donne o di donne brutte. è questione di donne, e del fatto che ti facciano qualcosa che un uomo difficilmente può riuscire ad immaginare.
dire che non si può evitare è agghiacciante. è una questione culturale. è evidente che non è il suo campo. per evidenti limiti.
qualchedduno sta per fare una prova di evacuazione. e non aggiungo altro.
qualchedduno invece era convinto che Paperoga fosse femmina. e non aggiungo altro.
ieri discorso di insediamento di Obama. analizzato in ogni parola, impappinato sul giuramento, Bibbia di Lincoln (che la schiavitù l’ha abolita per convenienza, e le cose non è che siano cambiate radicalmente in seguito…), pantaloni nuovi che quelli vecchi erano lisi, paura di attentati, ‘na cifra di gente, Bush fuori dai maroni…
sto leggendo un interessante libro di Howard Zinn sulla storia del popolo americano e state pur certi: cambierà qualcosa, migliorerà, soltanto se le lobby lo riterranno opportuno, non perchè un uomo lo vuole. svolta ambientalista? bene, ma è perchè da tempo le corporation hanno intravisto nuovi margini di business. stesso discorso penso varrà per la sanità e tutto il resto.
in bocca al lupo.
penso al caso Englaro. mi sta stancando ultimamente. certo, viviamo in un paese assurdo e contraddittorio, ma questo lo sapevamo, di fronte ad una sentenza della Cassazione, un ministro della repubblica dice ad una parte della sanità di non applicare questa sentenza. semplicemente anticostituzionale, pertanto la circolare non è applicabile. avrebbe fatto meglio a fare un appello alla coscienza dei medici, gli obiettori esistono per l’aborto, a maggiore ragione possono esistere per l’interruzione dell’alimentazione forzata…
mi sta stancando, perchè ormai mi sembra più che altro non una lotta per un diritto, ma una lotta per creare un precedente. e questo è un po’ triste.
parliamoci chiaro: se vuoi praticare l’eutanasia non credo sia complicato. prendi e vai all’estero, tra l’altro da Lecco andare in Svizzera è un attimo, ti metti d’accordo con una clinica, firmi per le dimissioni e porti chi vuoi all’estero. sarà magari un po’ complesso, ma di certo credo non sia impossibile, e sicuramente meno complicato rispetto a trovare qualcuno che ti sostenga in questo paese assurdo e contraddittorio. caso Welby: è stato più facile, no? perchè?
indubbiamente non si può conoscere tutte le sfumature della vicenda e gli stati d’animo, ma sono anche convinto che ora che la magistratura ha messo una parola definitiva sulla vicenda, tutte le difficoltà logistiche non possano diventare un nuovo caso…
i giornalisti dovrebbero essere persone laureate in materie letterarie, è corretto?
e allora perchè in questi giorni continuano a ripetere che la crescita prevista per il 2009 è del meno due percento?
è come se una mamma parlando con un’amica dicesse “sai, mio figlio è cresciuto quest’anno, è passato da un metro di altezza a novanta centimetri!”…
a volte rivedere un film fa bene. soprattutto se la prima volta lo hai visto in una sala cinematografica, stanco dal lavoro delle giornate prima e vai via prima del finale, perchè non vuoi fare tardi all’ultimo lavoro per cui ti sei offerto a dare una mano.
rivederlo ha dato le stesse emozioni, molto intense, e la solita frase che mi ronza in testa “beh, non si fa tanto, ma lo si fa in modo decente. soprattutto si fa”.
sono anni ormai che ho scelto di far parte di Emergency, in tanti momenti è stata una sorta di seconda casa, qualcosa in cui buttarmi senza pensare. per me c’è una tacita fiducia, incrinata solo per qualche tempo per dei messaggi errati che mi arrivarono. da ogni parte ci piovono addosso critiche, da destra e da sinistra, eppure al nostro interno ci trovi di tutto, di tutti gli schieramenti, non si direbbe, ma è così, solo che non lo vedi, perchè i più, quando sono lì dentro, lavorano per una cosa sola, e basta. tutto il resto deve restare fuori.
