un giorno di sole milanese per tornare nel parco. a pranzare con pane e bologna, che la bologna la trovi solo da queste parti, dalle altri si chiama mortadella, ma a milano e provincia si chiama bologna. al parco non c’è nessuno, solo io, Eddie Vedder, Elio e le Storie Tese e gli Zebda.
giù a terra spuntano margherite, fiorellini color ciclamino intenso, e gli ugitt da la madona, che non so come si chiamino in italiano, ma sono quelli minuscoli, azzurri con il centro bianco. c’è anche l’insalata matta o tarassaco per i più colti, che vabbè qui da cogliere non credo sia il massimo.
e poi ci sono un mucchio di trifogli. che uno guarda per vedere se trova il fortunato quadrifoglio, l’anomalo. che è vero, come dice l’Angelina, che non devi stare a cercarlo, ti chiama lui. nel mucchio dei tre, ogni tanto percepisci che c’è una disarmonia, un quattro che ci balla in mezzo. guardi meglio e lo trovi.
ieri non mi ha chiamato. ma mi ha chiamato qualcun altro.