di Cinzia Picchioni
ho impiegato un po’ di tempo prima di decidermi a scrivere questo post. il titolo è quello di un libro, letto recentemente, bevuto tutto d’un fiato.
non è un librone, eppure contiene un numero di informazioni sorprendenti. è un compendio di tanti argomenti: dentro ci si trova di tutto, argomenti davvero di vario genere, dall’ecologia, all’economia domestica, a pensieri filosofici, ma con un unico grande scopo.
ci ho messo un po’ di tempo, perchè volevo fare un sunto, e tirarne fuori il succo. e il succo mi pare che sia una cosa a cui da tempo mi ronza in testa: il fatto cioè che gli umani odierni non sono più capaci di fare nulla. passiamo il nostro tempo a pensare a cosa comprare, a cosa ci serve, mandiamo personaggi famosi a farsi venire le emorroidi su un’isola deserta, ma su quell’isola non so se qualcuno abbia mai pensato di piantare dei semi di pomodoro per farci crescere una pianta e mangiare. quello che stiamo perdendo è il senso delle cose, la ragione di vita che ci sta dietro: è noto che i bambini di città si stupiscano quando vedono come è fatta una mucca, vedono il latte in un tetrapak e pensano che nasca così, da qualche parte. non raccontiamo più, non spieghiamo più, non cerchiamo più di capire come accadono le cose, accadono, punto, ci accontentiamo, e pensiamo solo a che non ci manchi quello che ci serve.
tutto ciò ha conseguenze visibili. i problemi in ballo sono tanti, l’inquinamento su tutti. ma bastano davvero dei piccoli gesti. un esempio per tutti: in questi giorni decido di portarmi delle insalate per pranzo, di quelle già pronte, poi però mi dico, ok sono comode, ma se me le faccio io non butto tanta plastica per nulla (e risparmio pure). apparentemente è un’idiozia questa, ma sapere cosa ci sta dietro a quell’insalata pronta, essendo consapevoli di quello che veramente rappresenta è forse un passo più grande di quanto non sembri, almeno questo lo è per me.
un piccolo esempio, allargabile ad ogni ambito della nostra vita, prendendo coscienza vera di quello che facciamo, di quello che usiamo, di quello che compriamo, è utile per migliorare tante cose, se non per cambiare il mondo, almeno per cambiare noi stessi. inoltre ci permette di tornare ad essere pensanti e non solo esseri acquirenti, pronti ad aprire il portafoglio come scimmie ammaestrate.
il punto di forza di questo libro è il fatto che spiegando cosa sia la “semplicità volontaria”, presenta tanti esempi semplici da attuare, da cui poter iniziare ad essere innanzitutto più consapevoli di ciò che facciamo, e poi da lì elaborare nuove scelte.
semplicemente delizioso. e utile.