ed è facile. le scelte prese, a volte radicali e poco condivisibili seguono sempre una logica che è semplice, che capirebbe anche un bambino, pochi valori, saldi, fermi, non contrattabili, risorse quel che sono e una valanga di pazzia, no, non coraggio, tra di noi ci sono dei veri e propri matti, e altri più matti ancora, che gli vanno dietro…
“domani torno a casa” è un film documentario, segue “Jung” e “Afghanistan: effetti collaterali”. sono film duri, tutti e tre, parlano della guerra e dei suoi effetti, la guardano con un occhio che è vicino alle vitteme, proprio in senso fisico, non dalle alture distanti o da qualche albergo da dove si vedono i traccianti dei razzi e basta. c’è unpo’ di sangue. ma in proporzione neanche tanto. si rifletteva sul fatto che molte persone voltano gli occhi vedendo per tre secondi l’effetto di una mina antiuomo sulle mani di un bambino. però perchè non voltano gli occhi di fronte ai minuti lunghissimi della riabilitazione, del ritorno a casa, del reinserimento sociale? ci spaventa così tanto il sangue che lo bandiamo dai nostri occhi, mentre se non c’è il sangue tutto diventa più accettabile?
due storie, quella di Murtaza, un bimbo afgano che non vede l’ora di tornare a casa e che quando il suo fisioterapista gli chiede se tornerà a trovarli, lui con un sorrisone dice “NO”, per poi cedere un po’… e quella di Yagoub, sudanese, uno dei primi operati nel nuovo centro di cardiochirugia: una storia finita bene, ma con delle complicazioni, come può succedere in un’operazione chirurgica.
e poi le storie di chi come Chiara, in quei luoghi ci è andata, che conosce tante situazioni e te ne racconta. alcune deprimono un po’, ma a me danno anche la sicurezza di una scelta che mi sta bene.
certo, mica siamo i migliori, ci mancherebbe, però siamo un sacco belli!
info:
se dalle vostre parti qualcuno dei nostri gruppi organizza una serata, l’invito è di andarci. e di sommergerli di domande.
ieri pomeriggio ero in autostrada, andavo da uno dei miei clienti preferiti, con cui ormai si può dire essere nata pure una sorta di amicizia. insomma sono lì in auto che mi ascolto Passatel, su Radio Popolare, il programma sta finendo e Facchini viene fuori con questa frase che riassumo: “è troppo comodo dire che c’è sempre troppo interventismo da parte del Vaticano in Italia ma se dicono qualcosa che va bene a noi di sinistra, nel senso di qualcosa che va contro qualcosa proposto dalla destra allora va bene. cioè un po’ di coerenza, se rompono le balle le rompono sempre, non è che rompono le balle secondo quello che dicono… porco zio! o una roba o un’altra.” e una cosa del genere la capisce anche una testa piccola come la sua, aggiunge alla fine.
ora, sul fatto che una persona che dica una roba del genere la testa piccola ce l’ha, e che definire “sinistra” quella roba informe che non è destra mi pare assurdo, questo mi pare il tipico atteggiamento che definire selvaggio è dir poco.
va a finire sempre così, che ci si dichiara belli bravi disponibili intelligenti aperti al dialogo addirittura pacifisti contro lo guerra, e poi bastano delle dichiarazioni per comportarsi come l’esatto opposto.
mi ha dato un fastidio incredibile ascoltare queste parole, proprio in questi giorni, dove da qualsiasi media si ascolti o veda, escono solo storie di morte e violenza: è lo stesso atteggiamento di quelli che dicono che la guerra è giusta, preventiva, che occorre esportare la democrazia a una massa di incivili e storie del genere. dove sta la differenza? un atteggiamento che voglia essere di pura contraddizione, senza sfruttare quei pochi punti di convergenza che possono esistere, è un atteggiamento sterile, che non porta niente di buono, magari niente di male, ma di certo niente di buono.
io nel frattempo aspetto che un anno cristiani e musulmani decidano di festeggiare il Natale insieme (visto che anche i musulmani lo festeggiano…)
sapere che viene riconosciuto rifugiato politico uno che ha ammazzato della gente, e che invece questo status viene negato a chi scappa da guerre e dittature mi fa schifo.