il gianni è un essere. vivente? bah, forse, sicuramente disturbante.
il gianni è un collega. scollegato.
il gianni è uno che sa. di tutto un po’, ma sempre e comunque in modo sbagliato.
il gianni è uno che ti inziga al terrorismo, al sadismo, alla tortura.
il gianni generalmente è brutto. normalmente sovrappeso, con alopecia più o meno aggressiva ma sempre e comunque portata male. si vede che non conosce Bruce Willis.
il gianni non conoscerà Bruce Willis, ma può avere uno zio che ha fatto il cuoco per i Beatles (o Rolling Stones, a seconda dei giorni), oppure un fratello pittore (che fa quadri tutti uguali).
il gianni se c’è ti da fastidio, se non c’è trova il modo di darti fastidio lo stesso.
il gianni non si fida. sempremente quantunquemente e indefessamente. cazzu cazzu, iu iu.
il gianni ti vuole insegnare a fare un lavoro che già conosci e che lui non sa fare, e quel poco che sa lo sa fare male.
il gianni è il Totò Schillaci dell’ambiente lavorativo, opportunista, ma lui di frone alla porta, al momento decisivo… sbaglia.
il gianni fa versi strani. a seconda delle situazioni fa starnuti inenarrabili, ovvero degli urletti di spavento da bambino.
il gianni è furbo. o meglio crede di esserlo. ma non lo è. lo sgami facilmente. insomma a milano lo si definirebbe amabilmente “pirla”.
il gianni se lo conosci lo eviti. il più possibile. se non puoi evitarlo, cerchi di sopprimerlo.
il gianni è di origini trivenete. spara cazzate. ma non perchè ha bevuto troppe ombre. lo fa di suo.
il gianni magari non ce l’hai con questo nome, ma di sicuro è passato nella tua vita lavorativa, e se non è ancora passato, stanne certo, passerà.
un gianni è passato. quell’altro speriamo passerà presto (ce la può fare, facciamo tutti il tifo per lui). a tutti un augurio di incontrarlo il più tardi e per il minor tempo possibile. a meno che abbiate istinti suicidi: in quel caso vi può essere utile.



